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Mondo Politica: intervista ad Andrea Lignani Marchesani candidato sindaco a Città di Castello

"Non so dire chi vincerà, anche se mi auguro che il sottoscritto ce la possa fare"

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A distanza di 15 anni, ritenta la candidatura a sindaco di Città di Castello. Andrea Lignani Marchesani, politico di lunga militanza ed esperienza, è uno di quelli che spaccano l’opinione pubblica, anche se le sue riconosciute capacità sono fuori discussione. Ha iniziato con Alleanza Nazionale e ora è un esponente di primo piano di Fratelli d’Italia anche a livello nazionale, oltre che locale, non dimenticando i 15 anni vissuti da consigliere regionale e la sua presenza oramai fissa nel consiglio comunale tifernate.

Andrea Lignani Marchesani, perché alla fine questa alleanza fra il centrodestra è venuta meno?

“Non dovete chiederlo a me. Ho dato tutta la mia disponibilità, a prescindere dal mio nome. Vi è stata però una forma di rigidità: è stata privilegiata una soluzione innovativa, invece che l’esperienza in materia, per governare un Comune di 40mila abitanti, che ha bisogno di risollevare la testa. Direi quindi che avere un certo percorso alle spalle per guidare una realtà come quella di Città di Castello sia da ritenere il minimo sindacale”.

Anche il centrosinistra parte scisso in due tronconi. Queste divisioni su entrambi i fronti a chi possono nuocere di più?

“Lo vedremo a posteriori. I cittadini elettori tifernati hanno un’offerta variegata e potranno scegliere la soluzione che per loro è la più opportuna. Io mi sono posto con il sorriso e con molta tranquillità, mettendo sul piatto la mia esperienza e volontà e ovviamente sarei orgoglioso di diventare sindaco della mia città. Mi sono proposto senza alcuna presunzione e consapevole dei miei limiti, con assieme l’entusiasmo per far risollevare Città di Castello dal declino nel quale è precipitata negli ultimi anni”.

Per il centrodestra sarà possibile un apparentamento al secondo turno?

“Vediamo come va. Per quanto mi riguarda, non ci sono problemi. Mi auguro che si tenga un profilo dignitoso, nel senso che ognuno dovrà proporre ciò che vuol fare senza gettare fango sugli altri. Questo almeno è il mio auspicio. E comunque, rimane il mio atteggiamento; se poi qualcuno pensa che quella di gettare discredito nei confronti dell’avversario sia la tattica più efficace, allora tutto sarebbe più difficile”.

In cosa si contraddistinguono le liste che lo supportano?

“Sulla qualità dei candidati a me collegati, decideranno gli elettori. Tengo a sottolineare l’altissima presenza della componente femminile, che va ben oltre il 33% previsto per legge. Anzi, siamo vicini al 50%, ma al di là dei numeri posso contare su tutte persone libere, che hanno sposato il nostro progetto. Persone che hanno esperienza e competenza e che non fanno politica di professione, per cui si sono messe in gioco per puro spirito di servizio verso la comunità. Questo mi rende felice, per cui io cercherò di ripagare la fiducia che esse mi hanno accordato”.

Per la composizione e la presentazione della eventuale giunta ha deciso di prendere tempo?

“Credo che questo debba far parte di uno step successivo. Ho comunque le idee chiare anche per la squadra degli assessori, che dovrà essere soprattutto competitiva. Ma su punto sono inflessibile: solo chi partecipa può ambire a fare l’amministratore. Chi non ci ha messo la faccia, non può avanzare in automatico alcun diritto. Il privilegio spetta pertanto a chi si è candidato e ha ottenuto voti. Il consenso dell’elettore è una componente fondamentale”.

Il peso del primo turno elettorale diventa a questo punto più decisivo che mai?

“E’ chiaro che, se nessuno raggiungesse il 50% più uno dei consensi, rimarrebbero in lizza i due candidati che poi si sfideranno al ballottaggio, dal quale poi uscirà il nuovo sindaco. Non so dire chi vincerà, anche se mi auguro che il sottoscritto ce la possa fare. Di una cosa però sono certo: Città di Castello volterà pagina, al di là di chi uscirà vincitore. La discontinuità con l’attuale amministrazione diverrà di fatto un passaggio obbligato: Città di Castello deve farlo, perché è diventata una questione di sopravvivenza”.

Redazione
© Riproduzione riservata
06/09/2021 09:14:53


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