“Castro: giuste le richieste dei residenti. Il Comune non può fare lo spettatore”

Romizi: sostegno alle richieste avanzate dal comitato spontaneo
“Esprimo pieno sostegno alle richieste avanzate dal comitato spontaneo dei residenti di via Duranti, via Pieraccini e via Recapito e relative alla situazione creatasi dopo i lavori lungo il torrente Castro. Nessuno discute della necessità di mettere in sicurezza il territorio dal rischio idraulico. Ma questa esigenza non può essere alternativa alla tutela ambientale. Abbattere decine di alberi, modificare profondamente un’area e poi lasciare una zona completamente spoglia non è un risultato accettabile. È necessario che il Genio Civile e la Regione dicano come intendono procedere per il ripristino ma anche il Comune di Arezzo deve assumersi le proprie responsabilità politiche e istituzionali.
Il Comune non può tirarsi fuori dalla vicenda per il solo fatto che altri hanno eseguito i lavori, non è pensabile che non fosse a conoscenza d’interventi che hanno prodotto un impatto di tale portata sul territorio. Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini e, proprio per questo, ha il dovere di vigilare e agire quando sono in gioco la qualità urbana, la tutela del verde e la sicurezza delle persone che vivono, lavorano e frequentano un quartiere.
Per questo presenterò una richiesta formale per chiedere all’amministrazione comunale chiarimenti, quali interlocuzioni abbia attivato con Regione Toscana e Genio Civile e come intenda farsi parte attiva per un progetto di riqualificazione arborea, oltre che per verificare le condizioni di sicurezza del percorso e dell’argine, come perorato dai residenti. Con temperature sempre più alte e con la necessità di aumentare e non diminuire gli alberi non possiamo rassegnarci all’idea che la burocrazia impedisca di ripiantare ciò che è stato possibile abbattere.
La vicenda del Castro pone infine un problema più generale: quando opere pubbliche incidono così profondamente, i cittadini devono essere coinvolti prima, durante e dopo. E agli impegni presi nei tavoli di confronto devono seguire fatti concreti”.

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