Per il raid usato il drone bestia "Kandahar". I black out tattici e l'isolamento del dittatore

Emersi nuovi dettagli sul blitz che ha sconvolto Caracas
Gli ultimi dettagli del blitz che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro somigliano sempre più a una sceneggiatura da thriller di fantascienza. Secondo fonti militari statunitensi e ricostruzioni di intelligence raccolte nelle ultime ore da Il Giornale, l'operazione non si è infatti limitata a un attacco a sorpresa delle forze Delta Force ma la vera star del raid è stato un drone di ultima generazione, ribattezzato "Kandahar". Si tratta di un velivolo senza pilota dotato di intelligenza artificiale capace di operare in ambienti urbani densi e ostili, con sensori ottici e infrarossi di altissima precisione. È stato questo drone, sorvolando Caracas nelle ore precedenti il blitz, a monitorare i movimenti, intercettare le comunicazioni critiche e a fornire alle unità d'assalto una mappatura in tempo reale delle postazioni di sicurezza fedeli a Maduro. Il piano prevedeva anche blocchi di comunicazione selettivi che hanno isolato i contatti del presidente venezuelano, mentre le squadre Delta si sono calate in tre punti chiave della capitale con zero fuoriuscite di informazioni grazie a micro-comunicazioni criptate generate in loco dallo stesso Kandahar. Quando le truppe speciali hanno raggiunto il Palazzo di Miraflores, la resistenza è stata minima e i guardiani cubani dell'ultimo cerchio di protezione sono stati disorientati da blackout tattici e dalla perdita improvvisa di comando e controllo.
I retroscena raccontano di un Maduro sorpreso in pigiama ed "estratto" in appena 47 secondi dalla camera da letto insieme alla moglie, la "prima combattente", Cilia Flores. Secondo il ministro della difesa Padrino Lopez la squadra che proteggeva Maduro è stata uccisa a sangue freddo. Media indipendenti hanno pubblicato la lista delle 18 vittime venezuelane mentre per il New York Times, che forse tiene conto dei cubani, sarebbero addirittura 80.
Il Pentagono si prepara, adesso a nuove missioni in Venezuela, come paventato da Trump, che potrebbero riguardare altri pezzi grossi del regime, a cominciare dai fratelli Rodríguez, la presidente "ad interim" Delcy e, suo fratello, Jorge.

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