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Mondo Politica: intervista a Salvio Zoi presidente di Fratelli d'Italia a Sansepolcro

Al Borgo é tutto da rifare, un vero disastro

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Sulla spinta dell’eccellente esito delle regionali di settembre e di un trend nazionale che lo colloca in ascesa, Fratelli d’Italia si sta organizzando anche a Sansepolcro. Lo scorso 7 novembre è stata inaugurata la sede di via Niccolò Aggiunti alla presenza di alcuni vertici territoriali del partito e con Salvio Zoi presidente locale; ristoratore nella vita di tutti i giorni, Zoi era stato attivo nella campagna elettorale del 2011 e a distanza di dieci anni torna con un ruolo ancora più incisivo, cercando di creare un centrodestra competitivo che possa riconquistare la maggioranza a Palazzo delle Laudi.

Zoi, dopo l’inaugurazione della sede non vi è stata la possibilità di utilizzarla e non per certo per mancanze vostre. Semmai, qualcuno sostiene che il centrosinistra sia più avanti di voi in vista della scadenza elettorale della prossima primavera. È così?

“Intanto, la sede non è stata quasi mai aperta perché - causa restrizioni dovute al Covid-19 - non ci possiamo incontrare e quindi i contatti sono di fatto solo telefonici. Ci sentiamo, quindi, ma non ci possiamo incontrare, per cui abbiamo fatto molto poco. Se poi il centrosinistra sia più avanti di noi nella tabella di marcia, questo francamente non sono in grado di stabilirlo; noi ci siamo visti via skype e stiamo provando a vedere se, come accade a livello nazionale, il centrodestra abbia una voce unica anche qui a Sansepolcro. Non appena le restrizioni si allenteranno, potremmo rivederci per mettere a fuoco le varie situazioni”.

Qualcuno sostiene che una parte del centrodestra starebbe strizzando l’occhio al sindaco Mauro Cornioli. Solo chiacchiere?

“Non ho idea, né francamente so a chi sia riferita questa domanda. Posso soltanto dire quello che cercheremo di fare come Fratelli d’Italia: noi – questo è sicuro – dovremo cercare di aggregare tutti coloro che hanno idee riconducibili al centrodestra. Se c’è una visione politica comune di determinati progetti, è bene stare uniti”.

È ancora presto per parlare di candidato sindaco, oppure avete giù una rosa di 3-4 persone?

“Sono sincero: qualcosa in mente abbiamo, ma non conosciamo ancora le indicazioni di coloro che dovrebbero comporre l’alleanza assieme a noi. Di conseguenza, quando avremo in mano le indicazioni sui candidati ne parleremo. A me preoccupa più la squadra che il candidato sindaco: se la squadra è forte e unita, probabilmente avremo bisogno di un candidato sindaco di un certo livello. Non mi piace assolutamente la figura del sindaco che si comporta da padre padrone”.

Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi per Sansepolcro. Pensa che l’eventuale coalizione completa del centrodestra si fermerà qui, oppure vi saranno anche altre liste civiche a sostegno?

“E’ tutto da vedere. Immagino che saranno le liste appena citate, anche perchè non sono d’accordo sulle liste civiche, per le quali non stravedo. Per come la vedo io, preferisco l’organizzazione di partito. Il partito ha una struttura propria e risponde a vertici provinciali, regionali e nazionali, mentre le liste civiche rispondono a chi le crea e basta. Siamo tuttavia aperti al dialogo e alle idee”.

Ammettiamo che il centrodestra vinca le elezioni e che vada ad amministrare il Comune di Sansepolcro. Quali sono le priorità per la città?

“Più di una. Abbiamo un centro storico disastrato, abbiamo una zona industriale che ha bisogno di essere riaggiustata e promossa in maniera diversa e abbiamo pochissime attività per i giovani. Non parliamo poi di commercio, anche perché io sono parte in causa, ma penso che i commercianti non avrebbero potuto essere trattati peggio di così. Il contesto era delicato già prima del Covid-19, poi la pandemia ha aggravato alcune situazioni. Ci sono tantissime cose da fare: spero di trasmettere la voglia di sognare per fare in modo che Sansepolcro torni a essere quella che era, ma con la modernità di oggi”.

Pensa che i problemi del centro storico biturgense siano nati da lontano per colpa di una politica miope e che il Covid-19 li abbia accelerati?

“Il fenomeno non riguarda soltanto Sansepolcro: in tutto il nostro Paese, i centri storici hanno sofferto l’apertura delle grandi aree commerciali, ma non è tanto questo il problema, quanto il fatto che qui non ci siamo rigenerati e modernizzati. A Sansepolcro non abbiamo quelle tantissime piccole attività che invece si trovano da altre parti. Noi non siamo cresciuti: bisogna allora attuare una politica molto mirata nel centro storico: l’ufficio turistico è stato spostato da poco in piazza Torre di Berta, ma i turisti che vengono qui – lasciamo perdere adesso le vicende della pandemia che sta diventando la scusa dei fallimenti della politica – sono comunque pochissimi rispetto a quelli che potremmo avere e non abbiamo modo di tenerli da noi per almeno due-tre giorni. Dobbiamo allora inventare qualcosa”.

Redazione
© Riproduzione riservata
07/01/2021 11:00:47


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