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Mondo Politica: intervista a Sofia Cangi assessore al Comune di Pieve Santo Stefano

Di professione farmacista è titolare delle deleghe a sociale e “bottega della salute”

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È la più giovane componente della squadra di giunta a Pieve Santo Stefano. Sofia Cangi, di professione farmacista, ha 27 anni e dal 2019 è titolare delle deleghe a sociale e “bottega della salute” nella squadra del sindaco Claudio Marcelli, che provvede con attenzione anche a garantirsi il ricambio generazionale.

Assessore Cangi, qual era stata la sua impressione non appena il sindaco Claudio Marcelli Le aveva comunicato che sarebbe diventata assessore?

“Se devo essere sincera, dissi fra me e me: ma proprio io? A istinto, avrei voluto rispondere che non sarei stata capace perché ovviamente era un qualcosa di assolutamente inedito, ma poi il sindaco mi ha spiegato che non sarei rimasta sola. Anzi, sono entrata in un gruppo consolidato che ti sa indirizzare bene e che ti appoggia su ogni idea che hai. Ti sa dare inoltre il giusto consiglio, trattandosi di un’esperienza nuova, anche per le implicazioni burocratiche che ci sono”.

Lei si occupa anche delle “botteghe della salute”: di che cosa si tratta?

“Di un bellissimo progetto, che però in questo ultimo anno non è continuato, in quanto l’inizio della pandemia lo ha fatto slittare. Eravamo partiti nel 2019, aderendo al progetto triennale da attuare attraverso il servizio civile. Si tratta di una iniziativa molto bella e utile per una piccola comunità, che vive in un contesto geografico e territoriale abbastanza grande e con frazioni che, essendo distanti alcuni chilometri del capoluogo, hanno qualche difficoltà in più a livello di servizi. In questo caso, le “botteghe della salute” fungono da secondo municipio e da cup, poiché garantiscono il servizio nelle zone più defilate e disagiate. Spero allora che il progetto possa ripartire quanto prima”.

La sua materia di competenza è il sociale. Quale peso riveste in un Comune come quello di Pieve Santo Stefano?

“Sto facendo una conoscenza sempre maggiore con questo ambito e anche la mia professione mi aiuta. E allora, per esempio, un progetto avrebbe potuto essere organizzato per i ragazzi e per aiutare le famiglie in difficoltà con il lavoro, oppure per attivare corsi riservati anche agli adulti, concernenti la lingua italiana e l’uso degli strumento tecnologici. Anche con gli altri assessorati, stiamo in contatto per capire quali siano le esigenze del momento, vedi lo sport per i giovani e l’organizzazione di iniziative varie come l’ultimo giorno di scuola con i ragazzi rimasti forzatamente lontano dalle aule. A livello di sociale, mi occupo poi di buoni mensa e trasporto scolastico: a volte ci sono da valutare le richieste di esoneri, ma per fortuna a Pieve Santo Stefano non vi sono casi particolari, perché è un paese nel quale l’indice di occupazione è alto”.

Obiettivi per il 2021?

“Continuare a prestare attenzione alle famiglie e ai loro problemi (qualora vi fossero), perché il lavoro nell’ambito del sociale potrebbe essere d’ora in poi condizionato dagli effetti economici della pandemia, quindi dobbiamo farci trovare pronti le eventuali criticità che si dovessero manifestare. In secondo luogo, l’ho già sottolineato in precedenza: dobbiamo ripartire con le “botteghe della salute”, soprattutto per le frazioni più distanti”.

Come già sottolineato, a Pieve Santo Stefano la continuità amministrativa avviata da Albano Bragagni e proseguita da Claudio Marcelli si basa su un gruppo consolidato di veterani, che però si preoccupa anche di dare spazio e di far crescere le giovani leve, come nel caso suo. In quali rapporti siete voi giovani con i veterani?

“All’interno dell’amministrazione, i cosiddetti “veterani” -  o comunque coloro che hanno una maggiore esperienza dal punto di vista politico-amministrativo - ci aprono le strade a tutto e ci coinvolgono sempre nelle decisioni da prendere. La partecipazione è pertanto un requisito fondamentale, specie ora che fisicamente dobbiamo vederci poco: la pandemia ci costringe a tenere le riunioni in videoconferenza e abbiamo il gruppo WhatsApp nel quale ci scambiamo tutte le informazioni. Chi ha dunque più esperienza di noi, la mette al servizio per farci crescere e responsabilizzarci, insegnandoci come dobbiamo comportarci. L’esempio è quello di Federico Cavalli: eletto nella precedente legislatura, ha acquisito esperienza perché nel corso di questi anni si è formato e gli amministratori hanno fatto in modo che si formasse”.

Ora quindi è il suo turno di formazione; c’è da parte sua la voglia di andare avanti?

“Senza dubbio c’è la disponibilità a proseguire, conciliando le esigenze professionali con quelle istituzionali. E poi, diciamolo francamente: con un gruppo come questo, si va avanti anche a occhi chiusi. La speranza è soprattutto quella di ripartire una volta che la pandemia sarà finita”.        

Redazione
© Riproduzione riservata
08/04/2021 10:16:43


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