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Generazione Futuro: Costanza Mariotti

Lavora come Ingegnere Aerodinamico Sperimentale in Dallara da tre anni

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Costanza Magiotti, 28 anni, lavora come Ingegnere Aerodinamico Sperimentale in Dallara da tre anni. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, ha intrapreso questo percorso professionale dove oggi si occupa di test e analisi, dividendo la sua attività tra la pista e la galleria del vento con l’obiettivo di ottimizzare le prestazioni delle vetture.  

1. ORIGINE

Come e da dove nasce la passione per il mondo dell’ingegneria?

“La mia passione non è nata da un percorso già tracciato, ma da una sfida che ho imparato ad accogliere. Basti pensare che, fino al terzo anno di liceo, a chi mi chiedeva cosa volessi studiare rispondevo: ‘Non lo so, ma sicuramente non ingegneria’. Avevo 5 in matematica e non la consideravo affatto una strada percorribile. Poi un giorno, la mia professoressa mi chiese di partecipare alle Olimpiadi della Matematica, nonostante i miei risultati dell'epoca non fossero brillanti. Quell'invito è stato la svolta: mi ha spinta a non precludermi alcuna possibilità a priori. Ho iniziato a studiare veramente matematica e fisica e da quel momento poi è iniziato tutto”.

2. DIFFERENZA

Qual è stata la cosa che ti ha sorpreso di più nel passaggio dalla vita da studente al mondo del lavoro?

“Mi ha sorpreso molto constatare quanto, durante il percorso scolastico e accademico, si faccia tantissima teoria che però rimane spesso poco applicata. Nel passaggio al mondo del lavoro, la sfida è stata proprio declinare quei concetti astratti nella realtà”.

3. SCELTA

Qual è stata una scelta che all’inizio sembrava sbagliata ma si è rivelata vincente?

“Senza dubbio la decisione di affrontare la magistrale in Aerospaziale dopo la triennale in Meccanica. Ho iniziato durante il Covid, con molte materie da integrare e la difficoltà della didattica a distanza. All'inizio è stata durissima e ho temuto di aver fatto una scelta troppo azzardata, ma aver perseverato in quel momento di incertezza mi ha permesso di acquisire le competenze che oggi metto in pratica quotidianamente”.

4. RESPONSABILITÀ

Hai mai avuto un’esperienza in cui il tuo contributo è stato riconosciuto come importante da altre persone?

“La responsabilità nel mio ambito è costante, ma la soddisfazione maggiore è vedere che le proprie analisi producono risultati concreti. Quando i dati raccolti durante i test aiutano il team a prendere decisioni tecniche sulla vettura, senti di aver dato un contributo utile alla squadra”.

5. COMPETENZA

Quali sono le caratteristiche e le competenze da avere per diventare dei bravi ingegneri?

“Oltre alle solide basi tecniche, ritengo essenziali l'umiltà e la capacità di ascolto. Bisogna saper comunicare con tutti i livelli dell'azienda e avere la voglia di imparare da chiunque. Un bravo ingegnere è colui che sa integrare la teoria della progettazione con la sapienza pratica di chi lavora direttamente sul prodotto, mantenendo sempre un approccio aperto e curioso”.

6. OSTACOLI GENERAZIONALI

Cosa rende più complesso, per la tua generazione, entrare e crescere nel mondo del lavoro?

“La sfida principale è la velocità del cambiamento tecnologico unita alla pressione di dover dimostrare subito un'altissima competenza. Spesso sembra mancare il tempo per la maturazione graduale o per l'errore che forma. Per la mia generazione, l'ostacolo è riuscire a restare focalizzati sulla propria crescita senza farsi travolgere dalla fretta di arrivare subito al risultato”.

7. CREDIBILITÀ

Come si conquista la fiducia dei colleghi più esperti all’inizio della carriera?

“Penso che la fiducia si conquisti con il rispetto per l’esperienza altrui e con un atteggiamento propositivo ma consapevole. Personalmente cerco sempre di mettermi in ascolto e, quando formulo una proposta, mi piace cercare il confronto con un collega più esperto: credo che i due punti di vista siano entrambi utili e complementari. Chi ha già affrontato un problema può aiutare a non ripetere errori o tentativi già sperimentati; d’altra parte, chi si approccia a una questione per la prima volta può portare uno sguardo più fresco e laterale. Questo tipo di approccio crea un clima di fiducia reciproca e permette di imparare molto più velocemente, valorizzando le competenze di tutti”.

8. FALLIMENTO

Qual è stato un errore significativo nella tua esperienza e cosa hai imparato da lì?

“Più che grandi fallimenti, nel mio lavoro contano le piccole disattenzioni che possono capitare durante le attività sperimentali. Ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato: farsi venire il dubbio e controllare le cose una volta in più non è un limite, ma una garanzia di qualità. La verifica costante è l'unico modo per essere certi dell'affidabilità di ciò che si produce”.

9. VISIONE

Cosa c’è nel futuro di Costanza Magiotti?

“Sono consapevole di essere solo all'inizio del mio percorso: sento che c'è ancora tantissimo da studiare e scoprire. Per il futuro mi piacerebbe continuare a crescere in ambito fluidodinamico, magari lavorando a progetti che possano avere un impatto utile anche per la società. Mi tengo stretto il concetto di ‘farsi trovare pronti’: mi sono impegnata per cogliere l'occasione giusta al momento giusto, e spero di continuare a farlo con la stessa passione”.

10. EREDITÀ

Quale impronta vorresti lasciare nel lungo periodo attraverso le tue azioni?

“Mi piacerebbe lasciare un'idea di professionalità che non ha bisogno di gerarchie per riconoscere il valore di un'intuizione. Vorrei che nei luoghi in cui passo rimanesse il ricordo di una persona che ha saputo dare lo stesso peso a ogni voce della filiera, convinta che l'eccellenza non sia mai un merito singolo, ma una sintesi di rispetto reciproco tra chi progetta e chi realizza. A chi inizia, auguro di coltivare l’arte della pazienza, su cui anche io ancora ho tanto da imparare: è fondamentale concentrarsi sull'obiettivo, ma senza smettere di abitare il percorso. Bisogna avere il coraggio di fermarsi o ricalcolare la rotta se una scelta non ci corrisponde più; ciò che è destinato a noi trova sempre il modo di raggiungerci se lavoriamo con onestà. Vorrei essere ricordata come qualcuno che ha dato valore al fattore umano, consapevole che dietro ogni dato tecnico c'è sempre un sistema di persone”.

Redazione
© Riproduzione riservata
18/06/2026 16:31:48


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