Ance Arezzo chiede strumenti straordinari per le costruzioni

Il presidente Gian Giacomo Gellini: "L'ordinario non basta più"
Aumento dei costi delle materie prime, extracosti ancora da rimborsare e calo degli investimenti pubblici stanno mettendo a dura prova la tenuta del settore edile. Il Presidente di ANCE AREZZO (Associazione Nazionale Costruttori Edili Confindustria) Gian Giacomo Gellini spiega le difficoltà tra le quali si sta muovendo il comparto, sollecitando risorse e strumenti straordinari per sostenere le imprese. “Stiamo andando incontro ad una fase particolarmente delicata: i dati nazionali parlano di un calo degli investimenti del 24% delle amministrazioni locali. Numeri che si riflettono perfettamente a livello territoriale – dice Gian Giacomo Gellini – basti pensare che, secondo i dati della Cassa Edile di Arezzo, nei primi 8 mesi di quest’anno le ore lavorate sono diminuite del 9% e le aziende iscritte del 6%; cala anche la media mensile degli operai iscritti, -7,82%, con un decremento più accentuato a partire da giugno, in corrispondenza dell’esaurirsi della spinta del PNRR. A livello nazionale, le imprese devono ancora ricevere 2 miliardi di euro di ristori legati al decreto Aiuti, mentre devono sobbarcarsi i nuovi rincari di carburanti, bitume, materie plastiche e acciaio. Il recente blocco dei tir non fa che aggravare la situazione, perché se i materiali non arrivano nei cantieri, i lavori ritardano e si fermano – spiega Gellini – di fronte ad una situazione come questa sono necessarie misure straordinarie, l’ordinario non può più bastare: la revisione dei prezzi prevista dal Codice degli Appalti va bene, ma non è sufficiente a compensare la portata dei rincari che sta affossando l’intero settore. Chiediamo con urgenza la riduzione delle accise sul gasolio e il reperimento di risorse per rifondere gli extracosti, insieme ad uno scostamento di bilancio per evitare che la situazione del settore non peggiori ulteriormente e porti all'interruzione dei cantieri”.

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