Opinionisti Punti di Vista

La follia dei tagli alla sanità pubblica fa collassare il nostro sistema sanitario

Dobbiamo tornare a investire sulla nostra salute

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In un momento come questo, dove il coronavirus ogni giorno infetta migliaia di persone portando la nostra sanità al collasso, si capisce come la miopia dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni, stia causando danni pazzeschi. I tagli continui effettuati ai danni del sistema sanitario italiano sono stati devastanti e a certificare tutto questo ci pensa il rapporto pubblicato a fine 2019 dall'Osservatorio Gimbe, una fondazione che ha lo scopo di promuovere e realizzare attività di formazione e ricerca in ambito sanitario. "Fra tagli e minori entrate il Sistema Sanitario Nazionale ha perso negli ultimi dieci anni 37 miliardi di euro di finanziamento pubblico”. Allo stesso tempo, però, ingenti risorse pubbliche venivano destinate alla gestione del flusso migratorio, si parla di circa 20 miliardi. Tutto è iniziato con il governo di Silvio Berlusconi ma il colpo più grosso é avvenuto con Mario Monti, forse il peggiore che l’Italia abbia mai avuto. Da allora le cose sono andate sempre peggio, sono aumentati in maniera pesante i ticket e i letti sono diminuiti a 3,2 per 1000 abitanti contro una media europea di 5. Le liste d'attesa sono rimaste molto lunghe e i livelli minimi di assistenza sono una chimera soprattutto al Sud. L’emergenza Coronavirus ha dato la batosta finale al Sistema Sanitario Nazionale. L’allarme, partito dalle Regioni più colpite dall’epidemia, ha aperto un dibattito nazionale sullo stato di salute della sanità italiana. A partire dalla scarsa disponibilità di personale e di posti letto per far fronte ai casi che richiedono cure ospedaliere. Ma c’è di più: per il futuro, le previsioni di spesa sanitaria indicano nuovi tagli che oscilleranno intorno al 6,5% nel periodo sino al 2022. Questa strategia politico-finanziaria documenta inequivocabilmente che per nessun Governo nell’ultimo decennio la sanità ha mai rappresentato una priorità politica – si legge nel report di Gimbe - perché quando l’economia è stagnante la sanità si trasforma inesorabilmente in un “bancomat”. Se pensiamo che il nostro sistema sanitario é considerato nonostante tutto, ancora tra i migliori al mondo, non possiamo che dire grazie a tutte quelle persone che quotidianamente lavorano per noi e che in momenti come questi, rischiando la loro vita, non si sottraggono a turni massacranti per far fronte a questa "bestia" che non si vuole fermare. Tutti speriamo che, come sempre accade dopo un temporale, torni sempre il sereno e che dopo la fine dell'emergenza del coronavirus (speriamo quanto prima) si torni a investire sulla sanità pubblica, chiarendo anche i rapporti con l'Europa, che fino ad ora si é dimostrata latitante nei nostri confronti.

 

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
14/03/2020 19:10:40

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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