I camminatori/pellegrini a Sansepolcro sono turisti a tutti gli effetti

Non consumano territorio e spesso sono di cultura medio alta
A Sansepolcro si inaugura la stagione dei camminatori/pellegrini, si proprio quei "buffi" turisti, visibilmente del centro e nord Europa: hanno paura del caldo eccessivo per cui preferiscono la primavera e settembre ottobre, lasciando agli italiani luglio e agosto. Mi dispiace un po' parlare di un fenomeno sotto l'aspetto prettamente economico e non affrontare quello spirituale ma le pubbliche amministrazioni non possono incidere sulle motivazioni personali.
Se non ci avete fatto caso nei pomeriggi assolati nel centro storico si vedono solo loro.
Sono turisti a tutti gli effetti, anzi migliori poiché questi dormono e ripartono, mangiano e bevono, vogliono vivere il luogo e non solo guardarlo per collezionismo artistico. Quindi spendono circa 80€ a testa di media, sono circa 4000 all'anno, non consumano territorio e spesso sono di cultura medio alta. Fanno il Cammino di Francesco, da La Verna ad Assisi e seguono tipicamente 3 itinerari diversi, a seconda della guida che consultano o dell'App che scaricano ma a Sansepolcro passano tutti. Incredibilmente lo fanno nonostante la pressoché totale assenza di iniziative locali, ovvero senza che ci siano azioni dirette a incrementare questo "fenomeno" turistico: sono eccezioni il personale impegno del Presidente del Consiglio Comunale di Sansepolcro, la Pro Loco di Gricignano (che fa un lavoro straordinario) e il Prof. Giovanni Tricca che si impegna con l'Associazione dei Cammini di Francesco, il CAI e il Festival dei Cammini di Francesco. Eppure le amministrazioni spendono e investono nel turismo, si danno da fare con iniziative per richiamare "gente da fuori" ma nonostante i vari suggerimenti non mi sembra ci siano investimenti per incrementare questo tipo di turismo particolare. Esso c'è, spontaneamente, ed è in crescita: quest'anno poi, 2026, cadrà l'800 anniversario della morte di San Francesco e un film dedicato ai cammini ha ottenuto un grande successo di pubblico.
Cosa fare per migliorare e aumentare il flusso dei camminatori/pellegrini:
Innanzitutto sapere da dove vengono questi viaggiatori per poter comunicare con loro attraverso i social e le agenzie.
Trovare una sede fissa a Sansepolcro, in collaborazione, e non certo in alternativa o antitesi, con Meet Valtiberina (forse pochi lo sanno ma il Touring Club l'ha definito un ufficio turistico ideale e ben organizzato, e gli stessi hanno certificato il Cammino); magari presso la Chiesa (chiostro?) di San Francesco, come già pensato e proposto alla Diocesi a suo tempo; con un meeting point per i pellegrini, piccolo investimenti di “welcome” con bollitore, the e caffè (solubile), un dépliant che narri la città e il territorio, una carta della città con i ristoranti e i negozi che offrono sconti e/o facilitazioni ai camminatori, compreso ingressi ai musei e all’arte diffusa che si trova in città (il Volto Santo e le opere in Duomo, il Sepolcro di San Rocco, il Signorelli a Sant’Antonio, Scuola Perugino a S. Chiara, Rosso a S. Lorenzo, Matteo di Giovanni ai Servi). WiFi gratuito in loco, timbro per Testimonium, fogli per lasciare testimonianze dei camminatori da appendere pubblicamente (piace tantissimo), orari delle messe, consigli per la tappa successiva. Soprattutto: narrazione della città e del territorio: piccola grande capitale del rinascimento (del come e del perché) e la vita di S. Francesco a Sansepolcro e in vallata.
Marco Cestelli
MARCO CESTELLI: Persona molto conosciuta a Sansepolcro, studi economici e commerciali a Milano, manager e imprenditore, scrittore, conferenziere e comunicatore, ha viaggiato in molte parti del mondo, ha sperimentato innovazioni e il valore della cultura. Legatissimo alla sua terra ama l’arte e la storia, la geopolitica e la cultura europea. Sa di non sapere mai abbastanza.
Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.

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