Sempre connessi...ma non con la testa!

Una realtà che si allontana per colpa di un abuso di virtuale
Viviamo in un'epoca in cui il virtuale sta progressivamente prendendo il posto del reale. Politica virtuale…sesso virtuale…truffe virtuali…polemiche virtuali…e tanto altro di virtuale in una società che sta cambiando, ma non certo in meglio, perché sta venendo meno il rapporto diretto con la gente. Tra l’altro tutta questa abbondanza, porta i cittadini a non capire più quello che è vero, da quello che è falso, poi per non farci mancare nulla è arrivata anche l’intelligenza artificiale, una bella cosa se usata correttamente, pericolosissima se ne facciamo un abuso. La tecnologia, i social network e l'intelligenza artificiale offrono opportunità straordinarie, ma quando il mondo virtuale diventa il centro della nostra esistenza, rischiamo di perdere qualcosa di fondamentale: il contatto con la realtà, con gli altri e, soprattutto, con noi stessi, rischiamo di costruire una società in cui siamo tutti connessi, ma sempre più soli. C’è il serio rischio di delegare progressivamente alle macchine non soltanto il lavoro, ma anche il pensiero, le decisioni e la creatività. Il virtuale, inoltre, può allontanarci anche dai problemi concreti della società. È facile indignarsi per una notizia, condividere un messaggio o esprimere un'opinione online; è molto più difficile impegnarsi concretamente, aiutare qualcuno in difficoltà, partecipare alla vita della propria comunità o contribuire a un cambiamento reale. Il rischio è quello di confondere la partecipazione digitale con l'azione, l'apparenza con l'impegno e la visibilità con il valore umano. Una società non può vivere soltanto di “sogni” necessita di persone capaci di guardarsi negli occhi, di ascoltarsi senza distrazioni, di affrontare i problemi senza cercare sempre una soluzione immediata e di riscoprire il valore delle esperienze autentiche. Questo non significa rifiutare il progresso o tornare indietro nel tempo. Significa, piuttosto, imparare a utilizzare la tecnologia senza permettere che sia la tecnologia a determinare ogni aspetto della nostra esistenza. Il virtuale dovrebbe essere uno strumento al servizio dell'essere umano, non un sostituto della vita. Dovrebbe avvicinarci quando le distanze ci separano, non allontanarci da chi abbiamo accanto. La domanda che oggi in molti cominciano a porsi è questa: ma che tipo di società stiamo costruendo mentre permettiamo al virtuale di occupare sempre più spazio nelle nostre vite.
Certo che senza questo abuso di virtuale, chissà quanti problemi dovrebbero affrontare i “leoni della tastiera”, perché molti di loro tornerebbero ad essere dei “signor nessuno”…già perché le problematiche della vita sono reali e non virtuali, oppure stare sempre connessi aiuta a pagare le bollette o a fare la spesa al supermercato?
Punti di Vista
Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it
Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.

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