A San Giovanni Valdarno pesci morti nel torrente Vacchereccia

Il consorzio interviene e avvia le verifiche sui lavori
Pesci morti nel torrente Vacchereccia. La segnalazione, arrivata al Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno attraverso i social media, ha fatto immediatamente scattare l'intervento dell'Ente.
Il Direttore Generale Tulio Marcelli e i tecnici dell’Area Manutenzioni hanno raggiunto il tratto interessato per verificare direttamente la situazione, ricostruire quanto accaduto e accertare le modalità con cui sono state eseguite le lavorazioni.
Parallelamente, il Consorzio si è attivato per mettere in salvo la fauna ittica ancora in difficoltà, avviando le operazioni di recupero e trasferimento degli esemplari presenti nel tratto interessato. Domani mattina, l’operazione sarà portata a termine dalle guardie ittiche con la Polizia Provinciale.
L’intervento di manutenzione ordinaria era stato affidato a un’impresa esterna del comprensorio, incaricata dello sfalcio e della gestione della vegetazione nell’alveo e lungo le sponde del torrente Vacchereccia, nel tratto compreso tra la località Ponte alle Forche, nel comune di San Giovanni Valdarno, e il territorio di Cavriglia.
Ora il Consorzio sta verificando come sono state eseguite le lavorazioni poiché le aziende che operano per conto dell’Ente sono tenute a osservare precise disposizioni, finalizzate sia alla corretta esecuzione degli interventi sia alla tutela dell’ambiente e della fauna ittica.
Tra queste rientrano, in particolare, il mantenimento di una fascia arbustiva al piede della vegetazione, utile a garantire l’ombreggiamento e a contribuire al mantenimento delle condizioni delle acque, e il divieto di accesso con i mezzi all’interno dell’alveo.
Laddove non esistano alternative all’accesso in alveo, è obbligatorio il preventivo recupero della fauna ittica potenzialmente in difficoltà, secondo procedure consolidate che sono a carico delle imprese incaricate dei lavori.
Le regole, dunque, ci sono e devono essere rispettate.
Ogni anno il Consorzio infatti riunisce le imprese agricole iscritte al proprio Albo per attività di formazione e aggiornamento sulle modalità di esecuzione degli interventi, sulla sicurezza e sul rispetto delle normative vigenti.
Le imprese sono chiamate a operare nel rispetto di uno specifico regolamento che stabilisce modalità operative e prescrizioni precise e che prevede provvedimenti conseguenti in caso di violazione delle disposizioni impartite dall’Ente.
“Per il Consorzio le regole non sono un adempimento formale. Sono parte integrante del lavoro. La manutenzione dei corsi d’acqua è necessaria per garantire la sicurezza idraulica e la funzionalità del reticolo, ma manutenzione e tutela ambientale devono procedere insieme. Sempre. Per questo stiamo verificando ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto e siamo impegnati ad adottare i relativi provvedimenti. Ringraziamo i cittadini per la segnalazione che ci ha permesso di intervenire tempestivamente”.
Lo afferma il Direttore Generale Tulio Marcelli, mostrando alcune immagini relative ai numerosi interventi di recupero della fauna ittica effettuati dal Consorzio.
“Il recupero della fauna ittica non è un’opzione: quando le condizioni dei lavori lo richiedono, è una procedura che deve essere prevista e attuata. È una responsabilità precisa di chi esegue l’intervento”, specifica il Direttore Generale.
Nell’occasione, il Consorzio precisa inoltre che il Canale Battagli, oggetto di ulteriori segnalazioni da parte dei cittadini, è un’infrastruttura idrica non inserita nel reticolo idrografico di competenza dell’Ente.
“Il Consorzio si è occupato della manutenzione del Canale Battagli in passato, sulla base di un’apposita convenzione. La convenzione non è stata successivamente rinnovata dai Comuni interessati che, da allora, provvedono direttamente alla gestione dell’infrastruttura”.

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