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Fatti e non chiacchiere

Le parole devono essere accompagnate da azioni concrete

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Stiamo attraversando un periodo, da qualche anno a questa parte, nel quale conta solo apparire, chiacchierare o gettare fango addosso agli altri. Credo che molte persone non abbiano capito che le parole - se non sono seguite da fatti concreti - valgono zero. La vita mi ha insegnato che, per arrivare a raggiungere degli obiettivi, servono sudore, fatica, determinazione, onestà e soprattutto fatti tangibili. Inutile autocelebrarsi, attraverso parole piene di fumose illusioni, o riempirsi la bocca di inglesismi: servono progetti e fatti per riuscire a emergere in questa società, perché se dobbiamo parlare solo per fare bella figura, allora è meglio stare zitti. Personalmente, nel mio lungo cammino, ho imparato a “pesare” le persone e fatte tesoro di una “massima” che oltre 30 anni fa, quando decisi di smettere di fare il dipendente e prendere una partita Iva, mi disse un caro amico, oggi scomparso: “Fai tesoro delle critiche che ti arrivano dagli amici veri e dalle persone che stimi, perché queste sono come il colesterolo buono, non fanno male e ti servono per crescere. Sono critiche costruttive. Delle altre invece fregatene: la maggior parte arrivano da persone che invidiano i traguardi che hai raggiunto e se hanno dei maldipancia sono problemi loro”. Nella vita, in particolare in gioventù, sono stato giudicato e ho giudicato: ho fatto errori di valutazione, ma ho dimostrato a tante persone di essersi sbagliate. Molti credono che chiedere scusa sia una “roba” per deboli e invece l’umiltà è una grande dote, che appartiene alle persone che hanno raggiunto un grande equilibrio interno; riconoscere i propri errori e fare un passo indietro è un grande pregio. Anche il concetto stesso di umiltà deve essere rivisto nel suo significato: chi per umiltà intende “modestia” – come erroneamente qualcuno potrebbe essere tentato di fare – non ha capito proprio niente. La persona umile, al contrario del presuntuoso, è quella che dentro di sé ha una saggia consapevolezza: ogni traguardo da raggiungere è frutto del sacrificio, dell’impegno, dell’abnegazione e della determinazione. Poi ci vuole anche un pizzico di fortuna al momento giusto, ma attenzione: la fortuna aiuta chi va a cercarsela. Un po’ come quando c’è l’estrazione della lotteria: se non compri i biglietti, è matematico che non vincerai mai. E a proposito di fortuna, il grande filosofo latino Seneca (parliamo di 2000 anni fa esatti, essendo morto nel 65 dopo Cristo) così la pensava: “La fortuna non esiste. Esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”. Ma torniamo all’umiltà, grande dote: il giovane che studia per riuscire a scuola, l’imprenditore che rimane in azienda fino a notte e l’atleta che si allena duramente per arrivare a un risultato sono chiari esempi di una umiltà che non cozza assolutamente contro l’ambizione. Anzi, il segreto sta proprio nella eccezionale sintonia fra le due componenti, perché l’ambizione è lo stimolo per raggiungere un obiettivo e l’umiltà è lo strumento più efficace. Nella mia vita, oltre a essere un imprenditore impegnato in diverse attività, ho avuto la fortuna di occuparmi di sindacato, ricoprendo importanti cariche nazionali e ho fatto parte di decine e decine di associazioni, consorzi e vari enti. Ebbene, ognuno di essi è stato come un pezzetto di un grande puzzle, che - una volta completato - si chiama vita. Ma una cosa ha sempre contraddistinto il mio lavoro e le varie attività: fatti e azioni concrete, perché al fumo ho sempre preferito l’arrosto. Alla mia età, non vivo di certo per avere l’approvazione degli altri, né tantomeno mi interessa il giudizio di alcune persone: credo che nessuno si possa permettere di giudicare nessuno (a parte i “sambudelli”, o i ragazzini che per capire certe cose devono prima battere le loro “musate”) e vorrei consigliare a coloro che vivono la loro vita trascorrendo ore e ore nei social, cercando quella visibilità che con molta probabilità non avrebbero mai ottenuto senza questi strumenti, a farsi un semplice “esame di coscienza”. Diffidate dei “venditori di fumo” e dei “raggiratori” dalle false parole, elaborate progetti concreti, dimostrate con i fatti di che pasta siete fatti e con molta probabilità - anche in un momento difficile come quello attuale - riuscirete a ritagliarvi un “posto al sole”. I fatti generano anche amicizie vere, le parole solo amicizie di circostanza e di interesse: provate ad avere nella vita un problema e vedrete chi i “parolai” spariranno tutti. Perché le persone che hanno apprezzato i vostri fatti e la vostra coerenza vi resteranno accanto, nel bene e nel male.

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
21/08/2020 10:45:14

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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