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Mondo Politica: intervista a Enrico Melasecche Germini assessore della Regione Umbria

Abbiamo introdotto una cultura diversa e cambiato la mentalità della pubblica amministrazione

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Dall’autunno del 2019, è l’assessore a infrastrutture, trasporti, opere pubbliche e politiche della casa della Regione dell’Umbria. Enrico Melasecche Germini ha alle spalle una carriera professionale in Banca d’Italia e nel 1993 si è candidato consigliere comunale a Terni con una lista civica; dapprima è stato capogruppo consiliare, poi assessore a lavori pubblici ed edilizia; nel ’97 è stato rieletto con un numero record di preferenze, ricoprendo la carica di vicesindaco e assessore al bilancio. In consiglio comunale, a Terni, è stato poi anche all’opposizione e adesso sta impartendo una nuova metodologia operativa in Regione. Con lui, obiettivo focalizzato in particolare sulle infrastrutture che interessano più da vicino.

Assessore Melasecche Germini, da quasi tre anni, dopo il ribaltone dell’ottobre 2019, Lei è assessore a trasporti e mobilità urbana. Che cosa ha portato di suo la giunta di Donatella Tesei nell’operatività della struttura regionale?

“L’impostazione di base del lavoro. Abbiamo introdotto una cultura diversa, dopo aver cambiato la mentalità della pubblica amministrazione: la voglia di lavorare deve prevalere sulla logica delle tessere che a lungo aveva garantito il posto di lavoro. Il raggiungimento degli straordinari risultati è stato quindi possibile attraverso un’azione amministrativa, diversamente dal passato, basata sulla capillare attuazione di rigorosi cronoprogrammi e valorizzando totalmente il merito”.

Per ciò che riguarda la E78, adesso c’è anche il problema legato alla Guinza. E per il tracciato umbro?

“Il consiglio superiore dei lavori pubblici, su richiesta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha emesso parere negativo sull’utilizzabilità immediata del tunnel della Guinza, lungo 6 chilometri, del quale è stata costruita solo una canna ma non è stato mai aperto al traffico. Il problema è legato alla sicurezza. Vigente la nuova normativa anti incendi, che prevede la presenza camere di sovrapressione per le gallerie più lunghe di 4 chilometri e mezzo, l’apertura non sarebbe tecnicamente compatibile. Due anni fa è stata ipotizzata una procedura in deroga, con un solo senso di marcia dalle Marche all’Umbria (ripiegando sul vecchio tracciato per il senso opposto) e una corsia lasciata come emergenza, proprio per cercare di sciogliere tutti i nodi sul fronte sicurezza. Ma non è bastato. Purtroppo, la burocrazia sta ingessando tutto e non è concepibile che, a distanza di un anno da quanto è stato interpellato, il Ministero dell’ambiente non si sia ancora pronunciato su Guinza e valutazione di impatto ambientale. Come Regione Umbria spingiamo dal 2019 per lo sblocco dei cantieri; lo scorso aprile la seconda canna della Guinza è stata inserita nel fondo di progettazione Anas e il Ministero ha autorizzato l’anticipazione delle risorse per il completamento a 4 corsie del tratto della E78 fino a Mercatello Ovest. I sei chilometri di Guinza fanno parte di 95 chilometri tra Selci Lama (E45) e Fano, dei quali solo 33 sono conclusi e aperti al traffico, tra Santo Stefano di Gaifa e la stessa Fano. Gli altri 62 sono suddivisi in dieci lotti, loa cui appaltabilità va fra il 2021 e il 2023. Il problema è che, mentre con le Marche ci stiamo raccordando, con la Toscana è tutto più difficile. Dobbiamo firmare una convenzione, ma la Toscana frena. E dire che abbiamo sbloccato la piastra logistica di Città di Castello e questo a beneficio delle imprese locali; non appena partirà la E78, vi sarà l’accesso diretto alle aree industriali di Arezzo e di Pesaro. Entro la fine dell'anno, procederemo con la pubblicazione della gara del trasporto pubblico locale (Tpl), sanando anni di illegalità derivante dalla gestione del trasporto locale con atto d’obbligo ed evitando così che la nostra Regione sia sanzionata con una multa di cinque milioni di euro”.

Svolta in atto anche per la E45?

“Vi sono proteste sia per le buche e le sconnessioni del fondo stradale, sia per i cantieri. O meglio, è positivo che i cantieri lavorino, perchè vuol dire che si mette mano alla strada, a patto però che riescano a consegnare questi lavori in tempi ragionevoli e con una qualità del lavoro eccellente, rifacendo il sottofondo stradale con calcestruzzo e cemento che diano una garanzia ventennale. Vi è poi una sicurezza totale sui muretti new-jersey divisori. Fino al 2023, doteremo la E45 di standard autostradali, con la differenza che non si pagherà il pedaggio. Nell’arco dei prossimi due anni e mezzo, partiranno altri cantieri e nel giro di un anno, o di un anno e mezzo, realizzeremo il ribattezzato “nodino”, ovvero una galleria sbassata che permetterà di aggirare l’abitato di Ponte San Giovanni, dove la massa di autotreni non si riverserà più".      

Relativamente alla ferrovia, con i treni che a Sansepolcro e in altri Comuni non arrivano più da cinque anni esatti, sarà la volta buona per sperare in qualche cosa di concreto? E per ciò che riguarda l’aeroporto perugino di Sant’Egidio?

“La Fcu rappresenta la vergogna del centrosinistra, che per anni ha predicato senza affrontare i problemi. Umbria Mobilità è il frutto delle quattro società in essa confluite (e piene di ex sindaci), nelle quali di gente competente in materia ce n’era ben poca; per risolvere i conseguenti problemi venutisi a creare, si sono rivolti al Gruppo Ferrovie dello Stato. Ricordando come premessa generale che dovremo riorganizzare i trasporti su domanda e con l’utilizzo di veicoli adeguati nella capienza, c’è la bella e fresca notizia dello scorso 13 settembre: dopo cinque anni esatti, è stata riaperta la linea ferroviaria Ponte San Giovanni-Perugia Sant’Anna ed entro giugno del 2023 si procederà con la velocizzazione della tratta ferroviaria tra Città di Castello e Ponte San Giovanni con l’attivazione del sistema ERMTS, che consentirà di tornare a viaggiare a 90-95 orari. Entro il 2026 verrà riattivata, con 163 milioni del Pnrr, completamente la tratta della Fcu Terni - Sansepolcro, con la valorizzazione turistico ricettiva di 15 stazioni attraverso il finanziamento di quindici milioni di euro del bando nazionale Pinqua. Nelle stazioni si potranno affittare biciclette e quindi a ogni fermata dei treni vi sarà la possibilità di usufruire di bici per recarsi in visita nei borghi e nelle altre bellezze della regione. La ferrovia verrà inoltre riclassificata da 16 a 18, prevedendo un domani lo sfondamento verso Arezzo. Bisognerà arrivare infine all’eliminazione dei passaggi a livello. All’aeroporto di Sant’Egidio abbiamo introdotto, nel processo di forte rilancio delle attività aeroportuali, il servizio “Air Link”, che permette di trasportare i passeggeri a Perugia e ad Assisi con la possibilità di connessione ferroviaria con tutto il resto dell'Umbria. Prossimamente, si realizzerà l’Umbria Air Link, che consentirà il miglioramento dei principali territori della nostra Regione con l’aeroporto regionale di Sant'Egidio, dove si arriverà anche con i mezzi pubblici, non soltanto con il taxi”.

Quale Italia auspica dopo il voto del prossimo 25 settembre?

“Un’Italia con un governo serio e coerente, che si prende gli impegni e li porta avanti senza accumulare quei ritardi che abbiamo pagato in termini di realizzazione e di funzionamento delle infrastrutture. L’elemento “tempo” è una voce fondamentale per l’economia”.  

Redazione
© Riproduzione riservata
15/09/2022 09:01:14


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