Opinionisti Monia Mariani

Siamo il paese delle culle vuote

La popolazione italiana continua a diminuire e ad invecchiare inesorabilmente

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Sempre meno figli, sempre più nonni. Soltanto 67 nascite su 100 decessi. La popolazione italiana continua, purtroppo, a diminuire e ad invecchiare inesorabilmente. È quanto emerge dagli indicatori demografici 2019 diffusi dall'Istat.

Per il quinto anno consecutivo la popolazione del nostro paese si contrae. Al 1 gennaio 2020 i residenti erano 60 milioni 317mila, 116mila in meno su base annua e  così il ricambio naturale della popolazione appare "sempre più compromesso". Nel 2019 si registra un saldo naturale pari a -212 mila unità, frutto della differenza tra 435 mila nascite (il dato più basso mai registrato) e 647 mila decessi. Ciò significa che ogni 100 residenti deceduti arrivano soltanto 67 neonati (Solo 1,29 il numero medio di figli per donna). Dieci anni fa erano 96, significa che e’stato perso un quarto delle nascite, il 24%. Oltre agli effetti “strutturali” indotti dalle modificazioni della popolazione femminile in età feconda, in larga parte però le cause sono da ricercare nell’impoverimento e nell’aumento delle diseguaglianze che però  tendono ad aumentare. La volontà di mettere al mondo dei figli è ormai un desiderio che viene smontato dall’assenza in Italia di un vero “Welfare“ familiare.

Cause e dati sconcertanti che filmano l’immagine di un paese  che se prosegue con questi trend non ha, a lungo, alcuna speranza di rinnovarsi e sopravvivere. Povero paese!

Redazione
© Riproduzione riservata
21/02/2020 10:40:13

Monia Mariani

Appassionata di scrittura e narrativa e, da sempre, interessata a tematiche sociali. Ha finora pubblicato tre romanzi biografici. Il Maestro (2008), ispirato alla vita del biturgense Gino Tarducci, La Leggenda di Zillone (2010) autobiografia dell’ex pugile professionista Pietro Besi, e La Tortuga (2013) ispirato alla vita del fiorentino Giacomo Papini, cercatore di diamanti in Venezuela. Sta lavorando ad altre storie da raccontare.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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