Città di Castello, i sindacati pensionati chiedono risposte adeguate per anziani e famiglie

Confronto partecipato di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil con istituzioni, cittadini e associazioni
“Un nuovo modello socio sanitario, per dare risposte adeguate alle esigenze delle famiglie e delle singole persone attraverso l’implementazione dell’assistenza domiciliare, il supporto con strutture a carattere diurno e interventi finalizzati alla riabilitazione e al recupero della persona, creando nuovi ‘posti di vita’ e non anonimi e mesti posti letto nelle residenze protette”. Queste le esigenze evidenziate dalle organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, giovedì 24 settembre a Città di Castello, durante l’iniziativa ‘Le Rsa e la sanità territoriale del futuro - La cura degli anziani cambia volto’ alla Biblioteca ‘Carducci’. Durante l’incontro, coordinato dalla giornalista Alessandra Chieri, Fabrizio Fratini, segretario generale Spi Cgil provinciale Perugia, Francesco Ferroni, segretario generale Fnp Cils provinciale Perugia, ed Elisa Leonardi, segretaria generale Uilp Uil Umbria, hanno inoltre sottolineato la necessità di “ridurre il costo della Rsa a carico dei residenti o delle famiglie e la realizzazione di hospice dignitosi per i gravi casi di fine vita” impegnando le rispettive organizzazioni ad agire in modo unitario per contrattare con la Regione un piano socio sanitario che contenga risposte a questi problemi. All’iniziativa, molto participata dal pubblico, ha preso parte anche il sindaco di Città di Castello Luca Secondi che, nel saluto agli organizzatori e ai cittadini presenti, ha evidenziato l’esigenza di una sanità pubblica sempre più attenta alle problematiche che l’innalzamento dell’età media e la riduzione delle nascite sta determinando nelle famiglie che sempre più spesso non sono in grado di affrontare la eventuale presenza di familiari semi o totalmente non autosufficienti, e ha sottolineato lo sforzo economico e di servizi che i Comuni cercano di mantenere per la rete di protezione sociale. I rappresentanti delle strutture che ospitano gli anziani hanno fatto presente le difficoltà che affrontano a causa della mancanza dei finanziamenti sia nel miglioramento della vivibilità delle strutture, sia per dare risposta alle lunghe liste di attesa per l’accesso all’ospitalità, evidenziando comunque il forte legame tra società civile e le attività sociali e ricreative che vengono proposte agli ospiti. La direttrice del Distretto sanitario Alto Tevere Maria Grazia Brancaleone ha illustrato i servizi che vengono svolti dalla propria struttura chiarendo il ruolo molto importante che deve avere e avrà la Casa di Comunità per dare risposte più efficaci ed efficienti ai cittadini sul piano socio sanitario e in particolare agli anziani sul piano della prevenzione e della tutela della salute. Carla Casciari, garante per le persone anziane della Regione Umbria, ha sottolineato il proprio impegno per tutelare i diritti degli anziani e la piena disponibilità a raccogliere le istanze sollevate dalle organizzazioni sindacali e dai singoli cittadini. L’iniziativa si è conclusa con delle testimonianze dirette di cittadini presenti che hanno formalizzato le grandi difficoltà che vivono, la necessità di intervenire per una maggiore trasparenza nella definizione del diritto all’accessibilità delle Rsa e ripristinare i posti convenzionati che sono stati ridotti negli anni scorsi, sottolineando, infine, il gravoso peso economico che le famiglie devono sopportare per il costo della retta.

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