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Cimiteri di Citerna, Pistrino e Fighille: un’offesa ai defunti per fare cassa

L’opposizione chiede di fare marcia indietro

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Come gruppo consiliare di opposizione Insieme Possiamo - rappresentato dai consiglieri Alessandro Capacci, Cristina Tappini e Francesco Serini - torniamo a denunciare con forza la grave situazione in cui versano i cimiteri del Comune di Citerna. Dopo le nostre ripetute segnalazioni sulla cronica mancanza di loculi, l’assenza di manutenzione, le promesse di opere mai realizzate e le contestate revoche delle concessioni antecedenti al 1975, l’Amministrazione Comunale ha compiuto un ennesimo gesto che riteniamo inaccettabile e fortemente lesivo del decoro. In questi giorni, infatti, sulle tombe e sui loculi dei defunti sono comparsi vistosi adesivi di colore verde fluorescente recanti la scritta: “CONCESSIONE NON PRESENTE AGLI ATTI DEL COMUNE”.

Si tratta di un'iniziativa che sta suscitando forte sconcerto, rabbia ed indignazione tra i cittadini, perché applicare etichette da accertamento burocratico direttamente sulle lapidi – luoghi sacri alla memoria e all'affetto delle famiglie – rappresenta una modalità umiliante e priva di qualunque sensibilità umana e istituzionale.

Prendiamo atto che, di fronte al malumore e al profondo sconcerto montato in paese, la maggioranza ha sentito il bisogno di correre ai ripari con un comunicato difensivo. Definire l'apposizione di vistosi adesivi verdi fluorescenti sulle lapidi un modo per "raggiungere direttamente le persone" sfruttando il mese di ottobre è una toppa peggiore del buco.  Far ricadere le responsabilità della gestione documentale sulle spalle della cittadinanza è una scorciatoia ingiustificabile: se l'Amministrazione ha la necessità di verificare la regolarità degli atti, sarebbe bastato attivare una semplice procedura di censimento o richiedere una dichiarazione sostitutiva e un'autocertificazione, senza ricorrere all'apposizione di bollini identificativi sulle tombe come se si trattasse di beni confiscati.

Invece di costringere le famiglie a un calvario burocratico per rintracciare contratti risalenti a decenni fa, si potevano percorrere strade ben più rispettose. Pertanto, oltre all'inaccettabile mancanza di rispetto per la privacy e il decoro dei defunti, emerge con chiarezza il sospetto sulla vera natura di questa operazione: un tentativo di fare cassa a spese della collettività. A fronte di risorse pubbliche dissipate in capitoli di spesa superflui e interventi di dubbia utilità che non hanno portato alcun beneficio o servizio concreto alla popolazione, si pretende oggi di recuperare fondi imponendo balzelli sproporzionati, che arrivano anche a qualche migliaia di  euro, per loculi occupati da decenni. Esistono percorsi normativi ben precisi che consentirebbero al Comune di regolarizzare le concessioni e rinnovare gli atti addebitando unicamente i meri costi istruttori e di bollo per gli anni residui, senza gravare ingiustamente sulle tasche delle famiglie. Per tutte queste ragioni, come consiglieri comunali di opposizione chiediamo con forza all'Amministrazione la rimozione immediata di tutti gli adesivi collocati sulle lapidi, unitamente a scuse ufficiali rivolte alla cittadinanza per un'azione che ha ferito la sensibilità di molte famiglie. È indispensabile arrestare questa caccia alle risorse e attivare un canale di comunicazione rispettoso e riservato, fondato su procedure eque e trasparenti, ricordando che i cimiteri non sono meri capitoli di bilancio o terreni per blitz amministrativi, ma luoghi di rispetto, decoro e tutela della memoria.

I Consiglieri Comunali del Gruppo “Insieme Possiamo” Alessandro Capacci Cristina Tappini Francesco Serini

Redazione
© Riproduzione riservata
17/10/2026 09:19:30


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