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Bravi gli amministratori di Arezzo

Ma cosa ci faceva tutta quella gente del Borgo alla Fiera Antiquaria?

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La prima domenica del mese di ottobre mi sono recato ad Arezzo per visitare la Fiera Antiquaria e devo dire che ne sono stato piacevolmente colpito. Premetto che non tornavo da alcuni mesi, un po' per pigrizia, ma anche per una qualità della merce esposta non di mio gradimento, domenica invece sono rimasto colpito dalla qualità degli oggetti di alcuni banchi, anche se ho notato alcuni spazi vuoti, ma si sa, la crisi sta colpendo anche questo settore e a mio parere, alcuni espositori, usando un termine buonista, sono “fuori luogo”.

La Fiera Antiquaria è nata nel 1968 da un’intuizione di Ivan Bruschi, che ispirandosi ai mercati all’aperto di Portobello a Londra e del Mercato delle Pulci di Parigi, unì il suo amore per l’antiquariato, l’arte e il collezionismo eclettico. Un viaggio tra il fascino del vintage e la preziosità dell’antiquariato, tra la passione per il modernariato e la creatività dell’artigianato artistico, in cui i palazzi, le chiese e gli scorci più suggestivi fanno da cornice ideale a una manifestazione fuori da ogni schema. Un bellissimo viaggio tra cultura, storia e tradizioni.

La Fiera Antiquaria di Arezzo, cosi come altri mercatini sparsi in Italia, mi hanno sempre affascinato e quando posso mi piace sempre farci una passeggiata. Colleziono “pezzi di storia” da oltre 30 anni, che mi hanno portato anche alla realizzazione del M.A.M.S. il Museo di Arti e Mestieri a Sansepolcro. Per questo nutro grande fiducia nell’amministrazione aretina guidata da Marcello Comanducci, che in fatto di eventi è sicuramente un “uomo che ci capisce” e nell’assessore Francesco Marcantoni, che hanno già dichiarato di voler mettere le “mani” nella manifestazione, che ovviamente comincia a sentire il peso degli anni. Valorizzare la nostra storia e cultura è un dovere per chi amministra una città, non si può andare avanti con il proliferare di eventi “mangerecci”.

In ultimo aggiungo che mi ha fatto molto piacere aver trovato a spasso tra i banchi, centinaia di persone del Borgo, questo fa capire che in questa città non sono come diceva lo “Sceriffo: al Borgo sono tutti cozzi” ma troviamo tanta persone che hanno fame di cultura.

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
06/10/2026 08:17:01

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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