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Ampio consenso sulla riforma del 118 toscano

Evitate contrapposizioni di bandiera che non giovano né al servizio 118, né ai toscani

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Sostanziale consenso dal mondo del volontariato e da gran parte dei soggetti interessati sulla proposta di legge regionale 345 (che definisce composizione di equipaggi, attrezzature e formazione del trasporto sanitario in emergenza/urgenza) approvata due giorni fa in commissione Sanità del consiglio regionale e che a breve sarà al voto dell’aula. E’ quanto emerso da un seminario svoltosi stamani nella sede della Misericordia di Rifredi, a Firenze, organizzato dalla Federazione regionale delle Misericordie a cui hanno preso parte, oltre ai responsabili di Anpas e CRI della Toscana, anche il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli (Iv), i consiglieri regionali Paolo Marcheschi (FdI) e Nicola Ciolini (Pd), dirigenti a vario livello del 118, rappresentanti di sindacati e ordini professionali.

“E’ stata l’occasione – ha detto il presidente della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana, Alberto Corsinovi – per guardarsi in faccia e parlarsi con sincerità, evitando contrapposizioni di bandiera che non giovano né al servizio 118, né ai toscani. Da parte di tutti è stata evidenziata la richiesta che simili confronti diventino strutturali, per lavorare insieme, disinnescando incomprensioni e strumentalizzazioni. Di questa riforma c’è assoluto bisogno, perché il mondo dell’emergenza urgenza, le conoscenze scientifiche, le tecniche e i protocolli di intervento rispetto al 2001, quando è stata approvata l’attuale norma (la legge regionale 25/2001), sono radicalmente cambiati e anche le leggi devono tenerne conto. L’auspicio ora è che la riforma riceva in Consiglio il più ampio consenso possibile, per continuare a garantire a tutti i toscani un servizio di eccellenza assoluta.”

“Sulla revisione della legge 25 – ha detto Dimitri Bettini, presidente Anpas Toscana - si è creata molta confusione; sono soddisfatto che oggi tutte le parti coinvolte in questo processo abbiano abbandonato le polemiche e gli attacchi strumentali per raggiungere una sintesi in vista dell’approvazione della legge prevista per mercoledì prossimo. Una legge che nei fatti rappresenta un adeguamento di modelli formativi e procedure vecchie di 19 anni, non una revisione del sistema di emergenza al netto dell’introduzione del nuovo sistema di auto medica, con l’autista soccorritore. Anche leggendo le ultime dichiarazioni, arrivate a seguito dell’approvazione in terza commissione della Regione Toscana, mi rendo conto di quanta confusione sia stata fatta su questa materia. Da rappresentante del volontariato non mi sono sentito tranquillo a farmi tirare per la giacchetta nelle questioni che riguardano i contratti del pubblico impiego e la carenza di medici per il mancato finanziamento delle borse di specializzazione. Credo sia piuttosto chiaro che il volontariato non drena risorse per i lavoratori del comparto della salute. La regione non finanzia un contratto che ha risorse nazionali. Per questo abbiamo trovato a tratti anche incomprensibile tutto questo interesse su una legge che standardizza il servizio. Il rapporto tra volontari e personale sanitario nell’emergenza (medici e infermieri) è stato fondato da sempre su una grande vicinanza umana. Rapporti di collaborazione stretta e grande fiducia reciproca negli interventi, ma anche amicizie e storie personali di lunga durata. Non so quanto medici e infermieri che ogni giorno scendono in strada accanto ai volontari si sentano rappresentati da chi vuole smontare un rapporto fatto di collaborazione pluridecennale. Questo rapporto non può essere rotto con interventi privi di senso. Fortunatamente la cosa sembra essere stata compresa.”

“Vista la delicatezza della materia – ha aggiunto Pasquale Morano, direttore del Comitato regionale della Croce Rossa Italiana - è comprensibile e giusto che il personale medico e infermieristico voglia sentirsi tutelato e che chieda tutte le garanzie necessarie sull’impiego del personale non medico del volontariato. Ma quella di una formazione adeguata, della definizione di compiti e ruoli è anche una nostra premura e attraverso il confronto è stato possibile chiarirlo e trovare una condivisione dei punti essenziali della riforma.”

Redazione
© Riproduzione riservata
13/12/2019 16:46:15


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