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Propaganda nazifascista e messaggi d’odio: cinque minorenni indagati nel Valdarno

L’indagine condotta dalla Polizia di Stato in particolare dalla DIGOS di Arezzo

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Si è conclusa, al termine di un’articolata attività investigativa durata oltre un anno, l’indagine condotta dalla Polizia di Stato in particolare dalla DIGOS di Arezzo guidata dal Dirigente Marco Nottebella, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze guidata dal Procuratore dott.ssa Roberta Pieri nei confronti di un gruppo, composto da alcuni giovani riconducibili ad ambienti dell’estrema destra ed attivi nella provincia aretina, per i quali è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari. 

L’attività investigativa ha preso avvio dal monitoraggio di piattaforme social e canali di messaggistica istantanea, sui quali erano stati individuati contenuti inneggianti all’ideologia nazifascista, messaggi discriminatori e materiale propagandistico riconducibile a gruppi di estrema destra.

Tra gli episodi oggetto di approfondimento investigativo, la realizzazione nel territorio del Valdarno di scritte quali “WHITE POWER”, “ITALIA AGLI ITALIANI” NUOVA ITALIA” e “ANTIANTIFA”.

Il lavoro portato avanti dalla DIGOS di Arezzo ha consentito di ricostruire modalità di reclutamento, organizzazione e coordinamento del gruppo, nonché la produzione e diffusione di adesivi e altro materiale propagandistico.

Gli approfondimenti svolti sui dispositivi sequestrati agli indagati, all’esito di una prima serie di perquisizioni eseguite nel luglio 2025 e di ulteriori due perquisizioni effettuate nel febbraio di quest’anno, hanno permesso poi di acquisire un articolato patrimonio di conversazioni, fotografie, video ed altri contenuti digitali, consentendo di delineare diversi ruoli ricoperti dai soggetti appartenenti al gruppo.

All’esito delle indagini, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze ha contestato a 5 indagati, tutti minorenni, i reati previsti dall’art. 604 bis c.p. comma 1 e 2.

Gli accertamenti svolti hanno consentito inoltre di delineare collegamenti tra i soggetti del Valdarno e ulteriori ambienti estremisti attivi su tutto il territorio nazionale, rappresentando il risultato della costante attività di monitoraggio dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, nei confronti dei fenomeni di radicalizzazione, propaganda d’odio e apologia di ideologie eversive.

Redazione
© Riproduzione riservata
25/08/2026 11:17:58


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