Notizie Locali Interviste locali

Sottosopra: "mettiamo a nudo" Fabio Battistelli, musicista e insegnante

"Il mio desiderio è che Città di Castello possa diventare una vera e propria Città della Musica"

Print Friendly and PDF

Sottosopra, la rubrica dove un personaggio pubblico viene “messo a nudo”. Una chiacchierata a 360° gradi dove vengono affrontate numerose tematiche, dalla vita privata al lavoro, dalla politica all’economia e tanto altro. Accendiamo i riflettori in questa puntata con Fabio Battistelli, 67 anni portati benissimo, professione musicista e insegnante.

COSA RICORDA CON PIACERE DELLA SUA INFANZIA?

“Ricordo il rapporto con i miei genitori e soprattutto con mio padre il quale insisteva molto che io diventassi uno sportivo, quindi ho provato due sport a cui lui teneva tantissimo come il calcio e il ciclismo, essendo stato mio padre un artigiano della bicicletta. Ha provato a farmi correre in bici con pessimi risultati, con il calcio ancora pessimi risultati perché alla fine credo proprio di essere proprio negato per lo sport. A quel punto, quindi, ha deciso di provare con la scuola di musica: questo devo dire che ancora oggi è il ricordo più bello della mia infanzia”.

SCELGA I NOMI DI TRE PERSONE CHE CONSIDERA VERAMENTE AMICI

“Premetto che di amici ce ne sarebbero molti, seppure quelli che mi vengono subito in mente sono David, Pino e Roberto”.

A CHE ETÀ HA FATTO SESSO LA PRIMA VOLTA?

“Se non ricordo male avevo appena compiuto 16 anni”.

QUANDO HA CAPITO CHE IL CLARINETTO SAREBBE DIVENTATO IL CENTRO DELLA SUA VITA?

“Quando mi sono trovato a dover scegliere il percorso da intraprendere dopo la scuola media, avevo circa quattordici anni e mi trovavo di fronte a un bivio che, con il senno di poi, posso definire senza esitazione la scelta più importante della mia vita. Le insegnanti delle scuole medie mi incoraggiavano a proseguire gli studi iscrivendomi al liceo classico, convinte che quella fosse la strada più adatta alle mie capacità e alla mia formazione. Tuttavia, dentro di me sentivo con forza il richiamo della musica, una passione che era già diventata una parte fondamentale della mia vita. Per questo motivo decisi di seguire la mia inclinazione e, invece di iscrivermi al liceo classico, scelsi di intraprendere direttamente gli studi musicali al Conservatorio di Perugia. Fu una decisione importante e non priva di responsabilità, perché significava orientare fin da giovanissimo il mio futuro verso un percorso artistico e professionale ben preciso. Oggi, guardando indietro, posso affermare che quella scelta ha segnato in modo decisivo la mia esistenza, determinando il cammino che ho poi seguito sia dal punto di vista umano sia da quello musicale”.

SE LA SUA VITA FOSSE UNA COLONNA SONORA, QUALE TITOLO AVREBBE?

“Non ho dubbi. ‘La mia vita è meravigliosa’. Sarebbe proprio questo il titolo giusto”.

QUAL È IL LUOGO PIU’ BIZZARRO DOVE HA FATTO L’AMORE?

“Non so se definirlo bizzarro, ma sicuramente particolare. Quando ancora non avevamo l’auto, in sella alla Vespa”.

CON QUALE DONNA DELLO SPETTACOLO LE PIACEREBBE ANDARE A CENA?

“Stefania Sandrelli di cui sono molto amico, compresa la figlia Amanda”.

QUALI SONO I SUOI HOBBY PREFERITI?

“Camminare mentre ascolto la musica è uno dei momenti a cui tengo di più. È un'abitudine che mi accompagna da tempo e che considero un vero spazio personale, lontano dalle distrazioni e dagli impegni quotidiani. Durante una passeggiata riesco a immergermi completamente nell'ascolto, lasciandomi guidare dalla musica senza interferenze esterne. Per me è l'unico momento in cui riesco a rilassarmi davvero e, allo stesso tempo, a raggiungere un livello di concentrazione assoluta”.

DOPO TANTI ANNI DI CONCERTI, PROVA ANCORA EMOZIONE PRIMA DI SALIRE SUL PALCO?

“Assolutamente sì, ed è il bello di questo lavoro. Ogni volta è come se fosse la prima volta ed è sempre la prima emozione che ti coinvolge”.

COSA PROVA QUANDO VEDE UN SUO ALLIEVO RAGGIUNGERE UN TRAGUARDO IMPORTANTE?

“È una grandissima soddisfazione. Anche se, formalmente, sono miei allievi, con il passare del tempo finisco per considerarli tutti un po' come dei figli. Questo nasce dal legame profondo che si crea durante gli anni di studio, di lavoro e di crescita condivisi. L'insegnamento non si limita soltanto alla trasmissione di competenze musicali, ma diventa anche un percorso umano fatto di fiducia, confronto e sostegno reciproco”.

QUAL È LA PARTE FISICA CHE LA ECCITA IN UNA DONNA?

“Le gambe, qui non ci sono dubbi”.

IN CHE MODO IL TERRITORIO UMBRO HA INFLUENZATO LA SUA SENSIBILITÀ MUSICALE?

“Perché c’era una grande attività musicale negli anni della mia infanzia. C’era per esempio il Festival delle Nazioni, cosa che è presente anche adesso, uno dei più importanti appuntamenti con la musica. Senza dimenticare, però, le tante bande del territorio: erano e sono tuttora un grande veicolo di promozione musicale. Questo vale un po’ per tutto il Paese”.

SE POTESSE SUONARE CON UN GRANDE MUSICISTA DEL PASSATO, CHI SCEGLIEREBBE E PERCHÉ?

“Assolutamente Mozart. È il compositore che sento più vicino e che considero un punto di riferimento fondamentale, soprattutto per il repertorio dedicato al clarinetto, che è il mio strumento musicale. Le pagine che ha scritto per questo strumento sono semplicemente incredibili: di una bellezza straordinaria, capaci di esaltarne tutte le qualità espressive, timbriche e tecniche”.

QUAL È IL PIATTO CHE A TAVOLA NON MANGEREBBE MAI E QUELLO INVECE CHE PREFERISCE?

“Il piatto che preferisco in assoluto sono i bucatini all'Amatriciana. È una ricetta della tradizione che apprezzo moltissimo per il suo sapore deciso e per la semplicità degli ingredienti, capaci di creare un equilibrio davvero unico. Purtroppo, alle nostre latitudini non è sempre facile trovare un'Amatriciana preparata come vuole la tradizione. Se invece devo dire quale alimento non mangerei mai, la risposta è senza dubbio gli asparagi”.

C’È STATO UN MOMENTO IN CUI HA PENSATO DI LASCIARE IL MONDO DELLA MUSICA?

“No, questa cosa non è mai successa. Anche perché, come diceva sempre mio padre con una certa ironia, avevo e ho ancora oggi una manualità praticamente pari a zero, quindi era decisamente meglio dedicarmi alla musica e continuare a suonare. Diciamo che la mia strada era già segnata: più che con gli attrezzi tra le mani, mi sono sempre trovato molto più a mio agio con uno strumento musicale. E così ho scelto di seguire quella che era la mia vera inclinazione, trasformando la passione per la musica nel percorso della mia vita”.

C'È UN PROGETTO NEL CASSETTO CHE SOGNA ANCORA DI REALIZZARE PER CITTÀ DI CASTELLO?

“Sì, e mi auguro davvero che questo progetto possa trovare le gambe per camminare, come si dice, e trasformarsi in una realtà concreta. Il mio desiderio è che Città di Castello possa diventare sempre più una vera e propria Città della Musica, un luogo riconosciuto per la qualità delle sue iniziative, per la capacità di valorizzare i giovani talenti e per l'importanza che attribuisce alla cultura musicale. Sono profondamente convinto che la musica abbia una forza straordinaria: è un linguaggio universale, capace di unire le persone, abbattere le barriere e creare dialogo. Per questo credo sinceramente che la musica possa contribuire a rendere il mondo un posto migliore e, in questo senso, mi piace dire che la musica salverà il mondo. Ma vorrei spingermi ancora oltre questo obiettivo. Il mio sogno è che non sia soltanto Città di Castello a identificarsi con la musica, ma che tutta l'Alta Valle del Tevere, senza confini e senza distinzioni territoriali, possa diventare un punto di riferimento culturale e musicale”.

LA MUSICA PUÒ DAVVERO MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA DI UNA COMUNITÀ?

“Assolutamente sì. Vorrei consigliare a tutti, anche ai grandi della terra, di trovare ogni giorno un momento per fermarsi e ascoltare un brano musicale. Può sembrare un gesto semplice, ma la musica ha una forza straordinaria: riesce a rilassare, a far riflettere e a mettere in equilibrio mente e spirito. Arrivare alla fine della giornata e concedersi qualche minuto di ascolto può cambiare il modo in cui si affronta la serata e anche il giorno successivo. Sono convinto che, grazie alla musica, la sera stessa e il giorno dopo possano essere sicuramente migliori, perché la musica porta con sé emozioni, bellezza e una capacità unica di avvicinare le persone”.

QUALI SONO I VALORI PIU IMPORTANTI CHE LE HA TRASMESSO LA SUA FAMIGLIA?

“Sono tre, sembrano scontanti ma vi posso assicurare che al giorno d’oggi non lo sono affatto. I valori più importanti che la mia famiglia mi ha trasmesso sono la serietà, l’impegno nel fare le cose e l’onestà quotidiana”.

QUAL È IL CAPO DI BIANCHERIA INTIMA CHE LE PIACE PARTICOLARMENTE IN UNA DONNA?

 

“Fammi un po’ pensare. Trovo molto interessanti le calze autoreggenti”.

COSA FAREBBE E NON RIFAREBBE SE AVESSE LA POSSIBILITÀ DI TORNARE NEL PASSATO?

“Rifarei tutto quello che ho fatto nella mia vita, senza cambiare nulla di sostanziale. Ogni scelta, ogni esperienza e ogni percorso, anche quelli più impegnativi, hanno contribuito a farmi diventare la persona e il musicista che sono oggi. Se potessi tornare indietro, ripercorrerei la stessa strada con la stessa convinzione. Ho sempre cercato di mettere il massimo impegno in tutto ciò che facevo, affrontando ogni esperienza con serietà, dedizione e passione. Fin dai primi passi mossi con le varie orchestrine del paese ho cercato di dare il meglio di me, vivendo ogni occasione come un'opportunità per imparare, crescere e migliorarmi. Guardando oggi al cammino compiuto, posso dire con soddisfazione che ogni tappa ha avuto il suo valore”.

CHE CONSIGLIO DAREBBE A UN GIOVANE CHE SOGNA DI TRASFORMARE LA PROPRIA PASSIONE PER LA MUSICA IN UNA PROFESSIONE?

“Il consiglio che darei è quello di crederci fino in fondo, di mettere sempre grande impegno in quello che si fa e di lavorare con costanza e passione, perché nella musica, così come nella vita, non si finisce mai di imparare. Ogni esperienza, ogni incontro e ogni nuova sfida possono insegnare qualcosa e contribuire alla propria crescita. Da una parte considero sicuramente questo il lavoro più bello al mondo, perché permette di vivere a stretto contatto con la musica e con le emozioni che essa riesce a trasmettere. Dall’altra, però, è anche un percorso fatto di grande sacrificio, dedizione e continui momenti di studio e di ricerca. È proprio l’equilibrio tra passione e impegno che permette di raggiungere risultati importanti”.

COSA VORREBBE FARE DA GRANDE?

“Ancora il musicista, non mi stancherei mai. Facile questa risposta”.

LA SUA POSIZIONE PREFERITA IN AMORE?

“Quella tradizionale, meglio non andiamo oltre”.

C'È STATO UN MAESTRO O UN INCONTRO CHE HA CAMBIATO IL SUO PERCORSO ARTISTICO?

“Sì, assolutamente. La persona che mi viene subito in mente è Davide Riondino, che purtroppo è venuto a mancare qualche mese fa. La sua scomparsa ha rappresentato per me una perdita molto grande, sia dal punto di vista umano sia da quello professionale. Abbiamo condiviso oltre trent'anni di lavoro, un percorso lungo e intenso fatto di collaborazione, stima reciproca e tante esperienze vissute insieme. È stato un rapporto che ha lasciato un segno profondo nella mia vita e nella mia carriera”.

SCAMBIO DI COPPIA, FAVOREVOLE O CONTRARIO?

“Assolutamente contrario. Sono all’antica”.

COME SI AVVICINANO I GIOVANI ALLA MUSICA IN UN'EPOCA DOMINATA DAI SOCIAL E DALLA TECNOLOGIA?

Purtroppo non benissimo, perché oggi molti prodotti musicali vengono promossi e realizzati da dinamiche che hanno poco a che vedere con la musica stessa. Premetto che sono favorevole a tutti i generi musicali e non amo fare distinzioni: per me esiste soltanto la musica bella e quella meno bella. Tuttavia, quando dei tre elementi fondamentali della musica — armonia, melodia e ritmo — ne resti soltanto uno, cioè il ritmo, la musica finisce inevitabilmente per perdere gran parte della sua forza espressiva e del suo fascino”.

COSA NE PENSA DEL MONDO DEI SOCIAL?

“Credo che i social media andrebbero utilizzati in modo produttivo e consapevole, come strumenti capaci di favorire la comunicazione, la condivisione di idee e la diffusione della cultura. Quello che invece non condivido è l'atteggiamento di chi si trasforma in un "leone da tastiera", un fenomeno che oggi, purtroppo, mi sembra essere sempre più diffuso. Lo stesso principio vale anche per l'intelligenza artificiale. Ritengo che sia uno strumento dalle grandi potenzialità, ma che debba essere utilizzato con equilibrio, buon senso e parsimonia. Se impiegata in modo responsabile e con finalità realmente produttive, può rappresentare un valido supporto; al contrario, un uso superficiale o improprio rischia di farne perdere il vero valore”.  

QUAL È STATA LA SFIDA PIÙ DIFFICILE CHE HA AFFRONTATO NELLA SUA CARRIERA?

“Uno dei momenti più emozionanti della mia carriera è stato quando sono andato a suonare alla Carnegie Hall di New York. Ho avuto l'onore di esibirmi con musicisti americani in quello che, senza alcun dubbio, è uno dei templi della musica mondiale, un luogo che ogni musicista sogna di poter calcare almeno una volta nella vita. Sono stati dieci giorni molto intensi, impegnativi e, in alcuni momenti, anche difficili, sia per il ritmo del lavoro sia per il livello artistico richiesto. Proprio per questo, però, quell'esperienza è stata ancora più significativa e formativa. In quell'occasione ho suonato insieme al quartetto e all'orchestra d'archi della Juilliard School, vivendo un'esperienza musicale e umana che porterò sempre con me”.

UN BRANO CHE TUTTI DOVREBBERO ASCOLTARE ALMENO UNA VOLTA

“Il Concerto per clarinetto e orchestra di Mozart è senza dubbio una delle opere che amo di più e che considero tra le più importanti mai scritte per il mio strumento. È una composizione di straordinaria bellezza, capace di unire eleganza, profondità espressiva e una naturalezza musicale che appartiene soltanto ai grandi capolavori”.

LE DICIAMO IL NOME DI DIECI PERSONAGGI FAMOSI, AD OGNUNO DI ESSI ASSOCI UNO STRUMENTO MUSICALE:

·        FABIO DEI LUIGI sassofono

·        MONICA BELLUCCI arpa

·        VALENTINA LODOVINI violoncello

·        LIONEL MESSI violino

·        AMADEUS trombone

·        PIPPO BAUDO pianoforte

·        LEONARDO PIERACCIONI trombone a tiro

·        DILETTA LEOTTA flauto

·        CARLO CONTI direttore d’orchestra

·        MANUELA ARCURI chitarra

Redazione
© Riproduzione riservata
17/08/2026 12:08:59


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Interviste locali

Cinque domande con Enrico Spighi, sindaco di Bagno di Romagna >>>

Tra innovazione e radicamento locale: il futuro delle BCC >>>

Generazione Futuro: Filippo Fanfani >>>

Sottosopra: "mettiamo a nudo" l'artista Franco Alessandrini >>>

Cinque domande ad Alessandro Polcri sindaco di Anghiari >>>

CSM Trasporti: trent’anni di crescita, innovazione e trasformazione nella logistica italiana >>>

Generazione Futuro: Costanza Magiotti >>>

Artigianato, tra ostacoli globali e nuove opportunità: il punto con Ferrer Vannett >>>

Sottosopra: "mettiamo a nudo" Giuseppe Del Barna presidente dei Sbandieratori di Sansepolcro >>>

Cinque domande a Luca Carizia sindaco di Umbertide >>>