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Cancro al seno, dispositivo per la pressoterapia donato al Centro Ambulatoriale del San Donato

Permetterà alle donne sottoposte ad intervento un percorso di riabilitazione più veloce

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Un dispositivo da impiegare nel percorso di riabilitazione post-operatoria delle donne operate per cancro al seno. È quello che Calcit Arezzo ha donato al Centro Ambulatoriale di Riabilitazione Funzionale del San Donato di Arezzo insieme a quattro cyclette che sono state distribuite fra l’ospedale della città e le sedi di Monte San Savino e di Subbiano per un valore complessivo di 12 mila euro.

La presentazione del dispositivo di pressoterapia, stamani, nell’Auditorium dell’Ospedale di Arezzo alla presenza di Assunta De Luca, Direttrice Sanitaria Asl Toscana Sud Est, Barbara Innocenti, Direttrice Presidio ospedaliero, Emiliano Ceccherini, Direttore UOP Riabilitazione Funzionale Arezzo Dip. Prof.Tecn.San.della Riabilitazione e della Prevenzione, Stefania Bazzanti Coordinatrice Riabilitazione Arezzo e di Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit Arezzo.

Il dispositivo di pressoterapia viene impiegato nel percorso post operatorio delle donne sottoposte ad intervento chirurgico al seno per asportazione di carcinoma, ed è utile a rendere più efficace il linfodrenaggio manuale al quale viene associato l’impiego del dispositivo.

Il percorso terapeutico, per il trattamento del linfedema che può formarsi a seguito di intervento chirurgico, prevede una valutazione d’equipe con il medico specialista cui segue quella funzionale iniziale durante la quale le fisioterapiste raccolgono tutti quei dati utili per la stesura di un primo piano di valutazione e degli obiettivi da raggiungere, propedeutici all’elaborazione di un programma riabilitativo. Le sedute di linfodrenaggio si articolano in tre step: linfodrenaggio manuale, pressoterapia e infine bendaggio multistrato.

«Le donne al termine delle sedute previste dal programma riabilitativo vengono sottoposte ad una valutazione finale per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati – spiega Antonella Lorenzoni, Direttrice Area Dipartimentale Professioni sanitarie e della riabilitazione -. Successivamente vengono indirizzate verso l’Afa (attività fisica adattata) con sedute in piscina: l’attività in acqua, favorendo un linfodrenaggio naturale, è infatti un ottimo aiuto in questi casi, permettendo di stabilizzare i risultati raggiunti».

Nel 2023 le fisioterapiste della Riabilitazione Funzionale di Arezzo, diretta dal dott. Emiliano Ceccherini, hanno effettuato consulenze nel reparto per acuti di chirurgia su 70 donne operate al seno e 25 sono quelle che sono state prese in carico con percorso riabilitativo ambulatoriale.

«Il lavoro svolto dai fisioterapisti del nostro Centro di Riabilitazione funzionale è molto importante per le donne che sono state operate al seno – dichiara Assunta De Luca, Direttrice Sanitaria Asl Toscana Sud Est –. Il dispositivo donato da Calcit è un contributo importante che consente di erogare prestazioni riabilitative più efficaci, a vantaggio delle pazienti ma anche dei fisioterapisti che le hanno in cura. Non dobbiamo dimenticare che un intervento per l’asportazione di carcinoma al seno per una donna è sempre un evento traumatico a causa di una modifica che il proprio corpo è costretto a subire. Garantire un percorso di riabilitazione che le aiuti ad eliminare gli effetti collaterali dell’intervento è importantissimo. Per questo ringrazio Calcit e il suo presidente Giancarlo Sassoli per l’attenzione che rivolge costantemente al nostro ospedale con l’obiettivo di migliorare i percorsi di cura dei pazienti e il lavoro dei nostri operatori sanitari».

«Quella di Calcit è la prima donazione che l’associazione ha fatto al nostro Centro – dichiara il dr. Emiliano Ceccherini –. L’augurio è che sia la prima di tante altre. La nostra è una realtà poco conosciuta e ringrazio Calcit e il presidente Sassoli per l’attenzione che ha rivolto al Centro di Riabilitazione».

«Il Dr. Emiliano Ceccherini, qualche tempo fa, ci ha richiesto una serie di strumenti per migliorare la dotazione tecnologica del centro ambulatoriale della riabilitazione ospedaliera – spiega Giancarlo Sassoli -. È stata data priorità all'acquisto dello strumento di pressoterapia destinato alle donne operate al seno ed a 4 cyclette. La riabilitazione è parte integrante del percorso terapeutico per trattare gli effetti collaterali delle terapie, riteniamo quindi questa donazione un primo passo per fare del centro ambulatoriale di riabilitazione un punto di riferimento importante del percorso oncologico».

«A questa donazione – conclude Sassoli - hanno dato un importantissimo contributo: Donne Divus x le donne del quartiere di Porta Sant'Andrea, Rotary Arezzo Est, Innerwheel Club Arezzo Toscana Europea, AMMI Arezzo (Associazione mogli medici) ed i sigg. Carla Del Pia e Mauro Baini e hanno, inoltre, collaborato attivamente il gruppo femminile, il Gruppo Mani&cuore e collaboratori Calcit».

I numeri dell'UOP Riabilitazione Funzionale di Arezzo

Sono 39 gli operatori della Riabilitazione in servizio al Centro Ambulatoriale di Riabilitazione Funzionale di Arezzo di cui una podologa, 2 logopediste e 36 fisioterapisti di cui 4 sono distaccati fra Monte San Savino e Subbiano. Molti gli ambiti della medicina nei quali sono richieste le loro consulenze/prestazioni: Fisioterapia delle disfunzioni respiratorie, del pavimento pelvico, delle disfunzioni muscolo scheletriche in ambito ortopedico e della temporo-mandibolare, delle disfunzioni neuro-motorie post stroke o conseguenti a traumi o a patologie cronico degenerative, in ambito geriatrico, reumatologico, chirurgico, delle malattie infettive, ematologiche. A questi si aggiungono le consulenze delle Logopediste per le disfunzioni della deglutizione, i disturbi cognitivi e del linguaggio.

Nel 2023 gli operatori della Riabilitazione della UOP Riabilitazione Funzionale di Arezzo hanno preso in carico oltre 5000 utenti ricoverati nel PO San Donato con le consulenze nei reparti per acuti e della Riabilitazione Intensiva Ospedaliera. Nel 2023 nei centri ambulatoriali di Riabilitazione di Arezzo, Monte San Savino e Subbiano sono stati curati circa 2 mila utenti tra pazienti ambulatoriali, domiciliari e in ADI (assistenza domiciliare integrata) a cui vanno aggiunte 1034 valutazioni funzionali per l'invio degli utenti agli 86 Corsi Afa (Attività fisica Adattata) presenti sul territorio della distretto aretino.

Redazione
© Riproduzione riservata
23/02/2024 20:56:10


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