Tony Annibali, morto dopo lo schianto: attesa per l'autopsia e nuovi accertamenti

Ancora tanta incredulità a Pieve Santo Stefano: era un dipendente comunale
Restano ancora molti interrogativi sulla morte di Tony Annibali, il dipendente comunale di Pieve Santo Stefano deceduto dopo il violento schianto della sua auto contro un muro, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo non si sarebbe fermato all'alt intimato dai carabinieri durante un controllo, dando così origine a un inseguimento terminato con la perdita di controllo della vettura. La Procura di Arezzo, con il pm Marco Dioni, ha aperto un fascicolo per ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Gli accertamenti dovranno chiarire innanzitutto perché Annibali abbia deciso di non fermarsi e quali siano state le cause che hanno determinato il tragico incidente. L'autopsia è stata disposta dall'autorità giudiziaria, ma non ancora programmata (forse per giovedì mattina), insieme agli ulteriori esami ritenuti necessari per fare piena luce sul decesso. La salma resta quindi a disposizione della magistratura e si trova all'obitorio dell'ospedale Le Scotte di Siena, dove Annibali era stato trasportato con il Pegaso in condizioni disperate dopo essere stato estratto dalle lamiere. Solo al termine degli accertamenti potrà essere fissata la data dei funerali. Intanto Pieve Santo Stefano vive ore di profondo dolore. Annibali era una figura conosciuta e stimata in paese. Dopo un passato da muratore, aveva iniziato a lavorare per il Comune, occupandosi della manutenzione e dei servizi sul territorio. Un volto familiare per tanti cittadini, apprezzato anche al di fuori della comunità. Il cordoglio dell'amministrazione e del paese si stringe ora attorno alla famiglia, mentre gli investigatori proseguono il lavoro per ricostruire gli ultimi drammatici momenti della sua vita.

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