La Valdichiana chiede più acqua dalla diga di Montedoglio

Tutti vogliono l'acqua dell'invaso della Valtiberina
In aiuto del lago Trasimeno arriva anche Valfabbrica perché l’acqua di Montedoglio non basta più. L’enorme quantità d’acqua che serve al Trasimeno non può trovare soddisfazione nella diga di Montedoglio ed è necessario sopperire con l’allaccio a un secondo invaso artificiale. Anche perché l’idea di immettere direttamente l’acqua dalla diga della Valtiberina, provocherebbe una crescente pressione politica sull’utilizzo di quell’invaso, fortemente orientato all’uso idropotabile e irriguo, sia della Toscana che dell’Umbria. Gravano infatti su Montedoglio gli acquedotti di Arezzo, Perugia Nord, Umbertide e altre aree dell’Alta Umbria; ma anche l’irrigazione del Trasimeno e in prospettiva – con il nuovo potabilizzatore di Tuoro – il sistema acquedottistico dei comuni della fascia settentrionale del lago. Le prese d’acqua dalla diga toscana per gli impianti irrigui, che verranno ulteriormente potenziati, riguardano pure la Valdichiana e Castiglion Fiorentino. La diga è quindi ormai “assegnata” a funzioni idropotabili e irrigue. Difficilmente le autorità preposte consentiranno in futuro i milioni di metri cubi di immissioni che sarebbero necessarie a stabilizzare il livello del Trasimeno. Su tutto questo una domanda sorge spontanea: quali ritorni economici ci sono per i territori dove sorge questo enorme invaso?

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