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Tutti si sono già dimenticati del Covid-19

Poca sicurezza ed economia che sta affondando

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È trascorso un mese e poco più da quando l’emergenza Covid-19 ha allentato i cordoni, permettendoci di tornare a una vita senza dubbio molto vicina a quella che era la normalità di febbraio, ma nonostante ciò (nemmeno in tempo di guerra, forse, eravamo stati costretti a rimanere in casa per due mesi) sembra che tutti si siano già dimenticati di quanto avvenuto. Nessuno si cura della sicurezza, perché la mascherina è indossata da una persona su dieci, gli assembramenti sono ricominciati e anche le norme elementari di igiene e sicurezza sembrano essere state dimenticate, con il rischio di un possibile ritorno dei focolai anche in un territorio, come quello della Valtiberina, che è tornato “Covid free” dal 31 maggio, salvo l’eccezione di Anghiari a inizio giugno. Personalmente, credo che sia opportuno un ripristino graduale alla normalità, ma che in questa fase sia altresì fondamentale adoperare il cervello, perché il virus non è certamente morto. Se la gente sembra aver dimenticato questo particolare, è più grave che lo abbia fatto anche la politica. Dopo tanti proclami, poco o nulla è stato fatto a carattere locale e nazionale: le tasse si debbono regolarmente pagare, gli incentivi per le aziende non sono arrivati e la cassa integrazione non è stata erogata per intero, ma soprattutto regna tanta confusione in merito alle varie iniziative che il governo prova a mettere in atto e che ancora sono nel cassetto, vedi il bonus del 110% per l’efficienza energetica, che, se gestito al meglio, diverrebbe un vero volano per l’economia. Per il resto – e mi riferisco all’ambito locale – ci siamo limitati a dare una mano parziale alla ristorazione, permettendo di allargare le pertinenze esterne a costo zero, cosa buona e giusta. Ma per il commercio tradizionale cosa è stato fatto? Per le piccole aziende artigiane cosa è stato fatto? Per la grande impresa che ha subito cali di fatturato, cosa è stato fatto? Non dimenticando che qui in zona siamo stati dei miracolati, perché il virus ci ha preso di striscio e le due principali aziende del comprensorio, Aboca e Buitoni, hanno persino incrementato i propri fatturati; prova ne sia che si parli anche di assunzioni. Per il resto, economia in piena crisi, abbandonata a sé stessa. La politica può e deve fare molto: intanto, nel rispetto delle regole, perché ci si può divertire anche in sicurezza; in secondo luogo, nella non sottovalutazione delle ripercussioni economiche generate dal Covid-19, perchè quando chiude un negozio o un’azienda difficilmente avviene una riapertura. Tutto questo può generare anche il pericolo di un aumento esponenziale della criminalità o anche di infiltrazioni della malavita, che vanno a nozze con gli imprenditori ridotti alla canna del gas, i quali prima di chiudere bottega – anche per una questione di orgoglio – le provano di tutte, a costo anche di finire nelle mani degli strozzini. In tutta questa situazione – e senza mancare di rispetto a nessuno – gli unici ai quali non è cambiato nulla sono i pensionati, i dipendenti pubblici e gli statali più in generale, che il 27 del mese (o comunque nel giorno stabilito) continuano ad avere lo stipendio accreditato…fortunati loro!       

Redazione
© Riproduzione riservata
07/07/2020 17:55:09

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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