Passaggio generazionale, Arezzo tra le province più esposte

CNA Arezzo: il 13,2% dei titolari di imprese individuali ha almeno 70 anni
Arezzo è tra le province toscane dove il passaggio generazionale delle imprese rappresenta una delle sfide più urgenti per il futuro del tessuto produttivo. Secondo il dossier CNA “Imprese senza ricambio”, nella provincia aretina il 13,2% dei titolari di imprese individuali ha almeno 70 anni: sono 2.430 imprenditori su 18.409, pari a 78,3 ogni mille imprese attive.
Un dato che assume ancora più peso se incrociato con l'evoluzione demografica. Arezzo è infatti la terza provincia toscana, dopo Massa Carrara e Grosseto, per contrazione della popolazione tra i 20 e i 39 anni: dal 2015 al 2026 questa fascia d'età è diminuita del 10,8%, passando da 77.017 a 68.704 persone.
«Sono numeri che ci dicono con chiarezza che il ricambio generazionale non può più essere considerato una questione privata delle singole imprese – sottolinea il presidente di CNA Arezzo Fabio Mascagni –. È una sfida che riguarda la tenuta del nostro sistema economico, perché dietro ogni impresa ci sono competenze, professionalità, relazioni e conoscenze costruite spesso in decenni di lavoro».
Il rischio è particolarmente significativo per l'artigianato, che rappresenta una componente fondamentale dell'economia aretina: delle 31.054 imprese complessivamente presenti in provincia, 9.394 sono artigiane, pari al 30,3%.
E proprio da Arezzo arriva però anche un esempio concreto di come il passaggio generazionale possa trasformarsi in un'opportunità. È la storia di Bernini & Dragonetti, storica azienda del Valdarno nel settore dei serramenti, che dopo cinquant'anni di attività ha scelto di guardare al futuro affidandosi a un giovane imprenditore. Marco Consolo, 23 anni, diplomato all'Isis Valdarno, dopo un anno e mezzo di esperienza all'interno dell'azienda ha rilevato l'attività, raccogliendo il testimone dai titolari storici Aldo Dragonetti e Paolo Bernini, che continueranno ad affiancarlo nel percorso di crescita.
«Quella di Bernini & Dragonetti è una storia che racconta esattamente ciò che intendiamo quando parliamo di passaggio generazionale – aggiunge Mascagni –. Non una semplice sostituzione, ma un percorso costruito sulla fiducia, sull'affiancamento e sulla trasmissione delle competenze. Un giovane formato sul territorio che sceglie di investire sul proprio futuro e su un'impresa già radicata, portando nuova energia senza disperdere il patrimonio costruito da chi lo ha preceduto».
La situazione aretina si inserisce in un quadro nazionale ancora più ampio. In Italia i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni sono 314.824, il 10,7% del totale, in aumento rispetto agli 8,9% del 2015. Nello stesso periodo, tra il 2014 e il 2024, le imprese giovanili sono diminuite di oltre 153mila unità, il 24%.
Anche in Toscana il fenomeno è evidente: gli imprenditori ultrasettantenni sono 20.783, pari al 10,5% delle imprese individuali, mentre le imprese giovanili sono scese del 31,1% in dieci anni, passando da 39.858 a 27.465.
«Il caso aretino dimostra che il ricambio è possibile, ma non può essere affidato soltanto alla capacità delle singole famiglie o degli imprenditori – conclude Mascagni –. Servono strumenti per favorire l'incontro tra chi vuole lasciare l'attività e chi è disposto a raccoglierne il testimone, facilitare l'accesso al credito, sostenere la formazione e rafforzare gli incentivi fiscali e finanziari. Dobbiamo fare in modo che una buona impresa non chiuda semplicemente perché non trova chi possa continuarla. La storia di Bernini & Dragonetti ci dice che, quando esperienza e giovani si incontrano, la tradizione può diventare una risorsa per innovare e creare nuovo sviluppo».

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