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Mondo Politica: intervista all'assessore del Comune di San Giustino Andrea Guerrieri

Uno fra i principali esponenti locali di Rifondazione Comunista

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A 35 anni, ha già accumulato un buon bagaglio di esperienza. Andrea Guerrieri ha vissuto da consigliere comunale di maggioranza la precedente legislatura nel Comune di San Giustino, poi da metà 2019 – con la conferma elettorale del sindaco Paolo Fratini – è passato a ricoprire il ruolo di assessore, con la titolarità di diverse deleghe: sociale, sport, commercio, sicurezza ed eventi. Sul piano strettamente politico, Guerrieri è uno fra i principali esponenti locali di Rifondazione Comunista.    

Assessore Guerrieri, questa seconda esperienza politico-amministrativa si sta trasformando per Lei in una sorta di esame di maturità personale?

“Di sicuro, è un’esperienza diversa e molto più complessa, perché si entra nel cuore delle problematiche e ti fa prestare attenzione a tutti gli aspetti. E poi, la maggiore responsabilità deriva dalla stessa differenza che esiste nei ruoli: un consigliere ha il compito di dare gli indirizzi e di controllare, un assessore deve prendere decisioni, dettare una linea politica e soprattutto eseguire”.

Lei ha competenze in materia di sociale, sport e commercio: guarda caso, tre versanti toccati non poco dall’emergenza Covid-19. In che modo, tralasciando i numeri, la pandemia ha lasciato effetti sulla realtà di San Giustino?

“Dal punto di vista del sociale, c’è stata un’esplosione di richieste per dare sostegno alle nuove fragilità, mentre lo sport ha subito una brusca interruzione; peraltro, nel nostro Comune abbiamo un ricco patrimonio di realtà e in più discipline. La scorsa estate, le nostre società hanno sostenuto uno sforzo straordinario, dando una risposta importante, poi però in novembre sono scattate le nuove restrizioni e in Umbria le misure adottate sono state ancora più rigide e quindi altro grande impegno per consentire ai giovani di svolgere gli allenamenti a casa. Al contrario, è andata avanti l’attività per quei sodalizi proiettati in ambito nazionale, vedi la ginnastica, il tennistavolo e la pallavolo maschile, che è il nostro fiore all’occhiello, non solo per i risultati della formazione maggiore in B, ma anche per il lavoro in ambito giovanile, finalizzato a fare di San Giustino il polo di riferimento della vallata per questo sport, non dimenticando il Lama Calcio, massima espressione calcistica e con un movimento in crescita. A Selci dobbiamo risistemare gli spogliatoi dello stadio e a San Giustino c’è una Virtus che sempre nel calcio sta gettando basi solide sul settore giovanile e attraverso progetti con la scuola. Abbiamo poi investito sugli impianti, con i lavori di ammodernamento della palestra di Selci Lama. A livello di commercio, siamo intervenuti con l’unico strumento possibile che abbiamo: la riduzione della tassazione, attuata nel 2020 e confermata nel 2021. D’altronde, il commercio vive una situazione particolare: San Giustino  è rimasto sostanzialmente un Comune di passaggio e meno male che buona parte delle attività commerciali è legata al comparto artigiano, mentre alcune industrie hanno riconvertito la propria produzione a seguito del Covid-19. Bar e ristoranti hanno avvertito bene la botta, per quanto il nostro commercio non operi in chiave turistica come avviene in altre città più conosciute”.

Lei è assessore anche alla sicurezza: quanti progressi ha compiuto San Giustino su questo versante?

“Abbiamo investito molto negli ultimi anni per il controllo sulle principali direttrici viarie di accesso, ottenendo il risultato auspicato: è diminuita in misura sensibile la criminalità nel nostro territorio. Il paradosso di questo risvolto in positivo è stato la richiesta inoltrata al Ministero per l’installazione di nuove telecamere da piazzare nei varchi stradali secondari, rimasti ancora scoperti; ebbene, ci è stato negato il finanziamento proprio a causa della bassa incidenza criminosa che abbiamo, ma faremo ugualmente qualcosa, posizionando le telecamere sulle zone critiche legate alla viabilità e adottando un nuovo regolamento”.

Alla luce di quanto dichiarato, è un 2021 pieno di lavoro per Lei e per il suo assessorato?        

“Intanto, mi occupo anche di eventi: la situazione pandemica è tale da non permettere lo svolgimento di grandi appuntamenti, per cui cercheremo gradualmente di organizzare iniziative in grado soprattutto di far riacquistare la fiducia nella popolazione. Nel sociale, c’è un lavoro costante che va avanti da un anno con il monitoraggio delle fragilità familiari presenti sul territorio. Andremo avanti con i buoni spesa, cercando di intercettare risorse per il sociale che vadano a limitare le problematiche rilevate. Anziani e giovani sono le categorie più fragili; gli effetti della pandemia hanno creato nuovi bisogni fra i ragazzi e noi vogliamo metterli a fuoco attraverso un apposito questionario da distribuire a loro. Dovremo poi rivedere alcuni aspetti che finora non ci avevano minimamente toccato”.

Quando, a suo parere, non sentiremo più parlare di Covid-19?

“Non ho la sfera di cristallo, però la speranza è che i vaccini attualmente disponibili diano la speranza di uscire il prima possibile. Siamo indietro con la campagna vaccinale e allora se stringessimo i tempi in primavera e in estate con la vaccinazione di massa riusciremmo ad accelerare i tempi. Le regole oramai note che ci siamo dati – mascherine, distanziamento e igienizzazione – non si sono rivelate sufficienti, o comunque non fanno passare velocemente la pandemia”.

Consigliere comunale prima, assessore adesso e candidato sindaco in futuro?

“E’ troppo presto per parlare di questo argomento: adesso bisogna soltanto lavorare sodo per dare risposte concrete alla cittadinanza. Dal 2014 mi sono assunto l’impegno di carattere istituzionale perché ho voglia di rendermi utile al paese nel quale da sempre vivo, poi in futuro si vedrà: tutto è ancora prematuro”.      

Redazione
© Riproduzione riservata
25/03/2021 08:41:02


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