Saldi: istruzioni per l’uso da parte di Federconsumatori Arezzo

"La spesa media sarà di 171,90 euro a famiglia"
Oggi, 3 gennaio, iniziano i saldi invernali. “Come ogni anno il nostro Osservatorio Nazionale ha stimato il ricorso alle vendite promozionali da parte delle famiglie – annuncia Chiara Rubbiani, Presidente Federconsumatori Arezzo. La spesa media sarà di 171,90 euro a famiglia (-1,7% rispetto a gennaio 2025), ma appena un terzo delle famiglie approfitterà delle promozioni, avendo già usufruito degli sconti che si sono susseguiti in occasione del Black Friday e dei cosiddetti pre-saldi. Peserà anche l’individuazione di una data inizio saldi molto a ridosso alle festività natalizie, periodo di regali ai propri cari”.
Si registra inoltre un forte divario tra famiglie che spenderanno cifre ben superiori a questa media (anche oltre 340 euro), altre che acquisteranno solo l’indispensabile e altre ancora rinunceranno del tutto agli acquisti. Si è stimato infatti che larga parte delle tredicesime e degli stipendi siano già stati assorbiti da spese fisse ed inderogabili: ratei di mutui, finanziamenti, bollette, spese mediche, aumento costi dei generi alimentari e dei trasporti.
“Nell’ aretino – sottolinea Rubbiani - la precarietà di molte posizioni lavorative e la crisi che sta colpendo pesantemente parte delle manifatture legate alla moda (Amom e altre) pone in estrema difficoltà le famiglie dei lavoratori che difficilmente potranno permettersi spese durante i saldi. Si auspica che la politica metta in campo tutti gli strumenti a sostegno dei lavoratori e per la salvaguardia dei posti di lavoro come già chiesto dalla Cgil”.
Per coloro che potranno, anche se con difficoltà, accedere ai saldi, Federconsumatori fornisce alcune indicazioni per evitare di incappare in situazioni spiacevoli.
Cartellini
La norma dispone che il cartellino debba indicare, allo scopo di garantire trasparenza e correttezza dell’informazione al consumatore, sia il prezzo pieno che quello ridotto che la percentuale di sconto applicata.
Prezzi
Il prezzo dovuto è quello esposto: qualora in cassa il commerciante dovesse richiedere una cifra differente, il consumatore può richiedere che venga applicato il prezzo indicato sullo scaffale o sul cartellino e, qualora si dovessero riscontrare difficoltà, è possibile rivolgersi alla Polizia Municipale o alla Guardia di Finanza.
L’unica eccezione è rappresentata dall’errore riconoscibile, che si ha quando il prezzo esposto è manifestamente inferiore a quello di mercato ed è quindi chiaro ed evidente che ci sia stato un errore nell’indicazione del prezzo.
Consigli per gli acquisti in negozio durante i saldi
In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano la percentuale di sconto ed i prezzi pieno, scontato e quello più basso applicato nei 30 giorni antecedenti, nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.
Pagamento tramite POS
La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite POS, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza.
Prove e Cambi
I punti vendita non sono tenuti per legge a consentire la prova dei capi di abbigliamento prima dell’acquisto, così come, in assenza di vizi o difetti, il cambio del prodotto è rimesso alla discrezionalità del commerciante.
È quindi sempre meglio accertarsi, prima di procedere all’acquisto, che sia possibile restituire il prodotto qualora non dovesse andare bene. E proprio in relazione alla possibilità o meno di effettuare i cambi vi invitiamo, soprattutto nella stagione dei saldi, a prestare attenzione perché talvolta capita che gli esercenti decidano di non concedere questa facoltà.
In generale consigliamo di diffidare di quegli esercizi che non consentono di provare i capi perché potrebbe essere indice di poca trasparenza e di evitare l’acquisto di prodotti la cui etichetta non indichi, oltre alla composizione, anche le modalità di lavaggio così da evitare spiacevoli incidenti.
Garanzie
Il negoziante è tenuto per legge a sostituire un prodotto difettoso.
Il periodo di garanzia per i prodotti nuovi è di due anni anche nel caso di merce acquistata a saldo: è quindi bene conservare lo scontrino - e a tal proposito consigliamo di fotocopiarlo, considerando che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire dopo pochi mesi - per chiedere al negoziante la sostituzione del prodotto difettoso o che comunque presenti un vizio di conformità che ne pregiudichi l’utilizzo, emerso entro i 24 mesi dall’acquisto.
In alternativa alla sostituzione è possibile usufruire della riparazione o richiedere una riduzione proporzionale del prezzo o ancora scegliere la risoluzione del contratto. Va precisato che l’opzione non deve risultare eccessivamente onerosa o oggettivamente impossibile per il venditore.
Qualora il venditore rifiuti di ottemperare ai propri doveri o venga richiesto il pagamento delle riparazioni adducendo la mancata copertura del difetto nel quadro della garanzia, ma tali dichiarazioni non risultino opportunamente dimostrabili, il consumatore potrà rivolgersi agli sportelli di Federconsumatori Arezzo presenti in tutto il territorio aretino.
Al fine di evitare equivoci, è opportuno tenere presente che gli impegni assunti dal produttore, cioè le garanzie convenzionali, sono vincolanti per il produttore stesso, ma non sostituiscono la garanzia legale; quindi, riparazioni e sostituzioni devono essere richieste direttamente al negoziante: sarà poi quest’ultimo, in presenza di garanzia convenzionale, ad indirizzare eventualmente il cliente al servizio assistenza del produttore.
IMPORTANTE
Non esiste il diritto di ripensamento per gli acquisti nei negozi fisici. Può essere una gentile previsione del singolo commerciante.
Acquisti online: le garanzie
Il Codice del Consumo, in considerazione dell’impossibilità di verificare fisicamente le condizioni e la qualità dei prodotti non acquistati in un negozio fisico, prevede particolari tutele per gli acquisti online e a distanza.
La differenza fondamentale sta nel fatto che in caso di acquisti online il consumatore ha sempre 14 giorni di tempo a partire dal momento della consegna per avvalersi del diritto di ripensamento e ottenere il rimborso totale dell’importo pagato una volta restituita la merce al venditore.
Acquisti online: alcuni consigli
Quando si acquista online è opportuno verificare l’affidabilità del sito e del venditore nel caso in cui l’acquisto avvenga su una piattaforma.
Per garantire la sicurezza dei pagamenti, siano essi effettuati tramite carta di credito, carta di debito, bonifico o altri mezzi, è importante utilizzare una connessione protetta, controllare che l’indirizzo del sito web sia preceduto da HTTPS (e non da HTTP) e verificare la presenza dell’immagine di un lucchetto, in alto a sinistra nella barra degli indirizzi del browser del sito o della pagina della transazione.
Ricordiamo infine che tutti i siti sono tenuti a riportare l’informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.
Tutti i siti sono obbligati ad indicare la partita iva. Tramite il sito dell’ Agenzia delle Entrate è possibile verificare se la società è realmente esistente. Diffidiamo dai siti che non riportano indicata la partita iva.
Per qualsiasi problematica si ricorda che gli sportelli di Federconsumatori Arezzo sono a disposizione dei cittadini.

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