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Mondo Politica: intervista a Lucia De Robertis consigliere in Regione Toscana

"Il Pd deve cambiare la linea politica in chiave meno ideologica e più pragmatica"

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Da un consigliere regionale umbro a uno della Regione Toscana, da un esponente del centrodestra a una del centrosinistra: l’aretina Lucia De Robertis del Partito Democratico commenta l’esito delle recenti amministrative e del ballottaggio, riconoscendo gli errori che hanno portato alla sconfitta.

De Robertis, al di là delle singole situazioni, che cosa non ha funzionato all’interno del centrosinistra?

“Ovviamente, faccio riferimento alle città principali, che al centrosinistra non hanno assegnato il ruolo di coalizione in grado di risolvere i loro problemi, vuoi perché probabilmente la scelta dei candidati non ha pagato nei grandi centri, vuoi perché vi è stata frammentazione nel nostro schieramento. Vi sono difficoltà nei contatti con i cittadini, né è riuscito a far presa il corso imposto dal nuovo segretario nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, come dimostra il 50% di assenteismo da parte del Paese, che non si è mosso per andare a votare. Vuol dire che il messaggio non è stato efficace e questo impone un cambiamento della nostra linea politica in chiave meno ideologica e più pragmatica: oggi, le corde dell’elettorato non si toccano più con gli slogan ideologici, perché c’è gente che stenta ad arrivare in fondo al mese. Per diventare credibili agli occhi di chi deve votare, bisogna affrontare temi quali il lavoro per il figlio, il salvataggio delle aziende, il cuneo fiscale e il salario minimo. Invece, abbiamo affrontato argomenti più astratti o comunque non prioritari: tanto per fare un esempio, se Fabio Fazio va via dalla Rai, vorrà dire che lo vedremo sull’8, ma non si può farne una questione politica solo per arrivare alla conclusione che si vuol monopolizzare la tv di Stato”.

È il caso di rinnovare la fiducia a Elly Schlein?

“Io non l’ho votata, però la maggioranza dei cittadini lo ha fatto, anche se siamo davanti a un’anomalia assoluta, perché le primarie debbono avere una regola più logica e non essere riservate a tutti, specie quando la volontà degli aderenti al partito (gli unici titolati a votare) si orienta da un’altra parte. Ma mi attengo comunque alle regole in vigore: dico allora che la Schlein non ha colpe, ma che da ora in poi non ha più nemmeno alibi. D’altronde, c’è soltanto da tre mesi e si trovata alleanze e candidature già fatte; d’ora in poi dovrà però stare al pezzo e fare da contraltare ai provvedimenti del governo. Peraltro, la virata a sinistra del partito, tanto sbandierata a suo tempo, mi sembra che per ora si sia limitata a qualche frase dei nostalgici; tengo a precisare che esiste una componente di centro che è patrimonio del partito e soltanto recuperandola si può pensare di governare, altrimenti si fa soltanto un regalo a Matteo Renzi”.

È recente la presa di posizione da parte sua e del collega Vincenzo Ceccarelli, anche lui consigliere regionale, in tema di sanità e relativamente ai tagli del governo; c’è il serio rischio che di questi passi, senza fondi, il sistema possa andare in seria crisi?

“Assolutamente sì. Bisogna tenere in piedi un sistema che dal punto di vista organizzativo può migliorare, ma che da quello dei contenuti qualitativi non regge se il governo continua a tagliare i trasferimenti alle Regioni e se non ci vengono restituiti i fondi del Covid. Si va avanti a forza di artifici, pur di venire incontro alle varie esigenze: senza soldi la situazione diverrà insostenibile, anche se mi rendo conto che i fondi si debbano a volte spendere meglio, ma con i trasferimenti di ora il sistema diviene più complicato, perché non ci permette di investire sulle tecnologie e sulle professionalità”.

Diga di Montedoglio: cosa si può fare per venire incontro alle richieste della Valtiberina?

“Permettetemi una battuta che ho fatto l’altra sera a cena: dobbiamo ancora una volta ringraziare Amintore Fanfani. Montedoglio è una grande risorsa per la Valtiberina e per il nostro territorio più in generale e, visti i fenomeni atmosferici con i prolungati periodi di siccità, si è rivelato una sorta di saggio intervento preventivo. La Valtiberina ha scelto di avere Montedoglio e allora credo che debba avere le sue giuste ricadute. Bisogna però che tutti i soggetti interessati (enti e istituzioni) si siedano al tavolo per fare in modo che la bolletta per gli utenti diventi più leggera, a compensazione del disagio sopportato con il sacrificio di un pezzo di territorio. Non ci si può limitare alla mitigazione del pericolo”.   

Redazione
© Riproduzione riservata
01/06/2023 10:54:52


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