Ad Arezzo la mente va al motto “Francia o Spagna purché se magna!”

Campo di Marte: Gente che si droga, che dorme qua e là, che fa i bisogni ovunque
Mentre ad Arezzo l’unico obiettivo pare essere quello di mantenere piene le pance degli aretini, c’è una parte della città che vive un quotidiano profondo degrado.
Un degrado che la destra in undici anni e mezzo non è riuscita minimamente a risolvere.
E pensare che il tema della sicurezza era stato sbandierato da lorsignori come un cavallo di battaglia.
“Noi sappiamo come fare per restituire decoro e serenità agli aretini”.
Certo, come no.
Viale Maginardo, zona Campo Di Marte: è un delirio.
Gente che si droga, che dorme qua e là, che fa i bisogni ovunque. I residenti sono esasperati e se li ritrovano addirittura dentro al garage anche se c’è un cancello automatico oppure nascosti negli anfratti tra un muro e l'altro.
La frequentazione del parco del Pionta, a due passi, sembra sensibilmente aumentata.
Non solo c’è gente che si droga o che spaccia, ma è preoccupante anche il verificarsi di atti di vandalismo, di violenze varie.
Urla e litigi sono all’ordine del giorno. E persino della notte.
Cittadini stufi pensano ad un esposto: ma siamo certi che basterebbe? Chi può dirlo?
Di certo c’è che i problemi in questa città sono tanti dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica. E restano irrisolti.
Forse se i frequentatori del parco del Pionta e di Campo di Marte si riversassero in massa in piazza Grande, magari proprio durante la città del Natale, l’amministrazione si sveglierebbe dal torpore. Forse.
Intanto prendo atto che il Sindaco, stando a quanto da lui dichiarato a mezzo stampa, avrebbe intenzione di delegare la sicurezza di Arezzo tramite un “progetto speciale” al consigliere comunale Palazzini di Fratelli d’Italia.
Mi auguro in questo caso che il consigliere faccia meglio e soprattutto di più di quanto è stato fatto fino ad oggi per la sicurezza degli aretini, dimostrando così di avere competenza in materia e non di rappresentare in tutto e per tutto l’ennesimo diktat da parte di un partito ad un’amministrazione comunale.

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