"Francesco l'eredità della Luce" presentazione opera artistica a Pieve Santo Stefano

Installazione temporanea in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco.
“Francesco. L’eredità della luce 1226/2026” nasce dal desiderio di restituire alla comunità la forza spirituale, culturale e simbolica dei luoghi francescani della Valtiberina, trasformando l’800° anniversario della morte di San Francesco in un’esperienza che non si limita a commemorare, ma invita a vivere la luce come eredità viva. L’Eremo di Cerbaiolo, uno dei luoghi più antichi e suggestivi del cammino francescano, è il centro simbolico di questo percorso: un luogo che custodisce silenzi, passaggi e una luce che sembra non essersi mai spenta, “la luce che resta”, fragile e potente, antica e contemporanea. Il primo gesto condiviso del progetto si è compiuto il 20 giugno, quando più di cinquanta persone hanno raggiunto Cerbaiolo al tramonto. La salita, accompagnata da una fisarmonica che rendeva ogni passo più intimo, è diventata un attraversamento silenzioso, un ascolto del paesaggio e delle parole che gli attori hanno donato lungo il percorso. Ogni passo era ben distinto dalle luci del tramonto, che scivolavano tra gli alberi e rendevano la serata un’esperienza sospesa, quasi rituale, dove il cammino diventava parte della luce stessa. Nel chiostro, il Cantico delle Creature ha risuonato come un ritorno naturale alla sua sorgente, accolto da un pubblico che ha scelto di vivere la luce non come spettacolo, ma come esperienza condivisa. Ricordando il senso profondo della luce nel cammino francescano, il Presidente dell’Associazione Coro Altotiberino ha ringraziato i presenti con parole che hanno raccolto il silenzio del chiostro e lo hanno trasformato in un momento di comunità: «La luce non è qualcosa che si possiede: è un’eredità che ci attraversa. Ci riconosce quando la incontriamo, ci accompagna quando la cerchiamo. Oggi abbiamo camminato dentro questa luce, lasciando che fossero i luoghi a parlare e che la bellezza ci mostrasse il suo passo.» Questo primo appuntamento apre il percorso che conduce al momento centrale del progetto: Luce sospesa, che verrà presentata il 25 settembre alle ore 17 sotto le Logge del Grano. L’opera di Faust Cardinali porta nella piazza una figura scolpita nella stalagmite, sospesa tra materia e respiro. È un Cristo che non domina lo spazio, ma lo trattiene; una presenza che non scende, ma attende. La sua luce non è un bagliore, ma un richiamo: un invito a fermarsi, a guardare, a riconoscere ciò che illumina senza rumore. Accanto a questa figura, nel manifesto, emerge la presenza di San Francesco: non un elemento decorativo, ma un cardine interpretativo. Il Santo è ritratto nella sua postura più umile e potente, quella dell’ascolto. La sua linea sottile sembra custodire l’opera, come se la sua ombra gentile ricordasse che ogni luce nasce da un gesto di accoglienza. Il Cristo e Francesco non sono due immagini separate: sono un dialogo. La materia che si fa corpo e la linea che si fa memoria. La luce che si sospende e la luce che resta. Portare Luce sospesa sotto le Logge del Grano significa trasformare un luogo quotidiano in una soglia: un punto di passaggio dove la città incontra la sua radice più profonda e dove l’eredità francescana torna a parlare con la semplicità che le è propria. Il progetto proseguirà poi il 18 dicembre al Teatro Comunale, in una serata dedicata alla luce come movimento, come dono che non si conserva ma si rinnova. Una stagione che invita a riconoscere che la luce non è un oggetto, ma un passaggio: ciò che Francesco ha lasciato al mondo e ciò che i luoghi continuano a restituire a chi li attraversa. Il progetto “Francesco. L’eredità della luce 1226/2026” è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, con il patrocinio del Comune di Pieve Santo Stefano e del Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

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