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Fondazione Arezzo Comunità: Basta vecchie logiche nelle nomine delle partecipate

"Con un bilancio di 200mila euro e un dipendente fatica a dialogare con il territorio"

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Il capolista di Azione, candidato a sostegno di Marco Donati Sindaco, analizza i numeri e le criticità dell'ente: "Con un bilancio di 200mila euro e un solo dipendente all'attivo, la Fondazione fatica a dialogare con il territorio come dovrebbe. Serve un cambio di passo radicale."

 Il mondo dell'associazionismo aretino ha bisogno di un'amministrazione proattiva, capace di farsi facilitatrice e non semplice erogatrice distante. A lanciare l'appello è Alberto Cruciani, 32 anni, architetto specializzato in progettazione BIM e capolista di Azione al Consiglio Comunale. Forte di un'esperienza decennale attiva nel terzo settore cittadino, Cruciani accende i riflettori sulla gestione della Fondazione Arezzo Comunità.

“Arezzo Comunità– spiega Cruciani – è stata un'ottima intuizione, nata per riunire e aiutare le realtà associative del territorio, affiancandosi al lavoro del Cesvot”. Tuttavia, il capolista di Azione evidenzia un forte limite strutturale e organizzativo che frena la vera missione dell'ente. “Oggi la Fondazione rischia di essere un'occasione a metà, essendosi arroccata su se stessa. Analizzando i dati di bilancio, parliamo di un ente da circa 200.000 euro, sostenuto per circa il 60% dagli introiti comunali. Il vero cortocircuito organizzativo è che al suo interno vi è una sola figura di personale dipendente. Con queste risorse umane è inevitabile che l'ente fatichi ad andare fisicamente sul territorio per allargare la platea, mappare le piccole realtà e coinvolgerle.”.

La visione di Azione punta a ribaltare questo schema burocratico. “Comprendo le difficoltà economiche nell'assumere nuovo personale, considerato che aumenterebbero i costi di gestione di una fondazione già complessa da mantenere – conclude l'architetto –. Ma qui deve esserci un cambio di passo da parte del Comune. Dobbiamo sbloccare la città”.

Cruciani richiama inoltre l’attenzione su un tema di metodo istituzionale particolarmente delicato: il recente rinnovo di alcune figure dirigenziali e di vertice in scadenza all’interno degli enti partecipati e delle strutture collegate all’amministrazione comunale.

“Nel pieno rispetto delle prerogative dell’attuale amministrazione, riteniamo che su incarichi strategici serva maggiore attenzione a tempi e modalità, evitando scelte che limitino l’azione della futura amministrazione. Le istituzioni devono garantire continuità, certo, ma anche lasciare margini di valutazione a chi sarà chiamato dai cittadini a governare la città nei prossimi anni.”

Per Azione, il tema non è mettere in discussione le persone, ma riaffermare un principio di buona amministrazione. “Serve più trasparenza e meno logiche di chiusura: Arezzo ha bisogno di strutture dinamiche, capaci di sostenere una nuova visione di città.”

Redazione
© Riproduzione riservata
07/05/2026 06:25:29


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