Un detenuto di 60 anni è stato trovato morto nella sua cella all’interno del carcere di Capanne

Il Sappe Umbria torna a chiedere risposte strutturali: potenziamento degli organici
Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sappe per l’Umbria, esprime il suo pensiero dopo la morte di un detenuto di 60 anni all'interno del carcere di Capanne a Perugia: “il più sentito cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia del detenuto italiano, con fine pena prevista nel 2030. Il decesso, avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 ottobre, sarebbe riconducibile a cause naturali. Alla famiglia del ristretto giunga la nostra umana solidarietà”. Ma come evidenziato dal Sappe, il tragico evento “pur nelle sue cause naturali, riporta drammaticamente l’attenzione sulle condizioni in cui quotidianamente operano la polizia penitenziaria e il personale sanitario negli istituti di pena umbri”. “Esprimiamo vicinanza alla famiglia del detenuto - dichiara Bonino - ma vogliamo anche accendere i riflettori su chi, ogni giorno, entra in quelle celle con organici ridotti all’osso e numeri di detenuti insostenibili”. Il Sappe Umbria torna quindi a chiedere risposte strutturali: potenziamento degli organici, stabilizzazione dei precari, rafforzamento dell’assistenza sanitaria, riduzione del sovraffollamento, supporto psicologico e prevenzione delle aggressioni.

Commenta per primo.