Opinionisti Alessandro Ruzzi

Quando la politica tocca le nostre tasche

Non è diatriba elettorale sul sesso degli angeli, no, qui si parla di soldi veri

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Arezzo è stata devastata negli ultimi mesi dalla notizia di due indagini che riguardano l'amministrazione comunale ai massimi livelli. Dapprima le indagini su consulenze di importo davvero stratosferico affidate in maniera diretta (molte di importi appena sotto 40.000€, evitando le gare di pubblica evidenza) a due professionisti dall'allora presidente della società partecipata Coingas il cui capitale è diffuso fra Comuni nell'intero territorio provinciale: la magistratura indaga sia sul merito stesso (necessità, opportunità, esecuzione delle consulenze) sia sull'origine degli affidamenti stessi andando a coinvolgere figure di primo piano nell'amministrazione aretina. Provo a spiegare meglio, siamo in area malversazioni: denaro della società pubblica versato per attività irrilevanti, con importi abnormi e senza una gara. Oltre al sindaco Ghinelli e l'assessore Merelli, altri capoccia dell'ambiente politico locale con l'allora (Staderini) e l'attuale (Scortecci) presidente di Coingas (esponenti d'altissimo livello in OraGhinelli per la candidatura di Ghinelli stesso), il presidente di Estra (F. Macrì) già consigliere comunale della maggioranza Ghinelli, i professionisti stessi, unitamente all'avvocato (normalmente utilizzato dalla amministrazione attuale) redattore di un -contestato- parere. Nelle intercettazioni il Sindaco di Arezzo esprime giudizi offensivi la comunità dei soci e altri professionisti coinvolti (nello specifico chi stappò il vaso di Pandora), altri intercettati tratteggiano una immagine davvero poco edificante dei rapporti intercorrenti. Nelle perquisizioni era stato sequestrato un computer dove lo Staderini aveva conservato registrazioni di colloqui 2016 svoltisi in sua presenza dove emerge il dubbio che il candidato presidente alla partecipata Multiservizi avesse promesso utilità ad un noto consigliere comunale, ForzaItalia e pro attuale maggioranza. Conversazioni cui presenziava anche il Sindaco e l'allora vicepresidente in quota lega-casapound di un altra partecipata, quell'ArezzoCasa che si occupa di edilizia popolare in tutta la provincia. Entrambe le inchieste sono in corso, sarà la magistratura a valutare la consistenza e la natura degli episodi per eventuali rinvii a giudizio, nel frattempo (e come è giusta prassi) tutti gli imputati sono da ritenersi innocenti. Circa l'affaire Coingas il sindaco ha espresso la sua estraneità, metà dei convocati si è avvalsa della facoltà di non rispondere agli inquirenti: da cittadino mi pare atteggiamento inappropriato per chi viene eletto o chiamato a gestire il denaro pubblico, ma ovviamente è solo lo stato d'animo di un contribuente insoddisfatto. Perché come elettore, un parere politico lo posso già esprimere: a casa!
Identico esprimo sulla seconda vicenda, dove un quotidiano locale (la Nazione) riferisce le conversazioni registrate (da uno di loro, ciò basta a gettare una luce sinistra su tutta la situazione) da cui emerge la promessa di far avere un prestito al consigliere comunale in cambio della sua benedizione per quella presidenza di partecipata.
Lungo cappello per arrivare a far riflettere i lettori sulla ricaduta della cattiva amministrazione sui cittadini, parlando di aziende partecipate che operano sull'intero territorio provinciale è chiaro che gli effetti toccano le tasche di gran parte dei residenti in provincia di Arezzo.
Perché raddoppiare i costi per consulenze (sinora non risulta lampante la necessità di dette consulenze o la congruità dei costi) provoca ovviamente un peggioramento degli utili di quella partecipata: il peggioramento degli utili si riflette sulle tariffe (peggiori) o sui dividendi (minori) che i Comuni soci percepiscono, quindi da una parte o all'altra chi ci rimette è il cittadino che indirettamente è socio di quella partecipata.
Promettere di far avere un prestito erogato da quell'istituto di credito presso cui in cambio si depositerebbero le finanze della seconda partecipata evidenzia il rifiuto di migliori condizioni che andrebbero a favore dei soci clienti ossia dei cittadini contribuenti. Insomma, che gliene frega di farci risparmiare qualche soldo se quegli stessi soldi si possono promettere a chi gli regala quella poltrona?
Non è diatriba semplicemente elettorale sul sesso degli angeli, no, qui si parla di soldi veri che escono dalle tasche dei cittadini per andare nelle tasche di chi fa un certo percorso politico.
E siccome si parla di partecipate che operano a livello provinciale sono tanti cittadini che ci rimettono. E che avrebbero mille ragioni di protestare.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
18/01/2020 17:04:18

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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