Il consiglio comunale di Città di Castello approva a maggioranza il bilancio consolidato 2025

Le società controllate dal Comune chiudono tutte in utile
Il consiglio comunale di Città di Castello ha approvato a maggioranza, con 14 voti favorevoli di PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco e sei voti contrari dei consiglieri di Castello Cambia, FDI, Castello Civica, FI, Unione Civica Tiferno, il bilancio consolidato relativo all’esercizio finanziario 2025. Come ha spiegato in aula l’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli, l’elaborato ha certificato la situazione di sostanziale equilibrio e di solidità economico-patrimoniale del "Gruppo Comune", evidenziando una riduzione dell’indebitamento complessivo e un attivo patrimoniale più elevato. In particolare, tutti gli esercizi finanziari 2025 delle tre società controllate dal Comune di Città di Castello si sono chiusi in utile: Sogepu per 169.415 euro, le Farmacie Tifernati per 150.359 euro e Polisport per 1.389 euro. Farmacie Tifernati nel 2025 ha distribuito al Comune di Città di Castello dividendi per 160.882 euro. Anche l’esercizio del solo Comune di Città di Castello si è chiuso con un risultato positivo di 581.228,97 euro, già evidenziato peraltro con l'approvazione del rendiconto 2025, mentre i debiti complessivi diminuiscono di oltre 1,3 milioni di euro e il patrimonio netto sale a 72,4 milioni di euro (superando di oltre 3 milioni il valore del solo Comune). In questo contesto, Mariangeli ha riferito che il dato finale aggregato del bilancio consolidato 2025 ha segnato un saldo contabile negativo di 365.940,97 euro, un dato puramente tecnico che non riflette l'andamento reale del Comune di Città di Castello, ma deriva unicamente dall'inserimento a bilancio della quota della partecipazione del 4,48 per cento ad AURI, l’Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, che nel 2025 ha chiuso il proprio bilancio con una perdita di 24.723.344,28 euro. Un risultato economico d’esercizio negativo, dovuto alla mancata registrazione, tra i risconti passivi, dei contributi agli investimenti accertati negli esercizi precedenti e non pagati nell’esercizio di riferimento. In sostanza, l’erogazione di trasferimenti in conto capitale non ha trovato la corrispettiva voce tra i ricavi, trattandosi di trasferimenti gestiti mediante iscrizione a fondo pluriennale vincolato. “Come l'anno passato Auri aveva un utile enorme, questa volta presenta un debito enorme, ma gode di ottima salute, perché deve prendere indietro tutto il valore economico di cui parliamo”, ha chiarito Mariangeli, segnalando che l’altra società partecipata dal Comune compresa del bilancio consolidato 2025, Puntozero, ha chiuso con un utile di 7.447 euro. La capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni ha aperto il dibattito richiamando l’attenzione su “alcuni elementi di grande criticità”: “i quasi 45 milioni di crediti, 28 milioni che sono del Comune, mentre gli altri crediti sono da imputare principalmente al bilancio di Sogepu, con 13.329.000 euro”; “I debiti per 24.712.000 euro di Sogepu, verso i fornitori e verso le banche, che anche a fronte di un leggero miglioramento per via della diminuzione di circa 1 milione, non portano certo a concludere che si navighi in buone acque”; “le fideiussioni per circa 28 milioni riconducibili a Sogepu, di cui 17 milioni di ipoteca di primo grado sulla discarica e gli impianti di Belladanza e 11 milioni e mezzo di garanzie assicurative prestate nei confronti di amministrazioni pubbliche, di cui solamente circa 736.000 euro nei confronti del Comune di Città di Castello e circa 10 milioni verso la Regione Umbria”. Soffermandosi fideiussioni, Arcaleni ha chiesto: “sono stati considerati attentamente tutti i rischi che Sogepu si è assunta nel corso del tempo rispetto ai mutui, alle garanzie e alla tutela ambientale, nel momento in cui ci sono delle attività dentro la discarica che sono affidate ad altri soggetti come Sogeco?”. La rappresentante di Castello Cambia ha, infine, concluso evidenziando che per Polisport “mancano una rendicontazione e un monitoraggio efficaci sull’esecuzione e sull'efficienza dei servizi rispetto al capitale investito pari a 917.000 euro circa di contributo”. Il consigliere Riccardo Leveque (FDI) ha evidenziato “una serie di dati che ci inducono a vedere una situazione non così rosea, quali i componenti positivi della gestione che hanno una variazione in negativo di 2 milioni; un margine operativo che diminuisce di 614.000 euro; un saldo finanziario negativo per oltre 1 milione di euro; un saldo straordinario che ha una variazione di 3.440.000 euro; fondi, rischi e oneri che crescono per più di 1 milione; rate e risconti passivi che crescono in variazione di più di 2 milioni di euro”. L’esponente della minoranza si è unito alla collega Arcaleni nel segnalare la preoccupazione per Sogepu “rispetto ai debiti per 24 milioni di euro, nonostante i debiti da finanziamento per 14 milioni scendano in effetti rispetto al 2024; a un fondo rischi e oneri che arriva a più di 5 milioni di euro; a garanzie fideiussorie di circa 28 milioni di euro”. “Esposizioni che impongono una precisa responsabilità politica, sia a chi governa la società, ma anche all'amministrazione che ne detiene il controllo”, ha osservato Leveque, tirando in ballo anche alcuni aspetti da chiarire nei rapporti di Sogepu con Sogeco, come l’aumento dei crediti di Sogepu legati alla gestione della gara d'ambito, ma anche dei suoi debiti per servizi svolti dal personale trasferito all’altra società. “Anche Polisport – ha continuato il consigliere - ha visto scendere il valore della produzione da circa 2 milioni a 1.270.000 nel 2025 e i ricavi per le vendite, prestazioni e servizi pubblici sono passati invece da circa 859.000 euro a 250.000 euro. Chiaramente ha inciso molto il fermo dell'impianto natatorio”. “Queste due partecipate presentano criticità importanti e riteniamo che l'amministrazione comunale non possa semplicemente rivendicare un risultato positivo del bilancio”, ha concluso Leveque. Di tenore opposto le valutazioni della capogruppo della Lista Civica Luca Secondi Sindaco Rosanna Sabba, che ha evidenziato: “nel complesso questo bilancio è migliorato rispetto allo scorso anno e la sua correttezza è testimoniata anche dal parere favorevole dei revisori dei conti”. “I dati che secondo me hanno più importanza – ha sostenuto Sabba - sono il valore dei crediti, dovuti a trasferimenti e contributi, che sono aumentati di 1 milione e mezzo rispetto all'esercizio precedente, e i debiti, che ammontano a 71 milioni circa e sono diminuiti rispetto all'esercizio precedente di 2.874.000 euro. Il bilancio consolidato, visto nella sua oggettività, è un bilancio corretto, non è peggiorato rispetto all'esercizio 2024, pertanto il nostro voto sarà positivo”. Il consigliere del PD Domenico Duranti ha eccepito: “La corretta compilazione dei bilanci, la corretta gestione delle finanze viene certificata dai revisori. A noi devono interessare, da un lato, i servizi che vengono svolti, dall'altro, le tariffe che vengono praticate per svolgere questi servizi e la ricaduta che questi servizi danno alla città, all'utenza”. Soffermandosi su Polisport l’esponente della maggioranza ha rilevato: “facciamo finta di dimenticarci del fatto che i costi energetici hanno portato tantissime aziende del settore dei servizi sportivi, soprattutto natatori, a chiudere. È vero che noi abbiamo dato 917.000 euro come Comune a Polisport, ma è altresì vero che di fatto i servizi della piscina non sono stati erogati per i lavori di riqualificazione. Mi domando se questi lavori non dovevano essere fatti: dite chiaramente se non dovevamo farli, oppure dite chiaramente che non bisogna più praticare tariffe sociali a Polisport. Vediamo se avete questo coraggio”. “Noi – ha concluso Duranti - abbiamo scelto di fare un altro tipo di politica, che i 40.000 cittadini di Città di Castello possano comunque contribuire a pagare parzialmente i servizi che vengono utilizzati da una minima parte”. Il capogruppo di FI Tommaso Campagni ha replicato: “L’unica cosa che abbiamo chiesto senza ricevere mai una risposta riguarda le responsabilità politiche delle scelte fatte nelle principali società partecipate. Il PD viene a chiedere a noi il coraggio di fare delle scelte che spettano a loro, un cortocircuito incredibile. Facciamo delle domande sui bilanci, non ci viene data risposta, mentre il Comune è esposto finanziariamente per la mala gestione delle principali partecipate. Voteremo contro”. Il sindaco Luca Secondi ha preso la parola per alcune precisazioni. “In questi anni di mandato – ha detto il primo cittadino - il Comune di Città di Castello ha dimostrato di aver saputo garantire l'erogazione dei servizi, perché al di là delle difficoltà oggettive in alcune società, le partecipate sono rimaste e rimarranno sempre un capitale della nostra comunità. Questo penso sia un elemento che al di là delle posizioni politiche dovrà essere condiviso anche in futuro”. “Per Polisport – ha chiarito Secondi - è ovvio che il calo di produzione è legato a un investimento importante, quello della piscina, che ci si augura per altri 40 anni darà stabilità alla società. Anche la sostituzione dei filtri è stata un’opportunità che è stato giusto cogliere, perché ha dato completezza all'intervento, ma ha determinato appunto un estremo impatto per quanto riguarda le casse”. “E’ ovvio che Polisport sia molto legata dal finanziamento comunale: mi auguro che continuerà ad essere così, perché se guardiamo a partite complesse come quella dei costi energetici, che in quest’epoca sta portando alla chiusura dei servizi privati, è una fortuna che ci sia una dipendenza così stretta dal pubblico per la nostra società di gestione sportiva”. Su Sogepu, Secondi ha ricordato le sfide legate all’impiantistica negli anni scorsi e quelle che verranno: “ci sarà un investimento dell'impiantistica su cui dobbiamo assolutamente lavorare con un piano industriale e ci sarà una gara futura, che non dipenderà dalle aziende, ma dai comuni che possono decidere di scegliere”. Al sindaco si è accodato l’assessore Mariangeli: “I cittadini stabiliranno se abbiamo fatto bene a difendere principi come il valore sociale dello sport. Le tariffe che noi proporremo alla riapertura della piscina, rispetto a quello che viene pagato in altri impianti vicini, sono di molto inferiori, senza contare esoneri e quant’altro. I prezzi calmierati che noi proponiamo per le attività sportive rispondono alla volontà di garantire che lo sport sia alla portata di tutti”. Nel dibattito è intervenuto anche il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani, che ha replicato al consigliere Duranti: “Come fate a farci la morale voi che avete nominato e prorogato un amministratore unico di Sogepu su cui farà chiarezza la magistratura e che voi, poi, avete sconfessato con la costituzione di parte civile. Noi faremo il nostro dovere di oppositori e di alternativa nei prossimi mesi, ma non tolleriamo lezioni”. Anche la consigliera Arcaleni ha eccepito: “Anche io sono favorevole al valore sociale dello sport, che diventa però effettivo quando non solo le tariffe della piscina sono così basse, ma lo sono anche quelle a carico degli altri sport”. “Per Polisport – ha proseguito – parliamo di un esercizio 2025 nel quale la piscina era chiusa: eppure ci sono 917.000 euro elargiti dal Comune. Vorrei che ci fosse una rendicontazione che mi permettesse di capire come mai. Per Sogepu, se c’è qualcuno che ha tentato di difenderla sono io, a dispetto di chi, secondo me, ha fatto scelte molto diverse. Le società partecipate sono un capitale, se questo capitale non viene svenduto”.

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