Atto vandalico nella notte a Sansepolcro, imbrattati i luoghi delle istituzioni

Presa di mira l'Unione dei Comuni della Valtiberina, la scuola De Amicis e il San Bartolomeo
Pesante atto di vandalismo nella notte ha colpito il centro storico di Sansepolcro. Presi di mira luoghi delle istituzioni come la scuola primaria De Amicis, il liceo San Bartolomeo e la sede dell’Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana. Scritte effettuate con una vernice rosse, con chiari riferimenti e simboli alla questione della “famiglia del bosco” di Caprese Michelangelo; gli stessi già visti nella protesta di Vasto. Un gruppo organizzato che dapprima ha oscurato le telecamere della zona, per poi effettuare il danneggiamento con riferimento anche alla legge Lorenzin. Sulla questione stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Sansepolcro. Si registra subito la posizione di Laura Chieli, esponente di Fratelli d’Italia. “Una protesta contro le decisioni prese per i bambini del bosco e di Caprese davvero deprecabile che anziché far bene ad una giusta causa le procura solo danni. L’ennesima strumentalizzazione per dar contro allo Stato. Proprio quello Stato che è sceso in difesa dei bambini tolti alle famiglie. Per i nostri bambini vedere la propria scuola ridotta così è un messaggio terribile”. A cui si aggiunge quella del Partito Democratico. "Quello che è accaduto questa mattina agli edifici scolastici e alle sedi istituzionali è un gesto grave, violento e inaccettabile. La condanna deve essere netta, senza ambiguità. Imbrattare luoghi pubblici, simboli della comunità e dell’educazione, non è protesta: è solo un atto che danneggia tutti. Auspichiamo che i responsabili vengano individuati rapidamente. Esprimiamo piena solidarietà a chi lavora ogni giorno con serietà nelle istituzioni, nella scuola e nei servizi pubblici, e che da mesi è esposto a una pressione crescente e spesso ingiustificata. Un pensiero particolare va a tutti quei professionisti, assistenti sociali e personale dell’Unione dei Comuni che, per un normale stipendio e con senso di appartenenza, svolgono il proprio lavoro con dedizione, e che per un lungo periodo sono state esposte alla gogna pubblica senza ricevere un’adeguata difesa e sostegno da parte delle istituzioni. Allo stesso tempo, è necessario aprire una riflessione. Negli ultimi mesi, su temi delicati e complessi, si è assistito a una narrazione pubblica spesso unilaterale, alimentata anche da una parte della politica in modo duro e semplificatorio. Oggi gli stessi che hanno contribuito a esasperare il clima prendono le distanze. Le parole hanno un peso. Quando si alimenta lo scontro, si rischia di legittimare derive che nulla hanno a che fare con il confronto democratico. Questa vicenda deve ricordarci una cosa semplice: le questioni complesse non hanno bisogno di essere trasformate in scontri ideologici o in “caccia ai colpevoli”, ma di responsabilità, equilibrio e cura. Condannare è doveroso. Riflettere è indispensabile".

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