La droga dei social

Una forma di dipendenza psicologica e comportamentale legata all'uso ossessivo
Una delle droghe più diffuse nella società odierna è sicuramente quella denominata “like”. Mi riferisco chiaramente ai social e alle problematiche che questi strumenti generano nella mente delle persone, come deterioramento delle capacità cognitive, ansia, depressione, insonnia, paura di essere esclusi, isolamento, insicurezza, frustrazione e senso di inadeguatezza nel confronto con gli altri.
Siamo arrivati a un punto di non ritorno, dove i social sono usati dai frustrati per colpire gli “avversari”, della serie non ci riesci con la realtà e allora usi la “verità virtuale”, fatta per la gran parte di menzogne.
Vedere genitori e nonni che si esprimono in maniera volgare e arrogante, che messaggio volete che passi per i figli e i nipoti?
Politici che invece di pensare ad amministrare e risolvere i problemi dei cittadini, diventano dei showmen per catturare like e consenso, basta spararle grosse e trovare i “pecoroni” che gli credono.
Un grande strumento trasformato in un luogo dove le notizie negative sono di gran lunga superiori a quelle positive.
E allora come non condividere il pensiero di Umberto Eco che sosteneva che i social media hanno dato diritto di parola a "legioni di imbecilli". Secondo il semiologo, costoro prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, venendo subito messi a tacere senza danneggiare la collettività, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel.
Punti di Vista
Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it
Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.

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