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Risorse idriche e sviluppo territoriale al centro del convegno di EAUT

“L’Oro Blu del Centro Italia” ha valorizzato il ruolo della diga di Montedoglio e le sue prospettive

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Il valore territoriale, ambientale e strategico delle infrastrutture idriche è stato al centro del convegno “L’Oro Blu del Centro Italia”. L’evento, organizzato da EAUT - Ente Acque Umbre-Toscane alla Borsa Merci di Arezzo, ha dato vita a un confronto tra rappresentanti di istituzioni, università, imprenditoria e associazionismo per approfondire il ruolo dell’acqua come risorsa fondamentale per la crescita di un territorio.

Al centro del dibattito, in quest’ottica, è rientrata l’importanza strategica della diga di Montedoglio per Toscana e Umbria con le opportunità legate al potenziamento delle reti, all’ampliamento delle superfici irrigabili e alla produzione di energia rinnovabile. Un focus su questo tema è stato offerto dalla relazione del professor Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, che ha curato un approfondito studio sull’invaso sul fiume Tevere con l’obiettivo di quantificarne le ricadute economiche, sociali e ambientali, delineando le prospettive di sviluppo per i prossimi anni. La relazione ha evidenziato come Montedoglio sia una risorsa capace di incidere sulla competitività delle imprese, sulla valorizzazione dell’agricoltura e sulla sicurezza delle comunità in virtù di un sistema che serve oggi circa 265.000 persone per l’approvvigionamento idropotabile e che sostiene l’irrigazione di circa 6.000 ettari. Particolari vantaggi sono collegati proprio alle attività delle aziende agricole per cui la disponibilità di acqua contribuisce a contenere i costi, ridurre la dipendenza da fonti alternative e programmare gli investimenti, favorendo anche la diversificazione delle colture e l’introduzione di produzioni a maggiore valore aggiunto. Le prospettive future evidenziano ulteriori margini di crescita: le superfici potenzialmente irrigabili potrebbero raggiungere i 30.200 ettari (rispetto ai 12.700 già serviti dalle reti distributive), mentre la platea potenziale per l’approvvigionamento idropotabile potrebbe arrivare a circa 700.000 persone. Tutto questo, anche con una fondamentale funzione ambientale dell’invaso che contribuisce a ridurre la pressione su altre fonti idriche, sostiene i rilasci ecologici nel Tevere e svolge un ruolo nella gestione delle piene con funzioni destinate ad assumere un’importanza crescente in uno scenario caratterizzato da temperature più elevate e periodi asciutti più prolungati. Particolarmente rilevante, in quest’ottica, è il trasferimento della risorsa verso il Lago Trasimeno che rappresenta una svolta storica per contrastare la crisi idrica del bacino umbro, con importanti benefici ambientali per gli obiettivi principali di recuperare i livelli del lago, tutelarne l’ecosistema e mitigare gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici. Un’ulteriore opportunità riguarda lo sviluppo della produzione idroelettrica che nel 2025 ha già permesso di generare 4.714 MWh da Montedoglio e dalla vicina diga del Sovara. Tra gli invasi realizzati e gestiti da EAUT rientra anche la diga di Casanuova sul fiume Chiascio nel Comune di Valfabbrica che a breve raggiungerà la quota di 305 metri sopra il livello del mare durante la fase di collaudo tecnico speciale dell’impianto e che entrerà prossimamente in esercizio provvisorio utile per poter iniziare a servire vaste zone dell’Umbria dal punto di vista idropotabile e irriguo.

“L’Oro Blu del Centro Italia” ha rappresentato anche un’occasione per celebrare i sessantacinque anni da quando, nel 1961, i deputati Brunetto Bucciarelli Ducci e Amintore Fanfani presentarono la proposta di legge per istituire l’Ente per l’Irrigazione della Valdichiana, delle Valli Contermini Aretine, del Bacino Idrografico del Trasimeno e dell’Alta Valle del Tevere Umbro-Toscana. Il compito di realizzare, mantenere, gestire e ottimizzare le opere pubbliche riguardanti un bene primario come l’acqua è proseguito con EIUT - Ente Irriguo Umbro-Toscano e, dal 2011, con EAUT - Ente Acque Umbre-Toscane con l’impegno a sviluppare un complesso programma di infrastrutture per l’erogazione della risorsa idrica a fini irrigui e idropotabili. In quest’ottica, un momento particolarmente significativo per testimoniare la continuità di questa attività è stato rappresentato dalla premiazione di Italo Cenni e Valerio Fabbri che sono stati, rispettivamente, il primo dipendente dell’ente nel 1961 e l’ultimo dipendente assunto dall’ente nel 2025. I riconoscimenti sono stati consegnati dai consiglieri regionali Gabriele Veneri e Roberta Casini, inoltre all’evento erano presenti gli assessori regionali Leonardo Marras e Filippo Boni. «A emergere - spiega l’ingegner Simone Viti, presidente di EAUT, - è il potenziale di Montedoglio che è legato anche alla capacità di sviluppare le reti, migliorare le interconnessioni e rendere sempre più efficiente la gestione della risorsa. Si tratta di investimenti che potrebbero rafforzare la resilienza del territorio e creare nuove opportunità per agricoltura, imprese e comunità, trasformando l’acqua in una leva concreta di sviluppo sostenibile per Toscana e Umbria».

Redazione
© Riproduzione riservata
06/11/2026 15:38:51


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