Opinionisti Il Direttore Davide Gambacci

Per Montedoglio non ci sono più scuse

E' il momento di pensare ad un reale sviluppo turistico

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Lo sapete sì! A questo punto la domanda del lettore potrebbe sorgere spontanea, oltretutto essendo in assenza di materiale fotografico allegato. Dico due parole che di fatto racchiudono il concetto: da una parte Montedoglio, mentre dall’altra turismo. Elementi che, fino a questo momento, non hanno trovato un legame pratico. Per anni, infatti, è stato soprattutto una risorsa idrica, un'infrastruttura fondamentale per il territorio, un luogo conosciuto dagli abitanti della valle ma raramente inserito in una vera strategia di valorizzazione turistica. Una storia che non c’è assolutamente bisogno di approfondire nelle sue principali tappe, tutte fin troppo note per vari motivi. Oggi, però, il lago di Montedoglio rappresenta una delle più grandi opportunità ancora da sviluppare per l'Alta Valle del Tevere. Un paesaggio fatto di acqua, colline, boschi e piccoli borghi che potrebbe diventare un punto di riferimento per un turismo lento, sostenibile e attento alla natura. In un momento storico in cui sempre più visitatori cercano esperienze lontane dai grandi flussi, luoghi autentici e capaci di offrire tranquillità, sport e cultura, Montedoglio sembra avere tutte le caratteristiche per giocare un ruolo da protagonista. Il lago non è soltanto uno specchio d'acqua artificiale: negli anni è diventato un ambiente ricco di biodiversità, frequentato da numerose specie di uccelli e inserito in un contesto naturale di grande valore. Le sue rive, i sentieri circostanti e il rapporto con il paesaggio agricolo e collinare offrono possibilità diverse: dal birdwatching alle passeggiate, dal cicloturismo alle attività sportive sull'acqua senza tralasciare la pesca. La vera sfida oggi è trasformare tutte queste potenzialità in un progetto organico. Un progetto pratico che possa avere anche le sue gambe. Non basta avere un luogo bello: occorre renderlo fruibile, collegarlo con i percorsi turistici già presenti nella vallata, creare servizi, promuovere una narrazione capace di farlo conoscere anche fuori dai confini locali. L'Alta Valle del Tevere possiede già importanti elementi di attrazione: borghi storici, arte, tradizioni enogastronomiche, percorsi naturalistici e una posizione strategica tra Umbria e Toscana, senza dimenticare che l’Emilia Romagna è davvero ad un passo. Montedoglio potrebbe, ma voglio pensare che deve diventare un elemento aggiuntivo di questa offerta, un punto di incontro tra turismo ambientale, sportivo e culturale. Negli ultimi anni è cresciuta l'attenzione verso il turismo delle aree interne. Il visitatore non cerca più soltanto monumenti famosi o mete affollate, ma luoghi dove vivere esperienze: una giornata in bicicletta, una passeggiata nella natura, l'osservazione degli animali, un tramonto sul lago, un incontro con le comunità locali. Se fino a qualche mese fa la ‘scusa’ più ridondante era sempre quella di un’assenza di collaudo, oggi non può più essere utilizzata perché Montedoglio è ok. L’invaso artificiale più grande della Toscana, infatti, da un anno esatto – era il settembre 2025, seppure la cerimonia ufficiale si è tenuta nel mese di giugno – possiede il certificato di collaudo definitivo, sancendo la regolare messa in esercizio dell'infrastruttura. Come sappiamo quasi il 90% dello specchio d’acqua insiste sul territorio di Pieve Santo Stefano, l’altra parte se la dividono Sansepolcro, Anghiari e Caprese Michelangelo che fornisce anche il secondo affluente – dopo il Tevere, lato Pieve – che è il Singerna. A dire il vero, però, qualcosa si sta muovendo sempre in ambito turistico con il Comune di Pieve che ha smosso le acque dialogando sia con la Regione Toscana che con le realtà associative che già operano su Montedoglio. Su tutte il Circolo del Remo e della Vela di Montedoglio. Per cogliere queste importanti opportunità servono però visione e collaborazione. I Comuni, le associazioni, gli operatori turistici e le realtà economiche del territorio devono lavorare insieme per immaginare un futuro possibile. Servono investimenti, ma soprattutto una consapevolezza: Montedoglio non deve essere considerato soltanto un bacino artificiale, ma una parte integrante del patrimonio dell'Alta Valle del Tevere. La domanda non è più se il lago abbia potenzialità turistiche. La risposta è evidente e oramai sotto gli occhi di tutti. La domanda vera è quanto tempo ancora il territorio vuole aspettare prima di valorizzarle pienamente. Montedoglio può diventare un simbolo di una nuova idea di turismo: meno concentrata sui grandi numeri e più attenta alla qualità, alla natura e all'identità dei luoghi. Una risorsa che per troppo tempo è rimasta sullo sfondo e che oggi ha tutte le caratteristiche per diventare una delle immagini più rappresentative della valle.

 

Davide Gambacci
© Riproduzione riservata
21/09/2026 15:53:41

Il Direttore Davide Gambacci

Si avvicina al giornalismo giovanissimo e ne rimane affascinato. Dal 2009 è iscritto all’ordine dei giornalisti della Toscana dopo aver fatto esperienza in alcune testate locali. Nel 2010 diventa direttore del quotidiano online Saturno Notizie e inviato fisso del quotidiano Corriere di Arezzo. Nel 2011 é stato nominato anche direttore responsabile del periodico l’Eco del Tevere e vice direttore di Saturno Web Tv. Ideatore e regista di numerosi programmi televisivi, dove da il meglio di se dietro la telecamera. Inchieste e cronaca i campi di particolare competenza professionale. Ricopre anche il ruolo di addetto stampa per alcune associazioni e Enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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