Sisma devastante in Myanmar: 144 morti accertati e 732 feriti, ma si temono migliaia di vittime

La prima scossa di magnitudo 7.7, poi una seconda di 6.4 pochi minuti dopo
Era pieno giorno, poco prima dell'una di pomeriggio, quando la terra ha tremato una prima volta. Il boato, la polvere, le urla sono stati seguiti solo di pochi minuti da un secondo potente terremoto. Le scosse di magnitudo 7.7 e 6.4 hanno colpito il centro del Myanmar, con epicentro a 16 km a nordovest della città di Saigang, lungo l'omonima faglia che attraversa il Paese da nord a sud, e a soli 10 km di profondità. E si sono propagate per migliaia di chilometri, raggiungendo la vicina Thailandia, la Cina, fino al Laos e al Vietnam. Il bilancio, del tutto provvisorio, parla di quasi 150 morti in Myanmar e di almeno 9 vittime a Bangkok, dove è crollato un grattacielo di 30 piani ancora in costruzione, seppellendo decine di operai. Si contano poi centinaia di feriti e un numero ancora incalcolabile di dispersi sotto le macerie o, nella migliore delle ipotesi, irraggiungibili a causa dell'interruzione delle comunicazioni: si teme che col passare delle ore i morti possano essere migliaia.
Attivato il sistema Oms di gestione delle emergenze
A dare l'idea dell'immane catastrofe è stato l'inusuale appello all'aiuto internazionale lanciato dalla giunta militare birmana, isolata dal colpo di stato del 2021. Il premier e capo della giunta, Min Aung Hlaing, ha invitato "qualunque Paese, qualunque organizzazione" ad accorrere, assicurando di aver "aperto tutte le vie agli aiuti stranieri". E ha ricevuto l'immediata disponibilità dell'India, dell'Unione europea e degli Stati Uniti di Donald Trump, mentre l'Oms ha annunciato di aver attivato il suo sistema di gestione delle emergenze. Il Papa si è detto "addolorato per la perdita di vite".
I morti accertati nell'ospedale sono 96
"In alcune zone sono crollati dei palazzi", ha detto Min Aung Hlaing in visita a un ospedale della capitale Naypyidaw dove i morti accertati sono al momento 96. Qui i feriti sono arrivati "in massa" ma l'ingresso del pronto soccorso è crollato e l'intero edificio ha subito pesanti danni, costringendo il personale sanitario a prendere in carico centinaia di persone all'esterno. "Non ho mai visto nulla del genere, tentiamo di gestire la situazione", ha detto un medico all'Afp. Si tratta infatti della scossa più forte nel Paese dal 1946 e, secondo l'Ingv, è stata 300 volte più potente di quella che devastò Amatrice nel 2016.
Stato di emergenza in sei delle sette regioni del Paese
La giunta ha quindi dichiarato lo stato d'emergenza in sei delle sette regioni del Paese (Sagaing, Mandalay, Magway, nel nordest dello le nord-est dello Stato Shan, Naypyidaw e Bago). Anche a Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar e a pochi chilometri dall'epicentro, sono crollati diversi palazzi, compresi un ospedale e un hotel, ma "il dramma è che i soccorsi scarseggiano o sono del tutto assenti" a causa della guerra civile in corso, ha detto una fonte cattolica locale all'agenzia Fides. Ovunque il manto stradale è divelto, la principale autostrada, vicina a Mandalay, è interrotta, alcuni ponti sono crollati, come quello di Sagaing. A Taungoo, a sud di Naypyidaw, una ventina di bambini sono rimasti intrappolati sotto le macerie di una scuola: secondo una testata locale, Eleven Media Group, cinque di loro sarebbero stati estratti senza vita.
Drammatica la situazione anche nella vicina Thailandia
Il premier Paetongtarn Shinawatra ha interrotto una visita ufficiale nell'isola di Phuket per tenere una "riunione urgente" e ha dichiarato lo stato di emergenza. Almeno 9 persone sono morte a Bangkok, mentre si ritiene che siano 110 quelle intrappolate sotto le macerie del grattacielo in costruzione dove erano al lavoro 409 operai: i soccorritori sono al lavoro per cercarli anche con l'aiuto di droni e cani. In città sono stati sospesi i servizi di metropolitana.
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