Inaugurata al Campus di Umbertide la mostra dedicata alle 21 elette nell’Assemblea costituente

La consigliera Pasquino: “Teniamo alto il loro insegnamento”
Sollecitare negli studenti la riflessione, sempre attuale, sull’evoluzione del concetto di pari opportunità, partendo da un evento storico spesso non adeguatamente trattato nei testi scolastici.
Questo si propone di fare “Le madri costituenti”, mostra itinerante dell’Associazione Toponomastica Femminile, che oggi è stata inaugurata al Campus Leonardo da Vinci di Umbertide Presenti alla presenza dei rappresentanti di classe e di istituto.
Promossa dalla Sezione di Umbertide dell’Anpi con il patrocinio anche della Provincia di Perugia, è dedicata ad ogni eletta nell’Assemblea Costituente che il 2 giugno 1946 ha segnato una nuova, storica pagina dell’Italia repubblicana.
“In questo 2025, in cui ricorrono gli 80 anni dalla liberazione dal regime nazifascista – come spiegato dal presidente dell’Anpi di Umbertide Arnaldo Pucci - in collaborazione con il sindacato SPI CGIL e l’associazione Toponomastica femminile, abbiamo ritenuto importante proporre all’attenzione degli insegnanti e degli studenti del nostro istituto superiore la mostra dedicata alle “21 Madri costituenti”. L’auspicio è che siano soprattutto le nuove generazioni e gli studenti a vederla, perché il passato e la memoria sono preziosi e imprescindibili per vivere il presente e proiettarsi nel futuro con consapevolezza e responsabilità. Resistenza, Costituzione e antifascismo sono i nostri pilastri”.
In apertura di incontro la vicedirigente Orietta Sonaglia ha ricordato come il Campus abbia immediatamente accolto con favore la mostra che rappresenta un’altra importanza occasione di crescita.
“Siamo certi - ha sostenuto la coordinatrice Donne Spi Cgil Alto Tevere Giuseppina Gianfranceschi - che questa mostra fornirà agli studenti le conoscenze di cui fare tesoro. E’ necessario rendere un doveroso riconoscimento a queste poche, ma tenaci e determinanti donne. E’ per noi un dovere e onore ricordare questo piccolo gruppo che ha però fatto la differenza nell’affermazione di alcuni diritti fondamentali nel Novecento. Oggi vogliamo farvi un dono – ha detto rivolgendosi ai ragazzi presenti -: ci piace pensare che questo lo possiate a vostra volta trasferire alle future generazioni perché ci sta a cuore creare un dialogo tra generazioni diverse”.
Il professore di diritto Marco Marcucci ha fatto notare come sia soprattutto nell’articolo 3 della Costituzione che si vede la mano delle donne. “In particolare – ha fatto notare - Teresa Mattei fu combattiva sul porre l’accento sull’uguaglianza sostanziale dei sessi. E questo ci consente di dare un senso a questo concetto che ha sempre bisogno di essere attualizzato”.
“Siamo chiamati a essere resistenti tutti i giorni”, sono state le parole della consigliera provinciale delegata Francesca Pasquino. “Le donne spesso sono state dimenticate o comunque poco conosciute – ha poi sostenuto -. La toponomastica femminile, così come il linguaggio di genere, è solo uno strumento, ma di grande aiuto, per colmare il vuoto culturale che ha confinato le donne al margine delle narrazioni storiche. La strada è ancora molto lunga, tortuosa, in salita e piena di ostacoli. A volte si ha la sensazione di indietreggiare soprattutto rispetto al principio dell’autodeterminazione, per cui si sono battute le madri costituenti: da qui l’importanza di iniziative come questa”. “Il principio di parità di genere stenta ancora a decollare – ha poi aggiunto – come avviene sul lavoro se si considera che l’Italia è al 28°, ovvero ultimo posto in Europa. Bisogna dunque tenere alto l’insegnamento datoci dalle nostre madri costituenti che capirono che era fondamentale costruire una rete e rimanere insieme”. Pasquino ha quindi ricordato come la Provincia di Perugia porti avanti molteplici progettualità in questo ambito con le scuole, come il progetto sulle nostre partigiane giunto alla seconda annualità.
La genesi e il significato della mostra è stato infine illustrato da Paola Spinelli, referente Associazione Toponomastica femminile. “Questo è il posto giusto per questa mostra la cui idea è nata proprio in un contesto scolastico – ha sostenuto -. Abbiamo rilevato che in tutta Italia alle donne è dedicato appena il 3% delle strade. Le donne subiscono l’invisibilità”.
LA MOSTRA
La mostra sarà disponibile i primi 15 giorni del mese di aprile 2025. E’ articolata con dei pannelli, uno introduttivo e poi gli altri dedicati ad ogni eletta nell’Assemblea Costituente che il 2 giugno 1946 ha segnato una nuova, storica pagina dell’Italia repubblicana uscita dall’incubo del fascismo e chiamata a fare risorgere il Paese dopo le macerie, l’orrore e il buio della Seconda Guerra Mondiale.
Una ricca galleria fotografica corredata da esaustive note biografiche permetterà di rendere un doveroso e significativo omaggio a donne protagoniste della nostra Storia che meritano di essere ricordate, per il ruolo ricoperto e per lo straordinario esempio.
Sono le madri della nostra Repubblica, le 21 donne elette tra 566 componenti dell’Assemblea Costituente che hanno partecipato alla elaborazione della Costituzione regalandoci tutti quei principi di uguaglianza che oggi diamo quasi per scontati.
La mostra delle Madri Costituenti, rientrando a pieno titolo nell’insegnamento di Educazione civica, vuole contribuire a far conoscere ed a formare nelle nuove generazioni la coscienza di quale sia stato il fondamentale contributo delle donne, alla stesura ed all’approvazione della nostra Costituzione ed allo sviluppo della società italiana.
Con questa mostra, in collaborazione con Toponomastica femminile, creatrice della documentazione esposta, si intende fornire agli studenti delle scuole superiori un contributo autorevole all’analisi di un evento epocale, dal voto alle donne all’elezione di 21 deputate nell’Assemblea Costituente. Pur trattandosi di una minoranza, grazie alla loro preparazione e soprattutto alla loro determinazione a voler contare nella società, seppero dare un contributo importante alla discussione su temi chiave per il futuro del nostro paese: uguaglianza, parità di genere, diritti e tutele in tema d’istruzione, famiglia e lavoro.
Raggiunsero l’obiettivo di scrivere nella Costituzione della Repubblica Italiana che donne e uomini hanno pari dignità e diritti in ogni campo della vita, dando per prima voce a quello che è il principio della democrazia paritaria sancito nell’art. 3 della stessa Carta Costituzionale.
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