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Mondo Politica: intervista al segretario Pd di Sansepolcro Chiara Andreini

"Nel Pd non c'é spazio per Mauro Cornioli, si metta l'anima in pace chi lo caldeggia"

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L’argomento è “caldo”, per cui era assolutamente il caso di sentire i diretti interessati. Niente di meglio, allora, che interpellare Chiara Andreini, nella sua veste di segretario politico del Partito Democratico di Sansepolcro, oltre che consigliere comunale del gruppo di opposizione Pd-InComune. E siamo voluti andare oltre il comunicato di risposta del Pd.

Andreini, nel comunicato stampa siete stati chiari: discorso chiuso, quindi, per ciò che riguarda l’ipotizzata candidatura di Mauro Cornioli con il Pd?

“La segreteria del partito e l’assemblea degli iscritti si sono pronunciate in maniera unanime: nella nostra proposta non c’è spazio per Mauro Cornioli e chi caldeggia una simile candidatura è bene che non cerchi interlocuzioni formali o informali con il Partito Democratico. Quanto è stato scritto in questi giorni sugli organi di stampa è  fantasioso, ma anche se ci fossero personaggi che stanno portando avanti questo progetto, diciamo chiaramente che nel Pd non c'é posto nemmeno per loro: lo affermo con forza, Mauro Cornioli non sarà mai il nostro candidato sindaco”.

A più riprese lo avete peraltro dichiarato: l’operato dell’amministrazione Cornioli non ha mai incontrato i vostri consensi. Conferma?

“Diciamolo francamente: è stata una gestione fallimentare. Il civismo non ha prodotto la concretizzazione del programma elettorale: sono passati quattro anni e mezzo e di illuminazione pubblica ancora niente e anche per ciò che riguarda il secondo ponte sul Tevere non c’è un progetto per la viabilità di collegamento. Per non parlare di commercio e di categorie economiche: lo avevano sostenuto e adesso costituiscono la parte più delusa. Abbiamo visto anche quanto successo di recente: comprendo  le ragioni personali dell’ex vicesindaco Luca Galli, ma a pochi mesi dalla fine della legislatura non si molla se non ci sono anche motivi politici. Anche dopo la sostituzione in giunta con Francesco Del Siena vi sono state numerose rinunce all’ingresso in consiglio, fino a quando non è arrivata Simona Bartolo, che però ha detto di non rappresentare i Democratici per Cambiare. Non mi sembrano segnali di buona salute, ma di tensioni interne abilmente mascherate”.

Sotto questo profilo, anche il centrosinistra in Valtiberina non sembra godere di buona salute, come hanno dimostrato le regionali di settembre, che hanno visto il centrodestra avanti con i numeri in tutti i Comuni. È giunto finalmente il momento della riflessione e dell’autocritica?

“Sì, dobbiamo fare autocritica e su diversi argomenti. Ci stiamo impegnando proprio per capire cosa bisogna fare. Alle regionali, abbiamo pagato nelle aree marginali, quelle più penalizzate dalla lontananza dei servizi, dalle difficoltà nella viabilità e dalla tenuta del territorio dal punto di vista sanitario”.

E’ il caso di allora di farsi sentire e soprattutto di fare presenti ai vostri vertici che una politica del genere finisce con il produrre solo sconfitte?

“La nostra azione diverrà ora molto importante, perché c’è effettivamente bisogno di cambiare sistema e di tenere conto delle istanze nelle sedi più decentrate. In sanità, ritengo fondamentale un rafforzamento della medicina del territorio, tanto più che la nostra è una vallata “anziana”, nella quale la percentuale di abitanti che rappresentano la terza età è più altra che altrove. C’è pertanto la necessità di interventi capillari, come c’è l’urgenza di migliorare la rete infrastrutturale per poter pensare a uno sviluppo futuro dal punto di vista economico. Su servizi quali rifiuti e acqua, torno sull’amministrazione in carica: si erano presentati come i fautori del cambiamento, ma alla fine si sono limitati a uscire con comunicati stampa senza un nulla di fatto, un azione di governo fallimentare”.

Cosa occorre fare, allora, per riconquistare la guida di un Comune come quello di Sansepolcro?

“Costruire un progetto valido, strutturato e concertato. Un progetto basato su punti fondamentali e su scelte strategiche che non è più il caso di rimandare. Insisto sulla sanità, ma aggiungo il centro storico. Il nostro tessuto cittadino è dimenticato e allora occorre più che mai un progetto capace di aggregare e di creare una squadra forte e coesa”.

Con Chiara Andreini protagonista a pieno titolo?

“Questo non lo so. Adesso, ho un ruolo ben preciso e cerco di svolgerlo fino in fondo: mi interessa la costruzione di questo progetto, poi vedremo chi potrà portarlo avanti”.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/11/2020 09:43:09


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