Constellation, spunta l'ombra del riciclaggio dei Moretti

Il racconto del buttafuori. In un nuovo video il dj prova a spegnere le fiamme
L’ipotesi di riciclaggio di denaro si fa sempre più concreta nell’inchiesta sul rogo al Le Constellation, che ha provocato 41 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Gli inquirenti svizzeri stanno cercando di chiarire i movimenti finanziari delle società di Jacques Moretti e Jessica Maric, rivelando presunte anomalie societarie che potrebbero celare reati a monte. “Le principali criticità potrebbero portare a reati legati al riciclaggio, cattiva gestione, falsificazione di documenti, frode assicurativa e gravi reati fiscali. Potrebbero inoltre essere stati commessi reati che comportano la percezione illegale di prestazioni previdenziali o assistenziali”, si legge nell’informativa della polizia federale.
Collegamenti con la criminalità corsa?
Gli investigatori evidenziano anche un possibile legame con la criminalità corsa. “Le organizzazioni corse investono spesso nel settore dello svago, come bar, ristoranti e casinò. Jacques Moretti è attivo in questo settore in Francia e Svizzera da anni”, si legge nelle carte.
Lo schema Ponzi della coppia Moretti
La gestione dei Moretti viene accostata a uno schema Ponzi. L’impero della coppia, basato su prestiti ottenuti presumibilmente in modo indebito, cresceva mostrando un successo commerciale fittizio. Nel Le Constellation, così come in altri locali a Crans-Montana e Lens, i debiti ipotecari aumentavano mentre all’esterno si ostentavano auto di lusso in leasing.
Il racconto del buttafuori
Il verbale di Predrag Jankovic, uno dei buttafuori presenti quella notte, descrive una situazione drammatica: né lui né il collega deceduto avevano ricevuto una formazione adeguata come addetti alla sicurezza. Jankovic racconta anche di aver chiesto aiuto a un agente di polizia per una ragazza priva di sensi, la cui pelle e vestiti si erano sciolti per via delle fiamme, ma l’agente avrebbe risposto: “Non sono qui per questo”.
Formazione assente e carenze strutturali
Jankovic ha lavorato senza attrezzatura adeguata, “avevo solo una torcia. Non avevo nient’altro”. Il collega deceduto era nelle stesse condizioni. Il bodyguard racconta di aver visto discussioni tra Jessica Moretti, il “figlioccio” dei coniugi Jean-Marc Gabrielli, e la cameriera Cyane Panine, morta nel rogo, sul controllo delle uscite, con una sola porta disponibile per impedire l’accesso da altri punti.
La tragedia tra fumo e fiamme
Nel verbale emerge l’orrore vissuto: “Ho ricevuto una scarica di fumo in faccia, sono caduto dalle scale, calpestato. Guardavo la morte avvicinarsi. Ho visto ragazze morire davanti ai miei occhi. Sono immagini che rimangono impresse”, racconta Jankovic. L’uomo ricorda anche un episodio con le forze dell’ordine: “Un agente mi ha ordinato di andare al 1900, mi sono rifiutato. Mi ha preso i documenti. Ho visto una giovane nuda, priva di sensi, chiedere aiuto, ma mi hanno ignorato”.
Spunta un nuovo video
Il dj prova a spegnere le fiamme, morirà nell'incendio. Nelle immagini dei sistema di videosorveglianza si vede un ragazzo seduto su uno sgabello davanti all’uscita di sicurezza e il dj che lascia la consolle corre a prendere l'estintore mentre il fumo tossico non gli lascia scampo. Cinque nuovi indagati, tra loro anche il sindaco di Crans-Montana.

Commenta per primo.