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Il Trebbio di Cantine Goretti: Tre bicchieri nella guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso

Dietro il riconoscimento, una storia familiare di quattro generazioni e una nuova idea di Umbria

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Il Trebbio di Cantine Goretti si aggiudica nuovamente i Tre Bicchieri nella Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, rinnovando la propria presenza ai vertici della vitivinicoltura italiana. Dietro questo riconoscimento c’è la storia di una famiglia che ha scelto di investire su una varietà profondamente umbra, il lavoro di un enologo che ne ha studiato le potenzialità e quello di una nuova generazione che sta trasformando il vino in uno strumento per raccontare il territorio, anche oltre i confini regionali.

“In Umbria bastano pochi chilometri per cambiare paesaggio, suoli, microclimi e, soprattutto, il carattere del vino – spiegano dall’azienda –. È questa straordinaria varietà a rendere la regione sempre più interessante per chi cerca identità e autenticità nel bicchiere. Tra i vitigni che meglio raccontano questa evoluzione c’è il Trebbiano Spoletino, varietà autoctona che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo sempre più rilevante tra i grandi bianchi italiani”.

Per capire il percorso del Trebbiano Spoletino bisogna partire dalla memoria. “Non era certamente un vitigno considerato come lo è oggi – racconta Nonna Marcella, simbolo della storia familiare di Cantine Goretti –. Vedere oggi quanta attenzione riceve questo vitigno e quante persone vengono in cantina per conoscerlo mi fa molto piacere e mi sorprende”. “Le nostre Cantine familiari – spiega Gianluca Goretti – lavorano su territori e varietà differenti e crediamo che oggi riconoscibilità e identità siano elementi fondamentali. Abbiamo voluto esaltare le caratteristiche del Trebbiano Spoletino, che non devono essere costruite o valorizzate in cantina: acidità, struttura, capacità di maturazione e una personalità precisa. La nostra scelta è stata quella di assecondare e far emergere l’identità del vitigno, senza trasformarlo in qualcosa di diverso da ciò che è”. “Il Trebbiano Spoletino è una varietà vigorosa e tardiva – ha spiegato l’enologo Emiliano Falsini – che richiede attenzione nella gestione delle parcelle, delle rese e della vendemmia. È una varietà poliedrica che raggiunge in condizioni ottimali ottimi livelli di complessità e questo permette di ottenere vini che non sono semplicemente freschi, ma che possono avere struttura, profondità e capacità di invecchiamento notevoli. Il dato interessante è la capacità che ha, anche in annate calde, a mantenere freschezza e non perdere la propria identità. È una varietà con cui lavoro da oltre 20 anni e che fin da subito ha attratto la mia attenzione, la considero fra le grandi varietà autoctone bianche italiane. Il principe dell’enologia bianchista umbra”.

È proprio l’identità a diventare uno degli elementi centrali anche nella comunicazione. Per Sara Goretti “Il Trebbio non è soltanto un nuovo vino da commercializzare, ma uno strumento attraverso il quale raccontare una parte dell’Umbria. Quando il vino viene presentato a un importatore, a un ristoratore o a un cliente estero porta con sé il territorio, la biodiversità e l’unicità che ogni varietà autoctona possiede e che non può essere sostituita da nessun’altra. Cantine Goretti è oggi presente in 21 Paesi e il riconoscimento dei Tre Bicchieri diventa quindi anche uno strumento per rafforzare la presenza internazionale. Noi vogliamo utilizzare questo risultato per far conoscere non soltanto Il Trebbio, ma l’intera identità di Cantine Goretti e dell’Umbria”. Da qui nasce un’altra dimensione del progetto: quella dell'enoturismo. “Il Trebbiano Spoletino non si esaurisce nella bottiglia, ma diventa una chiave di accesso al territorio – aggiunge Giulia Goretti –. Il visitatore può partire dal vino e arrivare alla vigna, conoscere la famiglia e il lavoro in cantina, fino ad avvicinarsi alla cucina e alle tradizioni umbre. È il passaggio dall’enologia all’enoturismo: un’esperienza nella quale il vino diventa il punto di partenza per entrare in contatto con il territorio. Quando una persona conosce Il Trebbio prima ancora di arrivare in Umbria, spesso decide di venire in cantina proprio per scoprire dove nasce quel vino. Non cerca più soltanto una degustazione, ma un’esperienza: vuole vedere la vigna, conoscere la famiglia, comprendere il territorio e assaggiare il vino nel luogo in cui viene prodotto. Il vino diventa così il punto di partenza per un'esperienza più ampia, che unisce enogastronomia, territorio e ospitalità”.

Per Stefano Goretti, tutto questo rappresenta anche una precisa scelta economica e imprenditoriale. “Investire sul Trebbiano Spoletino – afferma l’imprenditore – significa fare una scelta di lungo periodo, che non può essere valutata soltanto in funzione del valore della singola bottiglia. Investiamo nella vigna e nella qualità della produzione, ma anche nella comunicazione, nella formazione della rete commerciale e nell’accoglienza in cantina. Far crescere il valore del vino significa far crescere anche la riconoscibilità dell’azienda e, più in generale, quella del territorio in cui operiamo. Il nostro obiettivo è che il successo di un vino non rimanga confinato alla bottiglia, ma contribuisca a generare valore anche intorno al territorio che lo ha prodotto. I Tre Bicchieri, quindi, ci spingono a continuare a migliorare il lavoro in vigna e in cantina e, soprattutto, a continuare a raccontare il territorio”.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/09/2026 13:25:55


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