Opinionisti Giacomo Moretti

Italia d’oro

Donne e uomini che con il loro esempio ci hanno regalato emozioni uniche

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A qualcuno potrà sembrare un titolo altisonante ed esagerato ma è questo il colore che ha segnato la stagione estiva del nostro Paese, o perlomeno per quello sportivo. Diciamo subito che per l’Italia, a livello internazionale è stato un anno come non se ne vedevano da anni. Un anno cominciato con le note dei Manesckin che da Sanremo hanno conquistato il tetto musicale d’Europa. Insomma una tarda primavera che ha in qualche modo anticipato la straordinaria stagione italiana sotto il profilo dello sport, con risultati del tutto inaspettati. Abbiamo conquistato il campionato europeo sotto la guida di un allenatore straordinario come Mancini. Devo dire che ho vissuto il successo del “mancio” anche in chiave familiare essendo un illustre concittadino di mia moglie. Io che stravedo per Anghiari mi sono sentito dire e ricordare che Mancini è un jesino doc. Poco male visti i risultati di una nazionale che ci ha fatto sognare nelle calde serate estive, serate che ci hanno riportato ad assaporare una normalità che credevamo ormai perduta. Poi le olimpiadi. Li abbiamo conquistato un numero inaspettato di medaglie. Tante medaglie, molte del metallo più pregiato. Che soddisfazione vedere quel tricolore che alzato, quell’inno nazionale, il nostro inno nazionale eseguito magistralmente e onorato dal saluto militare dei soldati nipponici. Poi le paraolimpiadi dove abbiamo saputo apprezzare le gare e le straordinarie prestazioni atletiche di nostri connazionali che molto ci hanno insegnato con il loro esempio. Mai arrendersi, nemmeno davanti a vicende della vita che sono capaci di sconvolgerla, cambiarla, modificarla. Donne e uomini che con il loro esempio ci hanno regalato emozioni uniche. In ultimo le nostre ragazze della pallavolo. Insomma questa estate è stata illuminata non solo da un sole cocente ma anche da riflessi su tante medaglie e su tanti podi inaspettati e preziosi. Il carattere di un Paese si misura anche da questo. Un periodo dove il nostro Paese nei più svariati settori e discipline sportive ha raggiunto l’apice. E allora tutto questo ci deve aiutare a non mollare. A fare del duro lavoro il nostro momento di rinascita. Un podio dura pochi minuti, il tempo di un inno nazionale, il tempo della consegna di una medaglia, il tempo di una stretta di mano che ancora non c’è stata per le norme imposte dalla pandemia. Ma quanto lavoro ci sarà stato dietro quel podio? Quanta fatica? Quanti fallimenti e quanti pianti nascosti alle telecamere ma vivi e necessari per salire su quel podio. Il peso di un impegno che non posso capire, ripagato dal peso di una medaglia che resterà per sempre al collo delle nostre atlete e atleti. Come i Maneskin che hanno cominciato a suonare su una delle tante strade romane e ora sono all’apice delle classifiche mondiali. Lavoro, impegno e voglia di non mollare. Si l’Italia si è colorata d’oro. Tutto questo è possibile e sono certo che se noi italiani tutti seguiremo l’esempio, sarà il metallo più prestigioso e più raro quello ad attenderci alla fine delle tante sfide che abbiamo. Siamo un Paese d’oro, a noi l’onere e l’onore di dimostrarlo in  ogni campo e in ogni sfida.

Giacomo Moretti
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21/09/2021 06:00:44

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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