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CSM Trasporti: trent’anni di crescita, innovazione e trasformazione nella logistica italiana

Guidata dai fratelli Roberto e Fabio Baldelli é un punto di riferimento logistico nazionale
CSM Trasporti di Città di Castello, guidata dai fratelli Roberto e Fabio Baldelli, è una realtà specializzata nel settore della logistica e dei trasporti su strada, con una forte presenza nel Centro Italia e una rete operativa a livello nazionale. L’azienda nasce da un percorso imprenditoriale sviluppato negli anni all’interno del settore dei trasporti, evolvendosi progressivamente da realtà territoriale a operatore strutturato e moderno. Oggi CSM Trasporti offre servizi integrati di trasporto e logistica, gestendo quotidianamente migliaia di spedizioni grazie a una flotta propria, a magazzini attrezzati e a sistemi digitali avanzati per il monitoraggio e la gestione delle merci. L’azienda si distingue per l’attenzione all’innovazione, alla qualità del servizio e alla sostenibilità, oltre che per la forte fidelizzazione con clienti e partner costruita nel tempo. Con una crescita costante e un’organizzazione sempre più strutturata, CSM Trasporti rappresenta oggi un punto di riferimento nel panorama logistico della Valtiberina e del Centro Italia.
Come è nata CSM Trasporti e quali erano le principali esigenze del mercato in quel momento?
“La CSM nasce nel 1989. L’idea prese forma dal fatto che nostro padre lavorava presso la Rasimelli e Coletti Spa, una delle aziende di trasporti leader dell’epoca. La società aveva la sede a Perugia e una filiale a Città di Castello della quale nostro padre era direttore operativo. Anche noi lavoravamo all’interno dell’azienda e, complice la giovane età, l’entusiasmo e la forte voglia di metterci in gioco, maturò il desiderio di creare qualcosa di nostro. Così nacque la CSM che per i successivi cinque o sei anni, gestì l’attività della filiale di Città di Castello per conto della Rasimelli e Coletti. CSM, quindi, non nacque tanto da una specifica esigenza di mercato, quanto dalla nostra determinazione, dalla voglia di fare e dal desiderio di costruire un progetto imprenditoriale autonomo”.
Quali sono state le tappe più importanti della crescita dell’azienda negli ultimi 30 anni?
“La prima tappa importante è stata il distacco da una grande realtà. Dopo il primo periodo, il ruolo ricoperto cominciava a non essere più aderente al sogno imprenditoriale che avevamo in testa e nel cuore, e la realizzazione di una realtà che fosse esclusivamente nostra è stata una necessità non più rinviabile. Il passaggio è avvenuto il 1° gennaio 1997. In quegli anni il mercato era più lento e, per certi aspetti, più semplice. Operavamo nel settore del groupage, gestendo lotti di spedizione e singoli bancali con una flotta di 15–20 mezzi, numeri importanti per l’epoca. Con il tempo il mercato è cambiato, con spedizioni sempre più frammentate e volumi più piccoli, rendendo necessario superare la dimensione locale. Abbiamo quindi sviluppato collaborazioni a livello nazionale, entrando a far parte di network di trasporto e costruendo una rete di partnership in tutta Italia con l’obiettivo di competere con i grandi gruppi e diventare un operatore nazionale. Un passaggio chiave è stato l’ingresso in Pallex Italia nel 2009 che ha consentito una forte accelerazione dopo la crisi del 2008. In questa fase abbiamo ampliato la flotta con mezzi più moderni, trasferito e raddoppiato la sede e rafforzato il nostro ruolo di riferimento per le aziende del territorio, anche grazie alla forte fidelizzazione dei clienti e alla posizione strategica in Valtiberina. Successivamente, la crescente richiesta di servizi integrati ci ha portato ad acquisire un magazzino a Città di Castello, con circa 20.000 mq dedicati alla logistica e allo stoccaggio. Oggi disponiamo di una flotta di circa 300 mezzi (150 motrici e trattori – 150 semirimorchi) e oltre 35.000 mq di magazzini. Negli ultimi cinque anni l’azienda è cresciuta del 50–60%, raggiungendo nel 2025 un fatturato di circa 24 milioni di euro e con un trend che nel 2026 sfiora i 27 milioni. Nel tempo ci siamo strutturati per gestire merci di ogni tipologia, operando in più settori e garantendo elevati standard qualitativi certificati. Oggi siamo un operatore completo, efficiente e affidabile, in grado di rispondere a un mercato sempre più evoluto e competitivo”.
Gestire una flotta di oltre 300 mezzi comporta sfide organizzative importanti: come viene coordinata quotidianamente?
“La nostra area logistica è composta da sei persone, coordinate da un responsabile e rappresenta una funzione strategica per l’azienda. Circa un anno e mezzo fa è stato introdotto un nuovo software sviluppato internamente con il supporto di una software house specializzata, che ha reso i processi più efficienti. Gestire migliaia di bancali al giorno richiede infatti strumenti adeguati: il sistema ci permette di monitorare e gestire l’intero ciclo delle spedizioni, dal ritiro della merce fino alla consegna e alla fatturazione finale. L’ufficio si occupa della raccolta ordini, pianificazione dei ritiri, gestione dei rientri in magazzino e programmazione delle consegne. Le spedizioni vengono gestite in parte tramite il network nazionale di cui facciamo parte e in parte direttamente con la nostra flotta. La tecnologia è oggi fondamentale: i clienti richiedono monitoraggio continuo e informazioni aggiornate in tempo reale, con tempi sempre più ridotti. Spesso la merce viene ritirata la sera e consegnata già nelle prime ore del mattino successivo. Si tratta di un’attività complessa che richiede coordinamento costante tra persone, mezzi e sistemi informatici. Grazie all’integrazione tra competenze umane e tecnologia, garantiamo tracciabilità in tempo reale e accesso immediato a tutta la documentazione operativa, come prove di consegna e documenti di trasporto”.
Come è cambiato il settore della logistica in Umbria e in Italia dal vostro punto di vista?
“Negli ultimi anni il settore della logistica ha conosciuto un grandissimo sviluppo, arrivando a trasformare profondamente anche il tessuto economico umbro. In una regione tradizionalmente caratterizzata da una forte presenza di imprese artigiane e di piccole dimensioni, molte aziende hanno iniziato a sentire l’esigenza di esternalizzare attività che in passato venivano gestite interamente al proprio interno. Le aziende committenti oggi preferiscono concentrarsi sul proprio core business e affidarsi a partner strutturati per la gestione della logistica. In Umbria questo cambiamento è arrivato con qualche anno di ritardo rispetto ad altre aree del Paese, anche perché il mercato consentiva ancora alle imprese di gestire autonomamente magazzini e stoccaggio delle merci. Con il tempo, però, è emersa sempre più chiaramente la necessità di affidarsi a operatori logistici specializzati in grado di gestire l’intera filiera. La logistica è diventata un elemento strategico e fondamentale per la competitività delle aziende. I tempi si sono drasticamente ridotti e oggi il mercato richiede consegne sempre più rapide e precise, con margini di errore e di tempo estremamente contenuti”.
Quanto incidono oggi le tecnologie digitali nella gestione dei trasporti e delle spedizioni?
“Non solo sono importanti, ma è la base di tutto. Il nostro lavoro inizia spesso quando quello di molte altre aziende termina. Nelle ore serali e notturne riceviamo, organizziamo e smistiamo la merce per tutte le destinazioni nazionali. In poche ore dobbiamo preparare le spedizioni e garantire che i mezzi partano verso ogni area d’Italia nei tempi previsti. Ogni giorno gestiamo oltre 2.000 bancali, una mole di lavoro importante che richiede organizzazione, tecnologia e competenze specifiche. Per affrontare questi volumi ci affidiamo a software avanzati, alla formazione continua del personale e a un costante monitoraggio delle attività da parte dei responsabili operativi. Grazie a questa combinazione di strumenti, competenze e controllo continuo, riusciamo a garantire un flusso efficiente delle merci e a far fronte alle richieste di un mercato sempre più veloce, complesso e orientato alla puntualità del servizio; per testimoniare il nostro impegno su questo fronte ci fa piacere segnalare che a maggio dell’anno scorso siamo stati selezionati dalla Regione Umbria che ha cofinanziato un nostro progetto di sviluppo digitale (“Smart Ordini AI” NdR) per l’introduzione dell’AI nei processi aziendali”.
Cosa ha significato per voi diventare Società Benefit nel 2022?
“Per noi la trasformazione in Società Benefit ha rappresentato un passaggio importante, non solo dal punto di vista formale, ma anche come riconoscimento di valori che da sempre fanno parte del nostro modo di fare impresa. Anche se abbiamo sempre lavorato in quest’ottica ponendo le basi per avere un’azienda sana e solida. È stato adeguato e modificato il nostro statuto, formalizzando principi che in realtà guidavano già da tempo le nostre scelte aziendali. Da sempre prestiamo grande attenzione alle persone, all’ambiente e al territorio in cui operiamo. Un esempio concreto è il rapporto con i nostri collaboratori e fornitori. Compatibilmente con le esigenze operative, privilegiamo fornitori del territorio e molti dei rapporti che abbiamo costruito durano da oltre trent’anni; la stessa attenzione è rivolta ai nostri dipendenti. Grande importanza viene attribuita anche alla sostenibilità ambientale. Operando nel settore dei trasporti siamo consapevoli dell’impatto che la nostra attività può avere e, proprio per questo, investiamo costantemente nel rinnovo del parco mezzi, scegliendo veicoli di ultima generazione sempre più efficienti e meno impattanti. Tra le iniziative adottate rientra anche l’utilizzo di biocarburanti come l’HVO, un carburante sintetico, realizzato a partire da materie prime vegetali, che consente una significativa riduzione delle emissioni di CO₂, con percentuali che possono variare dal 60% al 90% rispetto ai carburanti tradizionali.”.
Come riuscite a gestire l’aumento dei costi, in questo momento legati soprattutto ai carburanti, senza perdere competitività?
“Un cambiamento importante è stato introdotto nel periodo successivo alla pandemia, quando i costi, e in particolare quelli legati all’energia e ai carburanti, hanno registrato aumenti improvvisi e molto significativi. Per affrontare questa situazione abbiamo avviato un confronto diretto con i nostri clienti e introdotto un sistema di adeguamento delle tariffe basato sull’andamento del costo del carburante. La tariffa applicata al cliente rimane sostanzialmente invariata nella sua struttura, ma è composta da diverse voci. Tra queste, la componente relativa al carburante viene scorporata e aggiornata periodicamente in base alle variazioni effettive dei costi. Ogni mese viene quindi calcolata la differenza tra il costo del carburante del mese precedente e quello del mese in corso, applicando un adeguamento proporzionale. Si tratta di un meccanismo trasparente, che consente di gestire oscillazioni molto rilevanti senza incidere in modo eccessivo sul costo complessivo del servizio. In alcuni periodi, infatti, il prezzo del carburante ha rappresentato fino al 30% dei costi operativi, rendendo indispensabile uno strumento che permettesse di assorbire tali variazioni. I clienti hanno compreso la necessità di questo sistema, un modello ci ha consentito di tutelare la sostenibilità economica del servizio e, allo stesso tempo, di affrontare con maggiore equilibrio una fase caratterizzata da forti e improvvisi rincari”.
In che modo i ritardi o i problemi infrastrutturali, come quelli sulla E45, influenzano la vostra operatività quotidiana?
“Oggi una delle principali criticità del settore riguarda le infrastrutture, spesso non adeguate a sostenere il traffico pesante attuale. Per questo il nostro ufficio di programmazione pianifica attentamente percorsi e orari di partenza, tenendo conto delle possibili criticità sulla rete stradale. Il monitoraggio è costante: ogni mattina una persona dedicata controlla in tempo reale tutti i mezzi in viaggio, verificando eventuali ritardi e informando tempestivamente i clienti in caso di problemi. Molte situazioni, come traffico intenso, incidenti, cantieri o condizioni meteo avverse, sono difficilmente prevedibili e possono causare rallentamenti significativi. Per questo tutti i nostri veicoli sono dotati di sistemi satellitari che permettono all’ufficio logistica di monitorarne costantemente la posizione e intervenire rapidamente quando necessario. Nonostante la programmazione e il controllo continuo, alcune circostanze di forza maggiore possono comportare ritardi e perdite di tempo operative, rendendo ancora più importante una gestione efficiente delle informazioni e della comunicazione con i clienti”.
Quali sono le principali sfide che prevedete per il settore della logistica nei prossimi 5–10 anni?
“Il settore dei trasporti sta attraversando una nuova fase di cambiamento. Se fino a 10 o 15 anni fa le trasformazioni più significative avvenivano nell’arco di lunghi periodi, oggi il mercato evolve a ritmi molto più rapidi, spesso nel giro di pochi mesi. Le sfide dei prossimi anni saranno legate alla capacità di continuare a investire in mezzi, strutture e organizzazione. Il comparto conta ancora moltissime imprese, ma è anche uno dei più colpiti dall’aumento dei costi, in particolare quelli legati al carburante, al personale e alla gestione operativa. Molte aziende stanno incontrando difficoltà e alcune sono costrette a chiudere, mentre le realtà più strutturate tendono a crescere attraverso aggregazioni e collaborazioni. Per rimanere competitivi sarà sempre più importante fare rete, collaborare con operatori del territorio e creare sinergie che permettano di offrire servizi di livello superiore. Aziende più organizzate e strutturate riescono infatti a lavorare in modo più efficiente, a sostenere meglio i costi e a rispondere con maggiore flessibilità alle richieste del mercato. Anche i clienti sono cambiati: spesso ricevono commesse con tempi di consegna molto stretti e hanno sempre meno possibilità di programmare il lavoro con anticipo. In questo contesto il trasporto rappresenta l’ultimo anello della catena e si trova a gestire tutte le conseguenze di eventuali ritardi o problematiche accumulati nelle fasi precedenti. Per questo motivo disporre di una flotta adeguata, di magazzini efficienti e di una struttura organizzativa solida è diventato un requisito indispensabile per garantire continuità, affidabilità e qualità del servizio”.
Dove immaginate CSM Trasporti nel futuro: crescita, innovazione o espansione internazionale?
“Crescita e innovazione sono senza dubbio le direttrici principali del nostro sviluppo. Oggi l’innovazione è imposta dal mercato stesso: lavoriamo in un contesto in cui la tecnologia è fondamentale, perché alcuni processi non sono più gestibili manualmente come in passato. Per questo stiamo sviluppando anche progetti legati all’intelligenza artificiale. Ogni giorno gestiamo 400–500 mail contenenti ordini e richieste di spedizione: un’attività, che comporta inevitabilmente un alto rischio di errore umano. L’automazione diventa quindi una necessità per migliorare efficienza e precisione. Nonostante questo, il nostro obiettivo rimane chiaro: continuare a crescere in termini di mezzi, strutture e fatturato. Vogliamo diventare un punto di riferimento per il Centro Italia. A Perugia abbiamo aperto un’altra azienda, che seguiamo direttamente dalla sede di Città di Castello, proprio per rispondere meglio alle diverse esigenze operative e per rafforzare la nostra presenza sul territorio. Oggi siamo già ben conosciuti anche fuori regione e collaboriamo con diverse realtà multinazionali. Tuttavia, è evidente la necessità di essere sempre più strutturati rispetto a come siamo oggi. Nel mercato attuale le aziende più grandi e organizzate tendono a preferire partner logistici affidabili, piuttosto che gestire internamente strutture complesse. È questa la direzione che vediamo per i prossimi cinque o sei anni: rafforzare la nostra struttura e consolidare il ruolo di partner logistico di riferimento per le aziende dell’Umbria e del Centro Italia”.

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