Opinionisti Giacomo Moretti

In attesa della verità

Il mondo è pieno di regimi spaventosi, come per esempio quello iraniano

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Un momento di guerra combattuta sui cieli di un Paese sovrano ha provocato l’abbattimento di un aereo di linea.

Un aereo che vedeva al suo interno rappresentata una fetta di umanità.

Seduti comodamente all’interno vi era la rappresentanza ignara della nostra società: uomini d’affari, famiglie in viaggio di piacere, bambini con i propri genitori, famiglie appena costituite in partenza per il viaggio più bello e atteso in una vita.

Insomma, ignari di ciò che da lì a breve sarebbe accaduto, prendono il volo.

Ma intorno a loro non vi è una situazione pacifica.

Alcuni paesi belligeranti decidono che il “gioco” della guerra è più importante che salvaguardare la vita di innocenti.

I potenti, coloro che hanno la responsabilità e la possibilità di assumere decisioni, le attuano non considerando le vite innocenti che possono essere messe a rischio.

E così, il “gioco” della guerra va avanti. Vengono spostate navi da guerra. Aerei militari prendono il volo. Persino missili, dagli effetti micidiali e devastanti, prendono il volo.

Ma il cielo è uno solo. Un cielo che quando lo guardiamo sembra enorme e sconfinato, quando la guerra rumoreggia diventa piccolo, troppo piccolo. Maledettamente piccolo.

E così, quel cielo, che tecnicamente viene chiamato “spazio aereo” non basta più.

Il cielo è bello. Porta speranze, specialmente in chi lo sta attraversando per intraprendere un viaggio.

I potenti, i grandi della terra, con le loro folli azioni, sanno trasformare anche la cosa più bella in qualcosa di orribile.

Il cielo dal quale proviene la luce, l’acqua, in poche parole la vita, viene utilizzato per portare morte.

Come possiamo chiamare tutto questo? Follia? Voglia di dimostrare la “propria supremazia”, la propria forza militare a chi viene considerato un nemico?

Non lo so dire.

Però, quello che spesso accade quando eserciti si confrontano, che sia su terra, per mare o in aria, è che a pagarne il prezzo sono sempre gli innocenti.

Sì, perché i missili lanciati in aria possono anche colpire aerei civili.

La morte non fa distinzioni.

Gli strumenti di morte non fanno la differenza, anzi, nonostante la rivendicazione ipocrita dell’aver “costruito armi intelligenti”, sono sempre gli innocenti a pagare il prezzo più alto. Innocenti che spesso non hanno nemmeno il rispetto della verità.

Già la verità. Una parola della quale tutti ci riempiamo la bocca, ma che davanti a disastri, i responsabili negano. O peggio ancora distorcono, nascondono.

Gli uomini forti, quelli che spostano navi da battaglia, che fanno volare aerei in assetto da combattimento, diventano piccoli piccoli.

Uomini abituati a dare ordini, uomini duri, uomini che hanno il potere di lanciare missili, di bombardare, davanti al prezzo dei loro disastri fuggono e scappano dalle loro responsabilità.

Anche se la verità prima o poi viene fuori.

Meno male che noi europei siamo superiori  a tutto questo.

Meno male che i nostri paesi sono democratici sempre volti alla ricerca della verità.

Proprio per questo possiamo sperare che ciò che è accaduto nei cieli italiani il 27 giugno 1980 ad Ustica prima o poi vedrà la tanto attesa verità.

Del resto quei mari e quei cieli erano sotto il controllo delle più “avanzate” democrazie occidentali: Stati Uniti, Francia, Regno Unito, oltre che naturalmente l’Italia alla quale apparteneva e appartiene quello “spazio aereo”.

Passati 40 anni e ancora nessuna verità, ma tanta sabbia ad insabbiare ciò che certamente taluni hanno ben chiaro.

Non abbiamo visto nemmeno un rimorso di coscienza da parte di chi, magari protagonista politico e militare del tempo, magari anche in punto di morte avrebbe potuto liberarsi di un tale orribile peso.

Il mondo ovviamente è pieno di regimi spaventosi, come per esempio quello iraniano.

Che regimi orribili, ma nonostante la loro orrenda realtà, che non è oggetto di alcuna riabilitazione alcuna, nemmeno a loro è stato possibile un silenzio così lungo e vergognoso.

Il regime iraniano ha ammesso le proprie responsabilità dell’abbattimento dell’aereo ucraino, colpito da missili iraniani, su cielo iraniano.

Un’ammissione pubblica, non solo nei confronti dei paesi esteri ma anche nei confronti del proprio popolo e lo ha fatto dopo poche ore.

In Italia: indagini, processi, commissioni parlamentari, contro processi, inchieste e ancora nulla.

Siamo ancora in attesa della verità, e purtroppo lo saremo ancora a lungo.

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
21/01/2020 20:56:10

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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