Servizi sociali e assistenza in Valtiberina: serve chiarezza e trasparenza verso le famiglie

"A partire da gennaio, cosa dobbiamo aspettarci?"
Il M5S prende atto della comunicazione fornita dal comune di Sansepolcro secondo cui nei giorni scorsi i sindaci aderenti all’Unione dei comuni della Valtiberina hanno deciso di compensare, fino al 31 dicembre, la riduzione del 30% che aveva interessato tre servizi rivolti alle persone fragili e con disabilità: l’assistenza domiciliare familiare (ADF), l’assistenza domiciliare educativa (ADE) e l’assistenza educativa scolastica (AES).
Siamo sollevati per le famiglie che vedono reintegrati i servizi essenziali, ma non possiamo esimerci dal porci una domanda cruciale: a partire da gennaio, cosa dobbiamo aspettarci?
Le persone con disabilità e le loro famiglie non possono vivere nell’incertezza o dipendere da soluzioni tampone rincorse di trimestre in trimestre.
Inoltre la gestione e la comunicazione di questa crisi sono state del tutto inadeguate: le famiglie hanno appreso del taglio delle ore di educativa scolastica direttamente dalle scuole e soltanto la settimana scorsa e ancora non hanno una comunicazione ufficiale. Sembra che le famiglie non abbiano ricevuto dall’Unione dei Comuni alcuna lettera ufficiale e lo stesso per chi si è rivolto direttamente agli uffici per avere risposte.
Ad oggi, inoltre, non tutte le famiglie sono a conoscenza del reintegro delle risorse, perché la notizia è passata esclusivamente tramite social e stampa, senza alcuna presa di contatto diretta con i cittadini interessati. Verranno reintegrate da questa settimana? Le famiglie dei bambini che non possono stare a scuola senza ore di educativa o insegnante di sostegno si sono viste costrette a cambiare/diminuire l'orario di lavoro per fare fronte a uscite anticipate dei propri figli da scuola. E il diritto all'istruzione dove è andato a finire?
Chiediamo con forza che, qualora si presentino necessità di bilancio, non si faccia mai più cassa sui soggetti fragili.
Applicare tagli lineari del 30% a tutti i servizi, come avvenuto con la precedente delibera, è una scelta grave. Anche se a prima vista potrebbe sembrare una misura equa, in realtà non lo è affatto. Le disabilità sono diverse, le abilità sono diverse, e le situazioni familiari ed economiche differiscono profondamente: realtà così complesse non possono essere modellate da un semplice calcolo amministrativo finalizzato solo a far tornare i conti senza coinvolgere i servizi interessati.
L'obiettivo prioritario della politica e delle istituzioni locali deve rimanere la tutela del diritto a una vita dignitosa. Ridurre le ore di assistenza socio-sanitaria rischia di compromettere equilibri familiari estremamente fragili. Ci auguriamo che la futura programmazione dell’Unione dei Comuni metta al centro i bisogni reali delle persone, garantendo continuità, equità e una comunicazione trasparente e tempestiva con la comunità.
Gruppo territoriale Movimento 5 Stelle Valtiberina-Casentino
Coordinatrice Provinciale Cristiana Quaratini

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