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Tensione Turchia-Usa sul supporto americano a Ypg

“Che fine hanno fatto gli F-35, per cui abbiamo versato 1,4 miliardi di dollari?”

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, è tornato a criticare duramente gli Usa per il supporto all’organizzazione indipendentista curdo siriana Ypg e ha dichiarato che aspetta di parlarne faccia a faccia con il presidente americano Joe Biden, con il quale è in programma un incontro a Roma, in occasione del prossimo G20. «Cosa faranno gli americani in Siria e il loro sostegno a Ypg-Pkk? Ne parleremo direttamente. Tratteremo tutti gli argomenti, relazioni militari, politiche, economiche e commerciali. Ad esempio gli F-35, per cui abbiamo versato 1,4 miliardi di dollari che non sappiamo che fine abbiano fatto», ha detto il presidente di rientro da un incontro a Sochi con il collega russo Vladimir Putin. Il presidente turco ha criticato duramente, dunque, il coordinatore militare americano in Siria, Brett McGurk: «Cammina mano nella mano con dei terroristi». E poi ha ribadito: «Nessun passo indietro sugli S-400 – econdo Washington incompatibili con i sistemi Nato – Il processo di installazione va avanti, passi indietro non sono neanche in discussione». Erdogan ha infine rimarcato le «eccellenti relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi» sottolineando che la collaborazione nell’industria della Difesa sarà estesa a sottomarini e aeroplani: «Abbiamo avuto l’opportunità di parlare della costruzione di velivoli, imbarcazioni e sottomarini, ne abbiamo discusso nei dettagli una futura collaborazione e dei prossimi passi da compiere». E ha anche parlato della possibilità che la compagnia russa Rosatom costruisca altri due impianti nucleari oltre a quello già in costruzione ad Akkuyu, sulla costa mediterranea della Turchia.

Il ruolo della Turchia sul cambiamento climatico
Ankara «assumerà un ruolo guida nella lotta al cambiamento climatico a livello globale» che rappresenta una «realtà con cui milioni di persone dovranno confrontarsi sempre di più nei prossimi anni», ha promesso ancora Erdogan. La Turchia era rimasta tra i pochi Paesi firmatari del documento a non averlo ancora ratificato, insieme a Eritrea, Iran, Iraq, Libia e Yemen.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
01/10/2021 14:05:00


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