Ferrovia: bene i lavori ma per Sansepolcro è un’occasione persa

Pd: Perché non si è lavorato allo spostamento della stazione?
L’ammodernamento della linea ferroviaria è una buona notizia, ma non basta rinnovare i binari se si rinuncia a ripensare il futuro della città.
L’avvio del programma di interventi sulla tratta ferroviaria Città di Castello-Sansepolcro, con lavori che proseguiranno nei prossimi anni e interesseranno anche la stazione biturgense, rappresenta senza dubbio un passo importante per il ripristino e il miglioramento del servizio ferroviario tra Umbria e Toscana.
Quando arrivano investimenti sulle infrastrutture, è giusto riconoscerne il valore e auspicare che i lavori procedano nei tempi previsti. Tuttavia, proprio davanti a un intervento di questa portata, è inevitabile porsi una domanda: perché l’Amministrazione comunale di Sansepolcro non ha colto questa opportunità per affrontare concretamente anche il tema dello spostamento della stazione ferroviaria?
*Una domanda tanto più legittima se consideriamo che la stessa Amministrazione comunale, a più riprese e anche in sede di Consiglio comunale, ha dichiarato di condividere l’obiettivo dello spostamento della stazione. Una volontà più volte manifestata che, tuttavia, non sembra aver trovato una concreta traduzione progettuale. Viene quindi da chiedersi: è mancata la volontà politica di perseguire questo obiettivo oppure la capacità di trasformare le dichiarazioni in iniziative concrete?*
Il rinnovo della linea non è soltanto una questione di rotaie, traversine e impianti, questa sarebbe potuta essere anche un’occasione per ragionare sul futuro della mobilità, sull’organizzazione degli spazi urbani e sulle prospettive di sviluppo della città.
*Lo spostamento della stazione avrebbe infatti aperto opportunità urbanistiche di grande rilevanza: liberare spazi per ripensare e migliorare la viabilità in ingresso alla città, realizzare nuovi parcheggi, sviluppare percorsi ciclopedonali e recuperare aree oggi occupate dall’infrastruttura ferroviaria. Soprattutto, avrebbe consentito di progettare il superamento dei passaggi a livello, eliminando una delle principali interferenze tra la ferrovia e la viabilità urbana. Non si sarebbe trattato, quindi, soltanto di spostare una stazione, ma di ripensare una parte importante della città e delle sue possibilità di sviluppo.*
Lo spostamento della stazione è da tempo uno dei temi al centro del dibattito politico cittadino e ha rappresentato uno dei punti cardine del nostro programma elettorale. L’attuale Amministrazione si è trovata davanti a una congiuntura particolarmente favorevole per avviare una riflessione concreta su questo progetto, ma, ancora una volta, non è stata in grado di trasformare un’opportunità in una prospettiva di sviluppo per Sansepolcro.
Le criticità sono già evidenti: il ritorno del treno, che auspichiamo naturalmente avvenga al più presto, rischia di riproporre anche problematiche legate alla viabilità interna, in particolare lungo via Scarpetti, un asse stradale che ha assunto un’importanza ancora maggiore con la realizzazione del nuovo ponte sul Tevere.
*C’è poi un ulteriore elemento strategico che non dovrebbe essere trascurato: lo spostamento della stazione potrebbe rappresentare anche un primo passo per ragionare, in prospettiva, su un possibile collegamento ferroviario verso Arezzo. Un’ipotesi certamente complessa, che richiederebbe studi e investimenti specifici, ma che meriterebbe di essere considerata nelle scelte infrastrutturali di oggi, per non precludere le opportunità di domani.*
Questa vicenda conferma, ancora una volta, ciò che sosteniamo da tempo: Sansepolcro ha bisogno di un’Amministrazione capace di guardare oltre l’ordinaria gestione, di anticipare i problemi e di trasformare le opportunità in progetti concreti. Quello che continua a mancare è una visione strategica per il futuro della città.

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