Opinionisti Alessandro Ruzzi

Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi

Non pensavo di doverlo dire, con sentimenti di pari intensità, oggi

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Lo disse Churchill ringraziando i piloti inglesi che avevano protetto il Regno Unito dagli aerei nazisti nel 1940.

Sempre troppo pochi sono i grazie, veri, sinceri, verso chi rischia la vita sua e dei suoi conviventi. Perchè certe fasi sanitarie sono ad altissimo rischio, ma o credi al giuramento di Esculapio o pontifichi dal piccolo schermo. Mondi lontanissimi.

Se parlate con medici ed infermieri etc vi diranno che sono sicuri di contrarre il virus prima o poi, ma non si tirano indietro.

Precauzioni difficili da rispettare. Inadeguatezza o carenza di protezioni.

Ma sono lì, ad aiutare chi ha i virus e gli altri, tante patologie non fermano.

Meritano un grazie ripetuto, anche se potrebbe essere imbarazzante ringraziare l'altro candidato a sindaco di Arezzo. Già, quello che da settimane è scomparso perchè altre sono le priorità adesso, il Ralli. E lui le conosce, è proprio lì in prima linea con un gruppo di sanitari (medici, infermieri, oss, ota, tecnici, pulizie, 118 e tanti altri): grazie ragazze e ragazzi!

E basta con quelli che fanno una donazione per sentirsi apprezzati in tv. Perchè solo alcuni nomi vengono citati al largo pubblico, amici degli amici.

Nel Regno Unito la beneficenza è ormai nel Dna della gente, ma non lo fa per il “grazie”. Citano il nome di battesimo, quando consegnano l'assegno si dà più visibilità a chi lo riceve, che spesso opera volontariamente o in un campo che ha bisogno dagli aiuti per una missione di elevato valore.

Grazie a chi contribuisce ad una raccolta, grazie a chi lo fa di nascosto. E grazie anche a chi vuole il nome in prima serata. Ma rifletta sulle parole di Matteo 6, non rubo il posto a chi è più ferrato di me, ma il vangelo mi è dentro (a prescindere se riesco a seguirlo).

Smettano anche qua di fare nomi di ditte o cognomi, un nome di battesimo deve bastare perchè l'atto di donare non sia inquinato dalla ricerca di evidenza, dal farsi belli.

Smettano anche di passare sul piccolo schermo coi grafici, ad Arezzo uno si esibisce persino in previsioni. Già sballate, cosa frullerà in testa all'ascoltatore ora che sono passati dal predire massimo 200 casi in provincia a figurarne 1.000? Temere che questi procedono a naso. Poi se ci prendi sei bravo? Se vanno sotto, dici che è merito tuo? Mah?! Puoi certo fare stime: per prepararti e non per fare divinazione. Salvo tu voglia far vedere come sono bravi gli ingegneri, che però toppano per eccesso personalismo. Pare non capiscano che quei puntini -quelli sì- sono persone alla prese con una bestiaccia. Poi il giochino rischia di prendergli la mano, mica vorrà fare il grafico coi decessi e magari la curva della previsione?

Immagino la sanità regionale abbia modelli matematici e virologi per gli stessi motivi, ma non credo vadano divulgate stime.

Ho letto poi bizzarri post dove si lamentava il troppo elevato numero di sanitari italiani risultati contagiati, legandolo ad un non identificato problema di procedure. In Spagna ne è infettato il 10%, come in Italia. Ma la verifica è faticosa per l'italiano medio. Forse altre domande dovrebbero porsi, come il proluvio di numeri.

Quale è l'utilità di dati non comparabili? Come i positivi, dipende a chi e quanti tamponi si fanno (approccio non omogeneo neanche fra Regioni confinanti); come i decessi (da o con virus, quante autopsie si fanno ora?); o i ricoveri, molti non hanno compreso che in molte aree taluni gruppi anagrafici non vengono ricoverati, ma lasciati a casa, a spengersi. Chiamate qualcuno a Bergamo se potete. Fategli forza e sentiteli sfogare per quello che accade e che viene taciuto.

Questo è un dramma di cui non si vuole sentire parlare, ma qualcuno deve decidere a chi riservare un respiratore. Una scelta che comprendo e approvo, dalla mia poltrona: ma non deve essere per nulla facile decidere chi muore e chi se la gioca.

Altro che il filmato del drone, come ci si stesse baloccando. Raccomandazioni, ringraziamenti, sostegni dal Comune. Ad Arezzo inizino a rendere gli 80.000 euro spesi in loro pubblicità a carico nostro. Pensate quanto bene avrebbero fatto adesso i denari buttati in inutili iniziative tipo il “raro” festival. Una cosa positiva tutto questo bailamme la porta: quest'anno certe minchiate a spese nostre non le organizzeranno. Tardi per le risorse bruciate.

Non per un cambio di strategia e persone.

Dopo. Ora restiamo in casa.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
28/03/2020 09:35:09

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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